ROMArtguide.it MOSTRE / EVENTI: Spazi Indipendenti

Murales Herbarium

arte contempranea

Space Tor Pignattara dal 12 giugno

SPACE Tor Pignattara: Spazi creativi contemporanei, rigenerazione urbana e partecipazione nasce da un format ideato da Melting Pro ed è un progetto realizzato dall’Associazione Culturale Wunderkammern in collaborazione con Melting Pro e Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, vincitori del bando “Prendi Parte! Agire e pensare creativo”. Il bando è stato promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per favorire l’inclusione culturale dei giovani delle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale. I vincitori sono 15 giovani creativi dai 18 ai 29 anni, selezionati per le loro capacità artistiche. I ragazzi hanno avuto modo di esplorare il quartiere di Tor Pignattara in tutte le sue sfaccettature, immergendosi in un territorio ricco di storia, dove si mescolano culture e religioni diverse, scoprendo così i segreti e le bellezze artistiche che riflettono questo ambiente multietnico e vivace. A seguito di un’attenta ricerca svolta sul territorio attraverso laboratori e visite guidate con gli esperti di Ecomuseo Casilino, i giovani artisti hanno avuto l’opportunità di partecipare ad atelier creativi sotto la guida dell’Urban Artist di fama internazionale Tellas. Il percorso intrapreso li ha portati alla realizzazione collettiva di un intervento di arte pubblica sul territorio. L’opera muraria, dal titolo Herbarium, è il frutto di un’indagine condotta dai ragazzi sulla varietà delle stratificazioni socio-culturali, storiche ed etniche del territorio di Tor Pignattara. Con un richiamo alla tecnica di stampa della cianotipia, il muro presenta varietà di erbe e piante, ciascuna con un utilizzo specifico nelle varie tradizioni culinarie del quartiere. Piante e frutti provenienti dal Sud America, dall’Asia, dall’Africa e dal Mediterraneo trovano, in un punto nevralgico di Tor Pignattara, una collocazione e un significato che non solo alludono alla fragilità e alla complessità di un microcosmo in estensione, ma anche all’ampliamento di confini geografici e mentali.

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Mostre d'arte contemporanea in spazi indipendenti

mostra unavetrina capogiro

11/07/2019 - 18/07/2019Arte contemporanea width=

Capogiro - Guendalina Urbani

L’installazione "capogiro", composta da due altalene di legno e da magneti al neodimio, rappresenta una realtà ed il suo simmetrico inverso, indagando la contaminazione tra realtà e realtà parallela.
Apertura: su appuntamento.
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mostra spaziofaro danadanicaondrej

11/07/2019 - 31/07/2019Arte contemporanea width=

“Fragmented female", mostra personale di Dana Danica Ondrej

La mostra personale di Dana Danica Ondre è organizzata sotto il patrocinio dell’Istituto Slovacco a Roma e l’Istituto di cultura Italiano a Bratislava.
Le origini slave e la formazione italiana dell’artista si riflettono nella sua originale tecnica mista. Le linee non marcano ma accennano delle figure che si confondono con l’ambiente in cui sono immerse e da cui si distaccano a tratti. Qui abbondano gli elementi tratti dalla vita quotidiana: pizzi, merletti, fogli di giornale entrano nell’opera con vivacità e frenesia. Le donne sembrano sospese in un altrove e solo avvicinandosi ci si accorge di come siano vive e al contempo frammentate.
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mostra studiotiepolo38 baciluna

04/07/2019 - 20/07/2019Arte contemporanea width=

BACI DALLA LUNA

La mostra, nell’occasione del cinquantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, riporta le testimonianze dei viaggi lunari di sei artisti attraverso una narrazione intergenerazionale tra realtà e immaginazione.
Gli artisti mostrano visioni personali di un’esperienza appartenente alla memoria storica collettiva, ricorrendo a diversi medium, dalla fotografia al video, dalla performance alle installazioni.
Gli interventi di Daniela de Paulis e Imke Akihary rivelano una dimensione scientifica e immaginifica allo stesso tempo. La prima ricorre al video e a un radiotelescopio per trasmettere immagini alla Luna; la seconda, riporta in esposizione un frammento del suolo lunare con le sue tracce mobili e fantastiche.
Le fotografie di Alexis Pichot immergono il visitatore in un ambiente surreale portandolo al confine tra mito e realtà. Le parole scritte nel 1978 da Mirella Bentivoglio rievocano invece l’atavica relazione tra la Luna e la Terra.. Le immagini di Cécile Staes-Lacommère raccontano il viaggio compiuto insieme alla Luna riportando una visione periferica, intima e sperimentale..
Vittorio Campanella interviene nel quartiere con una serie di performance aliene che si susseguono fino al giorno dell’inaugurazione, invitando gli spettatori a prendere parte alla mostra e a diventarne coautori.
Apertura: lunedì - giovedì 16:00-22:00; venerdì e sabato 16:00-24:00.
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mostra visionarea nannibalestrini

fino al 02/09/2019Arte contemporanea width=

Vogliamo Tutto - Nanni Balestrini

Mostra dell’artista Nanni Balestrini, dal titolo VOGLIAMO TUTTO, curata da Luigi De Ambrogi in collaborazione con la Galleria Emilio Mazzoli di Modena.
Saranno presenti in mostra undici lavori dell’artista, realizzati tra il 1965 e il 2004. Una raccolta che lo stesso artista ha selezionato per questa mostra per raccontare il proprio lavoro.
L’arte è rivoluzione, rottura degli schemi, sembrano affermare le opere di Balestrini, che non accettano di restare imbrigliate nei confini tradizionali del sistema dell’arte e anzi ne affermano il totale superamento. Le immagini realizzate da Balestrini, col suo consueto talento combinatorio, sono frammenti di contemporaneità colti solo in determinati momenti, infrangendo la pellicola sempre uguale del quotidiano, emergendo furtivamente sulla scena per poi subito rinabissarsi nel flusso insondabile del proprio vissuto.
Apertura: 10:00 - 21:30.
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mostra albumarte lapocalissedellora

18/06/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea width=

Alessandro Giannì / L’apocalisse dell’ora

Martedì 18 giugno 2019 inaugura ad AlbumArte – spazio indipendente per l’arte contemporanea di Roma – L’apocalisse dell’ora, la personale di Alessandro Giannì che presenterà al pubblico una serie inedita di lavori pittorici e scultorei.
La mostra, aperta al pubblico fino al 19 luglio 2019, è a cura di Lorenzo Micheli Gigotti.
Alessandro Giannì (Roma, 1989) raccoglie dal web e dei social network diversi frammenti estetici con l’intento di dare loro nuova vita. All’interno della sua ricerca è sempre presente una rigorosa “economia dell’immagine” dove la pratica analogica del dipingere si fonde con l’uso dei nuovi media, di internet e più in generale della cultura digitale, investigando le connessioni tra questo universo, altri possibili mondi paralleli e la dimensione onirico-introspettiva dell’essere umano. Nella sua pratica artistica, Giannì cerca di innescare cortocircuiti utilizzando i simboli della storia dell’arte per creare paesaggi altri, nuovi immaginari non riconducibili a un’epoca definita.
Inaugurazione: 18 giugno ore 18:30.
Apertura: martedì - sabato 15:00 - 19:00.
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presentazione galleriaedieuropa albertoboatto

18/06/2019 - 24/07/2019Arte contemporanea width=

ALBERTO BOATTO - NEW YORK 1964 NEW YORK

Galleria Edieuropa di Roma, la presentazione del volume postumo di Alberto Boatto dal titolo “New York 1964 New York”, a cura di Carlotta Sylos Calò, edito da Alberto Gaffi per la Casa Editrice Italo Svevo, Trieste.

Alberto Boatto, recentemente scomparso, è uno dei personaggi più originali della critica d’arte in Italia dell’ultimo mezzo secolo, sin dai primi anni Sessanta si è dedicato a importanti studi sulle Avanguardie del primo Novecento – Dadaismo, New Dada e Pop Art -, sui caratteri estetici e culturali del mondo moderno, dalle sue origini ottocentesche in avanti, oltre ai saggi sulle tendenze più recenti delle arti visive.
Il libro “New York 1964 New York”è il racconto di un viaggio che ci trasporta nella New York degli anni Sessanta. Nel magico momento in cui esplode il fenomeno della Pop Art, Boatto si reca nella “Grande Mela” per incontrare gli artisti che in quegli anni stavano radicalmente cambiando l’arte e le sue creazioni. Visita gli studi di Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, ha modo di studiare le opere di Andy Warhol, di George Segal e Jim Dine, frequenta l’ambiente artistico delle gallerie di Leo Catelli e Sidney Janis. La somma di queste esperienze portano Boatto a scrivere il suo libro più noto, Pop art in U.S.A. (1967).
Come sottolineato dalla curatrice Carlotta Sylos Calò, si tratta di “Un viaggio seminale; è soprattutto il diario di un’esperienza estetica e umana all’indomani della quale Boatto preciserà le sue intuizioni comprendendo il realismo da grande narrazione epica dell’arte americana, grazie agli incontri fatti, alle opere viste negli studi e, più di tutto, alla vita della città”.
Parteciperanno alla presentazione la moglie Gemma Vincenzini Boatto, il critico d’arte Marco Tonelli, il regista Luca Verdone, l’editore Alberto Gaffi e Giovanni Nucci, direttore della collana “Piccola biblioteca di letteratura inutile” della casa editrice Italo Svevo.
In mostra una selezione di opere degli artisti con cui Boatto ha lavorato nel corso della sua lunga attività di critico: Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa, Mario Ceroli, Pino Pascali, Claudio Cintoli, Luca Maria Patella, Concetto Pozzati, Gastone Novelli, Jim Dine, Roy Lichtenstein e Jannis Kounellis.
Apertura: lunedì - venerdì 11:30 - 19:00.
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mostra casavuota lemalelingue

12/06/2019 - 21/07/2019Arte contemporanea width=

Le Malelingue - Domenico Ventura

In mezzo a un gruppo di signore intente a mangiare un gelato, una con gli occhiali spessi guarda dritto verso di noi. È, il suo, uno sguardo corale e inquisitorio, lo sguardo delle malelingue. Sembra di poter ascoltare i pensieri che stanno dietro a questo sguardo, che presto prenderanno aria in forma di chiacchiera e pettegolezzo, tra una cucchiaiata e l’altra di gelato.
S’intitola “Le Malelingue” la personale di Domenico Ventura che Casa Vuota a Roma ospita dal 12 giugno al 21 luglio 2019. A cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, la mostra s’inaugura mercoledì 12 giugno alle ore 18:30 in via Maia 12 ed è visitabile su appuntamento.
È un’occasione imperdibile per immergersi nell’universo figurativo bizzarro, assurdo e surreale di Ventura, un artista schivo, appartato e forse proprio per questo sorprendente, sapiente artefice di una pittura riconoscibile e personalissima, formalmente composta e raffinata che tuttavia disorienta lo spettatore con soggetti ambigui e situazioni destabilizzanti e paradossali, dietro un’apparente verosimiglianza.
Le stanze dell’appartamento del Quadraro trasformato in spazio espositivo, ancora rivestite di vecchie carte da parati sdrucite e strappate, sono l’ambientazione ideale per i racconti a volte iperbolici e a volte boccacceschi che Domenico Ventura dispiega nelle scene della sua pittura e sembrano riempirsi degli echi di un vociare di paese. La voce di Altamura, sulle Murge pugliesi, terra d’origine dell’artista, ma anche la voce di Roma, dei suoi quartieri e delle sue borgate.
Apertura: su appuntamento scrivendo a vuotacasa@gmail.com
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Spazio In Situ 13/07/2019 - 

mostra spazioinsitu godsaredogsandwearebitches

Gods are Dogs and we are bitches

"Gods are dogs and we are bitches" Yannick Lambelet e Lukas Beyeler
Spazio In Situ conclude la sua stagione con la quarta ed ultima puntata di “Gehen in den Berg spazieren”. Questa volta sono Yannick Lambelet e Lukas Beyeler ad essere invitati ad occupare l’artist run space di Tor Bella Monaca. La mostra “Gods are Dogs and we are b******” viene a rivestire lo spazio espositivo creando un ambiente super colorato, riempito dei numerosi dipinti di Lambelet e dei video di Beyeler. Un'ultima mostra che chiude la nostra scoperta del giovane panorama artistico svizzero attraverso un'indagine sulla cultura LGBT.
In un'epoca in cui i miti sono ormai spariti, questi due artisti ci conducono in un viaggio nel reale tramite immagini scomposte e ricomposte. Lo statuto di spettatore slitta a quello di avatar, integrato in un spazio parallelo in cui si possono percepire le influenze del multimediale. Le contaminazioni e le interazioni portate dal digitale hanno concretamente spostato il nostro occhio in un dispositivo di auto-fruizione, che ci mette alla pari delle leggende che hanno fatto la storia, almeno nella rappresentazione. “Gods are Dogs and we are b******” crea una “mise en abîme” che porta lo spettatore in un gioco di specchi dove tutto si trasforma in protesi per poi ritrarsi, per integrare la propria immagine nella realtà, aspettando di essere contemplato. Cosa succede quando cadono trucchi e parrucche? Quando l’opera diventa talmente oscena da autocensurarsi e l’illusione collassa a tal punto di integrarsi totalmente alla realtà?
Apertura: su appuntamento.  dettagli

Atelier Montez 26/06/2019 - 31/07/2019

mostra ateliermontez tancredifornasetti

ArtSTREET presenta Tancredi Fornasetti

Fornasetti ha lavorato in passato al tema dell’impatto ambientale positivo, utilizzando vernici AirLite, una vernice in polvere che, attivandosi a contatto con la luce (sia naturale che artificiale), trasforma agenti inquinanti in molecole di sale. Una vernice in grado di “mangiare” lo sporco che c’è nell’aria, depurandola dell’inquinamento presente.
La sua produzione attraversa l’universo dell’astrazione geometrica, dando forma ad architetture e poligoni che ricordano il razionalismo degli anni ’30, animato da una carica pop tutta contemporanea.
Apertura: martedì - domenica 18:00 - 22:00.  dettagli Tancredi Fornasetti Tancredi Fornasetti

Medina Roma.Arte 21/06/2019 - 21/07/2019

mostra mediaromaarte singlework

SingleWork

Dal titolo e dal concept emerge esplicitamente l’esposizione dell’unicità come simbolo: ogni artista si cimenterà con la difficile sfida di presentare una sua icona o la sua icona. Una sintesi iconica della propria figura artistica. Sintesi di un periodo, di una fase, di un’esperienza o sintesi universale.
Lo stimolo è la valorizzazione dell’arte contemporanea scendendo nel profondo delle sensazioni umane; o salendo nelle vette più alte, dipende. Infatti attraverso il concetto filosofico dell’unicità e della singolarità è possibile esplodere molte strade: l’uno (dal greco ????? monas, ????? monos: “uno”, “singolo”, “unico”, “monade”), ci rimanda ad un concetto di assoluto (che secondo wikipedia è una realtà la cui esistenza non dipende da nessun’altra, ma sussiste in sé e per sé).
Ogni artista sperimenterà la possibilità o la non possibilità di ricondurre la pluralità (degli esseri, delle sensazioni, dei fenomeni, della creatività) ad un’unica sostanza o ad un medesimo principio. Da Pitagora a Platone, dal Rinascimento alla New Age; da matematici a fisici. La Storia del Pensiero si è sempre misurata con tali elaborazioni. Raffreddando la ricerca di una “teoria del tutto”, ogni artista troverà il suo particolare punto di equilibrio fra idealismo e forma. Non sfuggirà la scelta del giorno solstiziale per il vernissage.
Il percorso espositivo punta a relazionare artisti di nazionalità diverse, con tecniche e tematiche differenti. Il denominatore comune fra tutti sarà l’intensità di espressione del proprio mondo interiore con la volontà di suscitare emozioni e riflessioni.
Apertura: lunedì - venerdì 10:00-13:00 / 15:00-19:00.  dettagli

smArt 12/02/2019 - 26/07/2019

mostra fonsazionesmart monowe

Monowe ( the residence, the lodge, the shelter ) di Ludovica Carbotta

Monowe (the residence, the lodge, the shelter), la prima personale a Roma dell’artista Ludovica Carbotta a cura di Ilaria Gianni, realizzata in collaborazione con il collettivo di architetti Orizzontale, è un nuovo capitolo del progetto Monowe, una città immaginaria progettata per essere abitata da un’unica persona, che sovrasta gli agglomerati urbani esistenti e si manifesta attraverso vari elementi (architetture, infrastrutture, istituzioni, documenti, voci).
A metà strada tra rovina e cantiere aperto, Monowe mira a replicare l'attuale stile di vita urbano, solitario e individualista, radicalizzandolo fino alla costruzione di una condizione estrema per un solo uomo. Da un lato risponde alla crescente paura dell'altro, offrendo un'area di protezione; dall'altra riflette sul modello di città utopistica come ripensamento dello spazio cittadino, arrivando a contraddirne proprio l’identità: non più un insediamento umano di molti individui ma un luogo di e per una singola persona.
La mostra presenta l’abitazione del suo unico abitante, che in un’intervista a se stesso rivela: <>. <> <<[…] io vivo a Monowe, esisto e sono completo "in lei" >>.
Apertura: martedì - venerdì 11:00-13:00 / 15:00-18:00.  dettagli mostra mostra