ROMArtguide.it MOSTRE / EVENTI: Spazi Indipendenti

ANGELA CERULLO & GIORGIO BLOCH - CAROLINE VON GUNTEN

arte contempranea

Spazio In Situ dal 2 al 31 marzo

Il collettivo di artisti ACGB (Angela Cerullo & Giorgio Bloch) e l'artista Caroline von Gunten sono stati invitati a esporre il loro lavoro in una doppia personale, seconda mostra delle quattro in programmazione della serie "Gehen in den Bergen spazieren" dedicata a giovani artisti svizzeri. Con opere inedite in parte create appositamente per lo spazio espositivo, la mostra "Angela Cerullo & Giorgio Bloch - Caroline von Gunten” permette di immergersi nell’ ultima produzione delle due posizioni artistiche riunite, che condividono un interesse comune, sia per ambienti naturali e urbani che per le strutture sociali correlate e per le loro costruzioni fittizie. Nel loro lavoro artistico, Angela Cerullo & Giorgio Bloch esplorano la questione di come oggi la produzione di oggetti scultorei/ installazioni possa, in una quotidianità che, come risultato della digitalizzazione, è sempre più satura di immagini, essere ancora politica. Se da un lato, vivendo sempre più nello spazio virtuale, la nostra realtà si smaterializza, d’altra parte è anche pervasa da una rete di narrazioni, che gli oggetti assimilano diventando così parte delle funzioni e delle qualità attraverso le quali percepiamo e descriviamo le cose con le quali definiamo il mondo intelligibile in sé. Il lavoro di installazione di ACGB consiste in formulazioni di contro-narrazioni. La sera dell’inaugurazione si svolgerà una performance degli artisti.
Apertura: su appuntamento. Courtesy of Spazio In Situ.

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Mostre d'arte contemporanea in spazi indipendenti

mostra dmakeart sarafalso

08/03/2019 - 29/03/2019Arte contemporanea width=

Sara Falso - Niente nasce dal caso. L’anima nasconde qualcosa

Sara Falso presenta la sua prima personale a Roma, con una serie di opere che dialogano con il proprio mondo interiore, partendo dall'assunto che nel profondo del nostro essere sono nascosti aspetti a noi sconosciuti.
La sua pittura nasce dalla riflessione, dal dubbio, dall’ amore, dalla curiosità, dalla espressione e dalle forme assunte da soggetti sconosciuti.
L’artista elabora una figura iniziale fino ad arrivare a infinite identità per raccontare l’io, e lo fa attraverso un simbolo: “la maschera”, che non viene utilizzata per nascondersi, ma per apparire : “la maschera recita la parte dell’uomo e l’uomo cerca se stesso”, dove tutti siamo spettatori e interpreti.
Così vengono percepite le calde atmosfere della creatività, con una pittura viva, energica e coinvolgente che arriva a toccare il profondo della nostra anima.
Apertura: lunedì - venerdì 10:00 - 19:00.
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mostra interno14next female

12/03/2019 - 19/03/2019Arte contemporanea width=

fe/male - Isabella Borrelli / Roberto Cavallini

fe/male, prima tra le iniziative del progetto iMaterial__material/immaterial world per il 2019, indaga le reti e le relazioni tra universi materiali e immateriali, e, nello specifico, le diverse prospettive con cui uomo e donna osservano, analizzano ed esperiscono il mondo fuori e dentro, al fine di individuare gli elementi che uniscono, dividono o possono condurre ad altre e differenti interpretazioni. Isabella Borrelli / Roberto Cavallini e Antonella Albani / Marco Marassi, invitati a confrontarsi in due consecutive bipersonali, non proporranno, dunque, visioni del mondo maschile e femminile ma il loro particolare e personale punto di osservazione delle cose e delle persone, della vita interiore e esteriore, del reale e del virtuale, in un sistema profondamente connesso e interagente.
Isabella Borrelli e Roberto Cavallini indagano il proprio mondo interiore, riflesso e proiettato nel mondo esteriore, in uno spazio di azione e movimento, in un luogo dove l’occhio si direziona verso scelte determinate, in un andare continuo oltre il conosciuto e l’indifferente.
Over the bridge di Borrelli è la scoperta di spazi oltre un un ponte futuristico che assomiglia alla carcassa di un animale: un ponte mistico, esoterico sul quale percorrono le escursioni di un rione di Roma. La livida luce di periferia di Garbatella – quel trucco un po’ sfatto da dormitorio – si trasforma completamente durante la notte in atmosfere allucinatorie e vagamente erotiche. I caseggiati ridisegnati dai mostri di Blue diventano, dopo il tramonto, dimore di artisti e zone di nuovi sound: l’artista attraverso la fotografia di strada – rigorosamente eseguita dalla 8 di sera alle 5 del mattino – narra di uno stato interiore tra paura, scomparsa di affetti, scoperta di una generazione che spesso vaga senza mete perdendosi nelle strade di notte, vittima e carnefice di se stessa.
Il verde ipocrita di Cavallini è il verde negazione di se stesso, intriso di annotazioni dolorose. Nel 2017 Pantone Color Institute scelse come colore dell’anno il Greenery 15-0343: tonalità rivitalizzante e autentica ventata di freschezza, simbolo di nuovi impulsi, una tonalità verde-gialla fresca e frizzante che rievoca i primi giorni di primavera, quando le infinite sfumature di verde della natura si risvegliano. Tutto è verde: l’area verde, la benzina verde, la bottega verde, il numero verde, il tantum verde, la linea verde, il polmone verde, il sempre verde, il tecno verde, il pensiero verde, l’ecofelicità, l’eco-bio, il green power, il verde speranza, il verde è tuo, difendilo! Il verde ha pervaso il nostro immaginario diventando un colore messianico: una nuova, miserabile forma di ipocrisia, elevata a potenza, che ha spinto l’artista a ripercorrere a ritroso il suo archivio fotografico per documentare tratti e frammenti di verde ipocrita.
Il progetto iMaterial_material/immaterial world indaga le capacità e le possibilità di aggregazione e separazione dei processi ambientali e territoriali: in questo momento storico viviamo una profonda dicotomia per la quale la realtà è al tempo stesso materiale e immateriale dalla compresenza di questi due ambiti ha origine ogni nostra percezione del visibile e dell’invisibile. Il nostro corpo abita lo spazio-tempo: dalla relazione tra il corpo e lo spazio, svincolata dalla posizione in un luogo specifico attraverso reti invisibili, ognuno scopre di coesistere all’interno e all’esterno di un etere di connessioni. Immaginario e reale, materiale e immateriale interagiscono in serie infinite di unità che tentano di superare ogni dualismo e valicare i confini. Motilità, spazialità, corporeità fluiscono in movimenti di singoli, di masse che si incontrano e si allontanano, si scambiano energia generando entalpia in una funzione continua e circolare. Analizzare le differenze e le uguaglianze, che si pongono come elementi generatori dei processi ambientali, sociali e culturali di una comunità e di un territorio è dunque il principale obiettivo. iMaterial è un progetto multidisciplinare, diffuso sul territorio, comprenderà diverse e variegate iniziative, utilizzerà molteplici media e forme, interrogherà varie discipline, coinvolgerà vari operatori culturali e studiosi, curatori, artisti; tenterà di realizzare una mappatura e una topografia culturale che puntino alla riscoperta delle ricchezze, delle risorse e della storia presente e passata.

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mostra centrostudiluigidisarro meteoritiaroma

09/03/2019 - 30/03/2019Arte contemporanea width=

Meteoriti a Roma - Giorgio Russi

“Credo non sia difficile rendersi subito conto che la chiave più pertinente di lettura per l’intelligenza della pittura di Giorgio Russi riguardi la dimensione onirica”. Così il grande Enrico Crispolti - che del lavoro di Russi si è occupato in modo assiduo, almeno per tutti gli anni Ottanta, ritenendolo allora una delle più significative figure emergenti nel panorama artistico italiano - apriva la parte a lui dedicata del suo testo nel catalogo della mostra Casciello, Gadaleta, Russi. Una triangolazione attuale, tenutasi alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo nel 1986. Un’affermazione, dunque, di ormai più di trent’anni fa, ma che oltre a ben inquadrare l’area immaginativa del fare di Russi di quel periodo, il più noto (tra paesaggi celesti più iconici dominati dalla presenza di volatili fortemente inquietanti, prima, e più essenziali scenari, ora più ora meno vagamente paesaggistici abitati da misteriose “fiammelle”, poi), risulta perfettamente calzante anche al lavoro attuale dell’artista, che costituisce la presente mostra. Ed è il segno non solo di una coerenza, di una continuità (seppure la sua arte ne abbia fatta di strada da allora), ma dell’esistenza di un determinato ambito a cui Russi continua necessariamente a rispondere, sentendolo quindi pressoché da sempre intimamente come proprio. (…) Antonello Rubini
Apertura martedì - sabato 16:00 - 19:00
Courtesy Of Centro Studi Luigi Di Sarro
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mosta tralevolte tito

15/02/2019 - 22/02/2019Arte contemporanea width=

Tito - una collezione

Ferdinando Amodei in arte Tito, pittore, scultore, incisore, (Colli a Volturno, 11 marzo 1926 - Roma, 31 gennaio 2018) membro della congregazione passionista, risiedeva a Roma nella comuità della Scala Santa dal 1966.
Dplomato all'Accademia di Belle Arti di Firenze, in pittura con Primo Conti; autodidatta per la scultura.
Espone nel 1964 sia in Italia che all'estero ( Torino, Catania, Roma, Perugia, Firenze, Viterbo, MIlano, Gubbio, Valle d'Aosta, Vienna , Innsbruck, New York, alla Biennale di Bagdad).
Molta della sua attività aritistica è stata assorbita da grandi decorazioni in spazi pubblici, specialmente in chiese (affreschi, vetrate, mosaici).
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mostra emmeotto introspectivewindow1

23/02/2019 - 31/05/2019Arte contemporanea width=

Introspective Window - Group Show

INTROSPECTIVE WINDOW a cura di Valentina Luzi.
Una finestra da cui ognuno di noi può e deve guardare per perdersi e ritrovarsi, per comprendere non il significato a tutti i costi, ma per conoscere ed entrare in sinergia con una sensibilità altra, per compiere un percorso a ritroso fino all’essenza di un’opera d’arte, mezzo che amplifica il sentire nostro e degli artisti, i quali restituiscono alla realtà più di quello che prendono da essa.
Una finestra come luogo di frontiera e, allo stesso tempo, di contatto e fusione tra verità e immaginazione, tra passato e futuro, tra mente e corpo, dove le dinamiche emozionali personali esplorano e cercano un riscontro nella rappresentazione, in un continuo movimento interno che non si ferma mai.Il raccontarsi degli artisti è il viaggio emotivo tra ricerca interiore ed evoluzione materica, all’interno del sé, il percorso di nascita, scoperta, crescita, decomposizione e ri-creazione sotto altre forme, una palingenesi che scrive e riscrive un diario personale, elemento dopo elemento, pagina dopo pagina e si arricchisce di esperienze come una pièce teatrale si infittisce di dialoghi.
Ogni artista in mostra vive il processo creativo in maniera totalizzante, una sorta di catarsi necessaria, che scopre e rivela, con la singolarità del modus operandi, una prospettiva differente, che ci permette di guardare al di là dell’apparenza e di instaurare quell’empatia dalle molteplici sfaccettature che solo la nostra interiorità può generare, ancora di più se ci troviamo ad interagire con gli stimoli dettati da diverse espressioni e linguaggi.
Apertura: su appuntamento - domenica e festivi chiuso.
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Numero Cromatico 14/03/2019 - 31/03/2019

mostra numerocromatico cieca

ANGELA CERULLO & GIORGIO BLOCH / CAROLINE VON GUNTEN

Il nuovo spazio di Numero Cromatico inaugura con CIECA, mostra personale di Marco Marini, che resterà aperta al pubblico fino al 31 marzo 2019. Una mostra nella quale Marini presenta al pubblico alcune opere della sua produzione degli ultimi anni, una ricerca che ha esplorato le possibilità creative dell’artista e del pubblico in condizione di deprivazione visiva. Negli esperimenti effettuati sono state coinvolte diverse categorie di persone: studenti, pubblico delle mostre, artisti ma anche non artisti. La mostra sarà un’occasione straordinaria per vedere da vicino le opere di Marini ma anche per esplorare un’affascinante ricerca estetica che ha avuto illustri precedenti come Vito Acconci, Willem De Kooning, Eliseo Mattiacci, Robert Morris, Giovanni di Stefano.
Apertura:lunedì - venerdì 10:30 - 13:30 / 14,30 - 18,30
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Curva Pura 14/04/2019 - 

mostra curvapura unisola

Un’Isola - Julie Rebecca Poulain

Curva Pura è lieta di presentare "un'Isola", la nuova mostra personale della pittrice francese Julie Rebecca Poulain.
Il progetto, pensato appositamente per lo spazio di sperimentazione contemporanea Curva Pura, include una selezione di ultimi lavori, che Julie ha realizzato sviluppando la tematica dell'atemporalità di un luogo e della "risonanza", come tracce di memorie passate...e presenti.
L’isola è il territorio dell’uno solitario, “monade” unita in sé e per sé, separata dal mondo ma che fa mondo.

Nella sua visione, la pittura per la Poulain è qualcosa di strettamente legato al tempo ed è essa stessa materia temporale, corpo mnemonico in cui la traccia è presenza e assenza.

Nei suoi lavori l'artista tratta la figura come un paesaggio e il paesaggio come un’espressione figurale. Da ciò deriva un’inversione del processo imitativo: sono le macchie di colore, con i loro incroci e le loro sovrapposizioni, che determinano le forme. Ed è così che il principio di astrazione diventa altrettanto determinante del principio di figurazione. Lo scopo del quadro non è la rappresentazione di un soggetto determinato, ma c’è qualcosa che si rivela e si trasforma nel movimento stesso del suo darsi, attraverso il lavoro materico, cromatico e gestuale. Il quadro si costituisce come spazio autonomo, luogo organico di colori di forme e di materia che si sedimentano e formano una sorta di geologia temporale.
Il vegetale (elemento tradizionale del vocabolario paesaggistico) è diventato nei suoi ultimi lavori il motivo residuale del "lavoro sulla memoria": la macchia che fa il fogliame è il tracciato che nasconde e rivela altre superfici.  dettagli

Libreria Galleria il Museo del Louvre 06/03/2019 - 26/03/2019

mostra museolouvre paolamazzetti

Paola Mazzetti: tempere, disegni, vignette

Raccolta di tempere su tela di Paola Mazzetti, che rappresentano l'esito di una selezione mirata e di reiterati incontri amicali tra Paola Mazzetti e Giuseppe Casetti, che ha scelto di mostrare nel suo spazio di via della Reginella soltanto alcuni soggetti pittorici, appartenenti alla produzione più recente dell'artista psicoterapeuta. Figure femminili e animali di varie specie, uniformati nella tecnica e nel linguaggio: chiaro, diradato ed evanescente.
I dipinti acquerellati dell’artista non raccontano il suo vissuto prematuramente tragico, né i temi conseguenti della perdita, della rimozione, del disincanto. Sono, come lei stessa ancora insegna e pratica, forme espressive che liberano l'immaginario e trasfigurano giocosamente il visibile.
Apertura: lunedì - sabato 11:00-13:00 / 15:00-19:00.  dettagli

Bibo’s Place 09/03/2019 - 10/05/2019

mostra bibos divineastrazioni

Divine astrazioni

Mostra collettiva composta da un insieme di opere selezionate sulla base dell’abituale dialettica generazionale di Bibo’s Place, che affianca lavori di epoche diverse, di generazioni diverse, ricercando fra esse un filo conduttore.
L’idea alla base di questa mostra viene dal senso stesso del verbo “astrarre” che letteralmente, e in senso etimologico, significa tirare fuori l’essenziale.
Saranno presenti opere di: Angeli, Burri, Dorazio, Fontana, Montessori, Piccolo, Pintaldi, Pizzi Cannella, Sanfilippo, Ward, ed altri.
Apertura: su appuntamento 335.8420442 / info@bibosplace.it  dettagli

smArt 12/02/2019 - 26/07/2019

mostra fonsazionesmart monowe

Monowe ( the residence, the lodge, the shelter ) di Ludovica Carbotta

Monowe (the residence, the lodge, the shelter), la prima personale a Roma dell’artista Ludovica Carbotta a cura di Ilaria Gianni, realizzata in collaborazione con il collettivo di architetti Orizzontale, è un nuovo capitolo del progetto Monowe, una città immaginaria progettata per essere abitata da un’unica persona, che sovrasta gli agglomerati urbani esistenti e si manifesta attraverso vari elementi (architetture, infrastrutture, istituzioni, documenti, voci).
A metà strada tra rovina e cantiere aperto, Monowe mira a replicare l'attuale stile di vita urbano, solitario e individualista, radicalizzandolo fino alla costruzione di una condizione estrema per un solo uomo. Da un lato risponde alla crescente paura dell'altro, offrendo un'area di protezione; dall'altra riflette sul modello di città utopistica come ripensamento dello spazio cittadino, arrivando a contraddirne proprio l’identità: non più un insediamento umano di molti individui ma un luogo di e per una singola persona.
La mostra presenta l’abitazione del suo unico abitante, che in un’intervista a se stesso rivela: <>. <> <<[…] io vivo a Monowe, esisto e sono completo "in lei" >>.
Apertura: martedì - venerdì 11:00-13:00 / 15:00-18:00.  dettagli mostra mostra

ADA Project 08/02/2019 - 23/03/2019

mostra adaproject ildamerino

Giuseppe Abate - Il Damerino

Uomo di gusto, frivolo, dai modi affettati e dall'aspetto gentile;
Il Damerino e? il maschio il cui unico scopo e? conquistare, possedere e conquistare ancora.
Il cavaliere che dentro un'armatura lucente e cesellata ha invaso e saccheggiato interi popoli. Il maschio in giacca e cravatta che assoggetta intere nazioni.
Il Damerino si camuffa, s'agghinda, si traveste: la seduzione e? il suo abito. Un caimano che artificiosamente piumato, concorre in una lotta tra galli; uno stendardo con un motto confortante che nasconde un atroce conflitto.
Il Damerino non e? mai quello che sembra.
Apertura: martedì - sabato 14:00 - 19:00  dettagli mostra mostra

Casa Vuota 16/02/2019 - 31/03/2019

mostra casavuota adestrasecondopiano

A destra, secondo piano

“A destra, secondo piano” è il titolo scelto per una mostra di Casa Vuota che si ispira al tema della festa, mettendo in dialogo nello spazio espositivo domestico del Quadraro le opere delle artiste Natascia Abbattista, Mariantonietta Bagliato e Patrizia Piarulli.
La mostra rievoca le memorie che tutti conserviamo delle feste in casa che hanno attraversato la nostra vita: dalle serate danzanti col grammofono che hanno fatto ballare i nonni, ai ritrovi di compleanno dell’infanzia, fino ai primi baci strappati su un divano nell’adolescenza e ai momenti più posati dell’età adulta.
Le artiste ripercorrono questi diversi momenti concentrandosi su cosa accade quando la festa finisce. Ciò che prima era gioioso e colorato, rumoroso e affollato si intristisce, impallidisce, diventa silenzioso e vuoto. La malinconia delle tracce e dei resti che si accumulano diventa un’allegoria della vita stessa e sottolinea la precarietà e l’inafferrabilità di ogni istante.
Apertura: su appuntamento.  dettagli