ROMArtguide.it MOSTRE / EVENTI: Spazi Indipendenti

Amaro In Bocca - Andrea Fiorino

arte contempranea

Casa Vuota dal 12 dicembre al 2 febbraio

Le stanze di Casa Vuota ospitano la prima mostra personale a Roma di Andrea Fiorino, intitolata "Amaro in bocca" e curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. Andrea Fiorino presenta dipinti, sculture e disegni realizzati per gli spazi di Casa Vuota e si può visitare su appuntamento dal 14 dicembre 2019 al 2 febbraio 2020. "Amaro in bocca - spiega Andrea Fiorino - è una mostra che tenta di raccontare ciò che può accadere durante un innamoramento e una delusione d’amore, in maniera ironica, a volte grottesca o spaventosa. Tele di grandi dimensioni, che occupano lo spazio in maniera prepotente e arrogante con il colore e il segno, si sparpagliano nell’ambiente e la casa fa da scenario a eventi che seguono un unico filo narrativo, dove personaggi e situazioni si ripetono come in un flusso di coscienza. Gli avvenimenti che ho rappresentato accadono tutti in un arco temporale contenuto, come se fossero scene del racconto di una notte soltanto. Spunti narrativi e immagini racchiudono in sé diversi livelli di lettura possibili. Senza che via sia un unico finale possibile"   Dettagli

Mostre d'arte contemporanea in spazi indipendenti

mostra galleriamonti57 hedonism

19/01/2020 - 31/01/2020Arte contemporanea width=

Hedonism . Ivo Cotani . Painting Exhibition

Il 19 Gennaio 2020 alle ore 17.30 verrà inaugurata in Via della Madonna dei Monti 57, la mostra personale “Hedonism” dell’artista Ivo Còtani. Trattasi di un ciclo di tredici opere inedite tutte dedicate al corpo, al piacere e al gioco. In occasione del vernissage e ispirati dal tema trattato, la Galleria Monti 57 offrirà uno sconto del 30% su tutte le consumazioni, per coniugare esperienza estetica e piaceri fisici!
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mostra spaziofaro cotidianam

09/01/2020 - 31/01/2020Arte contemporanea width=

Cotidiana - Antonello Spadafora

Con questo appuntamento si chiude il ciclo di eventi nella sede di via Perugia 24 a Roma, che in un anno di attività ha visto succedersi ben 28 diversi artisti italiani e internazionali. “COTIDIANAM” (“Ogni giorno” in latino), è una mostra in cui sono proposti due cicli pittorici che hanno avuto inizio nel 2017: COMMUNITY e INJURY. Il primo è una riflessione sulla nostra società, l’uguaglianza e la diversità, nato dall’osservazione del modus vivendi delle api. La forma esagonale dei moduli che costituiscono le opere rimanda, non a caso, alle celle degli alveari, simbolo di una perfetta e armoniosa divisione dei ruoli e consapevolezza del bene comune spesso sconosciute a noi esseri umani.
Testo critico a cura del dott. Roberto Sottile:
Elemento dopo elemento. Una sequenza che si moltiplica attraverso la struttura modulare esagonale. Una ricerca quella di Antonello Spadafora che utilizza il modulo esagonale per riuscire a comporre delle storie che possono ripetersi ogni giorno all’infinito. Al centro della sua poetica una riflessione che diventa uno “screening” contemporaneo sugli equilibri e le “regole” e le forze che governano e misurano la nostra vita quotidiana. 
Il modulo esagonale diventa un simbolo ritmico-rituale, che l’artista utilizza per riversare in esso tutte le sequenze che vengono generate che compongono un frammento di questo racconto. Una funzionalità, quello dell’utilizzo dei moduli esagonali, che permette all’artista di trasformare ogni modulo, in un grembo dove destinare ed assegnare un ruolo, libero da regole e preconcetti. Quella di Antonello è una ricerca che dialoga tra la razionalità della forma e la potenza della struttura modulare da una parte, e la vivacità del cromatismo e dei contenuti concettuali che sono “conservati” in ogni modulo. Si compie così una liturgia conforme alle regole dell’arte che trova un giusto compromesso tra l’armonia e le regole che l’artista osserva e applica concettualmente alla nostra società. Il risultato è un percorso modulare che si moltiplica e compone come un grande organismo cellulare. Ogni modulo esagonale è parte di un sistema più complesso che Antonello non rinnega, anzi, considera importante per la crescita individuale e personale, che deve fare i conti però non solo con i “contenuti” acquisiti, ma anche con le relazioni circostanti.
Apertura: martedì - sabato 16:00 - 19:00.

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mostra ospiziogiovaniartisti nuoveastrazioni

07/01/2020 - 18/01/2020Arte contemporanea width=

Nuove Astrazioni

Artisti: Kate Balsley, Anna Beata Baranska, Irina Escalante-Chernova, Werther Germondari, Christian Merrill, Toni Mitjanit, David Anthony Sant. Dopo ‘La Collezione Astratta’, esposta all’Ospizio Giovani Artisti nel 2014, e ‘La Collezione Geometrica’ nel 2018, ecco le nuove astrazioni di sette artisti internazionali, come sempre provenienti dalla Collezione dell’OGA. Kate Balsley (Milwaukee, USA, 1981).
Apertura: su appuntamento.
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mostra robertodicostanzoatelir carnetdevojage

07/12/2019 - 25/01/2020Arte contemporanea width=

Carnet de voyage Roma - Milano - Parigi

La sobrietà dell’inchiostro e la passionalità del gessetto si fondono in un viaggio tra arte ed architettura che unisce Roma, Milano e Parigi, in un viaggio onirico e visionario: questo è il Carnet di Voyage dell’artista Roberto Di Costanzo.
Città che l’artista ha vissuto, alle quali tributa un omaggio, ognuna per avere rappresentato stralci di vita, legami artistici e personali.
Un amore, quello per il disegno dell’architettura che nasce dopo gli anni di scenografia e costume trascorsi col premio Oscar Piero Tosi presso il Centro sperimentale di Cinematografia dove l’artista ha acquisito abilità tecniche e stilistiche nel disegno progettuale scenografico e nella bozzettistica per il cinema.
In questa nuova personale sarà narrato un vero e proprio carnet de voyage, nostalgico ma contemporaneo nella sua più profonda espressività, perché, secondo il Di Costanzo, bisogna “narrare il contemporaneo, sentire, attraverso la nostalgia della grafica, dei grandi disegnatori, dei viaggiatori del grand tour, degli architetti e scenografi visionari”, questa è la vera essenza del disegno, che parte dal semplice bozzetto per poi sublimarsi nella più sofisticata delle scenografie. Una passione quella per i “diari di viaggio” che è già stata fonte di un sodalizio artistico, per le pubblicazioni di Roma e Parigi, con Editions Nomades, prestigioso editore francese, specializzato nel carnet de voyage.

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mostra laporello frantic

dal 11/12/2019Fotografica width=

Michela Palermo - Frantic

Il lavoro di Michela Palermo è legato al processo di creazione di libri d’artista e fanzines con il suo archivio fotografico, dove le immagini acquistano significati nella relazione che l’artista stessa crea nell’oggetto del libro. La sua ricerca visiva si è cosi tradotta nella definizione di una forma - la pagina- e di un colore -la grana del bianco e nero- capace di restituire paesaggi interiori e visioni oniriche. Con la nuova collaborazione con BACO about photographs, Michela Palermo rielabora in frammenti questo suo continuo “guardare”, e spinge la sua ricerca nel processo che si realizza -per la seconda volta in camera oscura - nell’incontro della luce e l’emulsione fotografica, presentando al pubblico una serie di stampe ai sali d’argento, realizzate da Andrea Campesi e curate nell’allestimento da Valentina Sestieri. In mostra fotografie e collages del progetto “The Untitled Box”, realizzate dal 2010 al 2018.
“il mio è il tentativo di mostrare la fragilità delle mie stesse visioni; la possibilità che accetta, e forse accoglie, la non linearità dell’esistenza, come se ogni volta quello che è accaduto non fosse mai stato, o accaduto in un altrove sospeso, in una rete vertiginosa di tempi non uniformi, divergenti e paralleli, che il mio sguardo non può testimoniare, ma solo intuire. Fotografo per dimenticare, e per riscrivere daccapo quello che è stato”. (Michela Palermo)
Apertura: martedì - venerdì 16:00 - 20:00 / sabato 16:00 - 17:00.
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mostra spacetorpignattare muralesherbarium

dal 12/06/2019Arte contemporanea width=

Murales Herbarium

SPACE Tor Pignattara è un progetto realizzato da Wunderkammern, Melting Pro ed Ecomuseo Casilino vincitori del bando “Prendi Parte! Agire e pensare creativo” ideato dalla DGAAP del Ministero dei Beni Culturali per promuovere l’inclusione culturale dei giovani delle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.
Murales realizzato nell'ambito del progetto Space Tor Pignattara da un team di giovani creativi guidati dallo street artist TELLAS.
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Bibliothè 15/01/2020 - 04/02/2020

mostra bibliothe archeologiacosmica

ARCHEOLOGIA COSMICA

“ Alla ricerca del tempo Presente: Ieri, Oggi, Domani “
Non è un caso che le strade anche quelle dell’arte si siano incrociate con il Mondo di Morfeo. Probabilmente perché finzione e sogno attingono quasi sempre entrambi all’ immaginazione ed alcune volte si pongono come alternativa ad una realtà che spesso tendiamo ad allontanare, relegandola “altrove”. Questo forse perché i sogni sono sempre stati un vero ideale da coniugare e un preciso obiettivo narrativo anche pittorico. Il sogno e il colore, lo schema ambientale ed il racconto, gli equilibri compositivi raggiunti in una meditata e sofferta figurazione danno l’esatta misura degli espedienti figurativi di Alessandro Piccinini, in un fare arte in cui prevalgono memorie “passate”, “presenti”, ”future”. Una ricerca che, mediante una filtrata ed addomesticata alternativa al reale, riesce a rendere percettibili e leggibili le forme variegate sia di un sogno che della sua ombra. Una sinfonica orchestrazione che dalle Torri della conoscenza, dalle Evasioni mitiche del Mediterraneo e dalle Allegorie umane si congiunge ai cicli immaginari ed immaginativi di Alessandro Piccinini. Cicli che potrebbero essere definiti delle Metamorfosi nelle quali emergono tangibili le forme, lo stile e la simbologia dei vari messaggi, atte a concretizzare la sua esigenza di comunicazione sulla condizione dell’uomo/artista e dei sentimenti intimi che sottintendono la sua quotidianità fantastica, a volte affascinante, che da una parte guardano le umane realtà, dall’altra si perdono e si ritrovano in ingegnose messe in scena.  dettagli

Curva Pura 10/01/2020 - 

mostra curvapura inverno

Marco Affaitati Inverno

Curva Pura è lieta di iniziare il programma di mostre del 2020 con un progetto intimo ma di grande forza espressiva, affidando alle grandi tele del giovane artista emergente Marco Affaitati , il compito di "raccontare" una nuova storia di pittura e riconnesione con la natura. Lo galleria aveva già in precedenza affrontato il tema della "sospensione metafisica", del "grido trattenuto" nelle originali tele di Rosario Vicidomini, e nelle opere della nuova mostra "Inverno" di Affaitati, i paesaggi rarefatti e sospesi , sembrano ora nascondere "tempeste" , celate ma visibili all'animo che sa indagare oltre il visibile. Per Marco Affaitati : "La pittura è un atto di riconnessione con il momento presente, un essere nel qui ed ora, una disciplina spirituale. L’atto del dipingere, nella sua essenza pratica e linguistica: graffiare, segnare, sfumare,tracciare, delineare, togliere, coprire - è un fare che produce consapevolezza, una forma di meditazione che permette in ogni nuova opera di varcare un confine, di saltare nel vuoto, di mediare con l’assoluto - la tela bianca." La metafora dei paesaggi, che Affaitati lascia intravedere nelle sue opere di matrice astratta è solo un pretesto di riconnessione con una natura intima, umana, spirituale e corporea. La testimonianza di uno sguardo che non necessariamente raggiunge le cose, ma che le attraversa. Apertura: Su appuntamento.  dettagli

Spazio Y 21/12/2019 - 21/01/2020

mostra spazioy lamortedirobertwalser

La morte di Robert Walser nel Natale del 1956

Il 25 dicembre del 1956, Walser morì d’infarto all’età di 78 anni, probabilmente vergine, sesto di otto fratelli e sorelle, dei quali nessuno – fatto pressoché unico – ha avuto figli. Il corpo venne ritrovato da due bambini: dopo il pranzo di Natale, insospettiti dai latrati di un cane legato a una catena, i due avevano preso lo slittino, quindi si erano inerpicati lungo un dosso e a quel punto, nel silenzio, il cadavere di Walser gli si era parato di fronte. Era avvolto nella lana del suo abito consueto e steso dentro un grande cuscino di neve fresca. Il braccio sinistro era abbandonato e aperto, come quello di un fantasmatico e detronizzato vigile urbano, in quella stessa posizione nella quale oggi lo rivediamo grazie alle foto scattate dalla polizia locale. Non un suono in tutto il circondario, si suppone, vista l’ora e il giorno di festa. Solo una grande quiete, gli sporadici latrati di un cane e il respiro alterato dei due bambini. Gli scatti mostrano una composizione, un cerimoniale involontario. Il cappello era spostato a un metro e mezzo dal corpo, forse perso alle dita nel momento in cui lo scrittore si era accasciato. Volendo, si può osservare perfino l’ombra di un mistero: tra il cadavere e le impronte lasciate sul terreno c’è almeno un metro di neve intonsa, come se il corpo di Walser, negli istanti conclusivi della sua ultima passeggiata, si fosse librato da terra per poi planare e adagiarsi qualche passo più avanti. In ogni caso fu un volo da poco. Ma forse la magia è un’altra, e cioè avere descritto nel 1907, in una pagina del romanzo I Fratelli Tanner, la morte di un giovane poeta, Sebastian, che sembra prefigurare quella di Walser: “Circa a metà della salita Simon vide d’un tratto un giovane sdraiato nella neve in mezzo al sentiero […] era morto assiderato, senza alcun dubbio, e doveva giacere lì da molto tempo, sul sentiero”.  dettagli

Spazio In Situ 14/12/2019 - 

mostra spazioinsitu whatkind

What kind of perversion I'm showing off // Spazio In Situ

Spazio In Situ continua la presentazione delle sue varie sfaccettature, con una mostra questa volta legata ai collegamenti che internet e il virtuale possono creare, dei ponti che li connettono direttamente alla realtà. “What kind of perversion I'm showing off” apre un dialogo tra le opere di Francesca Cornacchini, Federica Di Pietrantonio, Chiara Fantaccione e Andrea Frosolini, nel quale l’immagine viene materializzata e l’oggetto perde la sua forma tangibile, dove concetti diventano visibili e dove la barriera tra reale e illusione collassa per lasciare il posto a un super-realismo, integrato nella nostra quotidianità.
Il curatore dice: Da ogni cultura detta alternativa emergono punti focali e domande che meritano di essere approfondite. Il Post-Internet non è un’eccezione alla regola, anche se frequentemente si è incentrato sul medium e la tecnologia, lasciando da parte il cambiamento drastico che ha imposto alla società, compresi le comodità e i problemi che si sono svelati durante gli ultimi anni e che influenzano la vita di ogni individuo. È sicuramente una tematica di cui tutti siamo consapevoli e di cui tutti possiamo avere un’opinione positiva e negativa allo stesso tempo, tematica da prendere sicuramente con i guanti per non aprire polemiche demonizzanti o cadere nell’elogio accecante della novità.  dettagli

Kou Gallery 07/12/2019 - 

mostra kougallery persempre

Per Sempre - Oreste Casalini

L’arte, come la vita, è una lotta costante tra qualcosa che vuole emergere e qualcosa che vuole sparire, inabissarsi, nascondersi alla vista degli altri e soprattutto alla consapevolezza di noi stessi. Lavorare con lo spirito del ricercatore significa vivere costantemente questo conflitto. Ricerca significa lanciarsi con fiducia nel buio dell’incertezza, tentare nuove soluzioni, sospendere ogni pre-giudizio, abitare uno spazio intermedio in cui rischiare la con-fusione, rimettere in discussione le conoscenze acquisite, mettere in conto la paralisi, la perplessità, l’inganno. In questo senso fare ricerca significa inseguire un’ombra, una forma nascente che mentre si manifesta si nega, vuole tornare distorsione, macchia informe. Per far questo è necessario avere una disciplina marziale, saper mettere in relazione l’ignoto con il già conosciuto, vivere in uno spazio dove non si può prevedere quali connessioni si metteranno all’opera, quali fallimenti attendono dietro l’angolo.
Il lavoro dell’artista, come quello del monaco e quello del ricercatore scientifico, è un fare in disparte e segreto che per il mondo ha il sapore di una proposta radicale e scandalosa. Proposta che nel suo esemplare fallimento rappresenta un monumento, un memento, una traccia indelebile della deviazione dalla via che la realtà ha preso inesorabilmente. L’uomo che dedica la sua vita alla ricerca, è un Homo Sacer, separato dalle logiche che il potere ha apparecchiato per tutti; è colui che accetta la sua marginalità. È Ulisse dopo l’agognato ritorno a Itaca che non si adagia a rimirare il percorso fatto ma in segreto riprende subito il mare.
L’artista è invece l’uomo Faber. Custodisce la sapienza del costruire cose mirabili ma deve ad ogni passo scegliere: farsi avvolgere dalle proprie ossessioni, lasciarsi andare al cieco rischio o accettare il recinto ben disegnato delle convenzioni e ripararsi nel conformismo.  dettagli

Albumarte 11/12/2019 - 

mostra albumarte 20x20

AlbumArte 20 X 20, 2019

AlbumArte 20×20, 2019, una mostra collettiva, molto speciale a cura di Claudio Libero Pisano, dove esporremo 55 opere di formato 20×20. Le opere, gentilmente donate dai 55 artisti all’associazione, saranno disponibili per un contributo simbolico di 99,99 euro ognuna, che diventerà un supporto significativo, per i progetti futuri di AlbumArte. Si tratta di pezzi unici, con certificazione di autenticità.
Grazie alla loro generosità, AlbumArte 20x 20, 2019 diventa sicuramente anche una buona occasione per il pubblico che vorrà partecipare a questa giornata speciale, perché potrà acquisire un’opera unica e firmata, con un contributo veramente solo simbolico, evidentemente molto inferiore rispetto alla normale quotazione di questi artisti.
Ma soprattutto AlbumArte 20×20, 2019 è una giornata di festa, dove ci festeggiamo e festeggiamo la nostra bella comunità. Conclude la serata, Iginio De Luca con la sua tombola performativa. Ne vedremo delle belle e soprattutto respireremo un’aria di condivisione e di amicizia dopo 5 anni di intensa attività nello spazio romano, diventato con nostro orgoglio, un riferimento interessante e vitale per la comunità artistica di Roma e non solo. Tanti artisti li conoscete, altri li conoscerete attraverso le loro opere e la loro presenza. Cinquantacinque artisti sono davvero tanti, la loro energia ci travolge e la loro generosità ci commuove. Bentornati ai nostri artisti che non abbiamo smesso mai di seguire nei loro progetti fuori da qui, benvenuti a bordo per tutti gli altri, che vogliono dimostrarci che costruire una rete, malgrado le difficoltà del sistema dell’arte di questi tempi, qui ad AlbumArte è possibile.  dettagli

Howtan Space 11/12/2019 - 14/02/2020

mostra howtanspace saveme

Save Me

Una grande parete-schermo allestita con 14 sculture, cuore della mostra, in dialogo con una scritta al neon. Tutta l’ambientazione di questa personale ha carattere spirituale ed etico basato su una concettualità che esprime concordia e pacificazione e che intende riportare al centro l’umanità. Alla luce del preoccupante scenario politico mondiale, dell'imbarbarimento dell'uomo contemporaneo, del ritorno all' uso delle religioni come motivo di odio e discordia, il gesto di un artista, nato in Persia, formatosi in Europa e negli Stati Uniti, appare ancora più forte. Non è un caso, infatti, che le sculture abbiano le fattezze di Cristo, che nella storia d’appartenenza di Howtan Re rappresenta il Profeta. L’artista, ormai italiano d’adozione, usa in questo lavoro una delle icone più riconoscibili e onnipresenti della cultura dell'occidente. Così, inevitabilmente, Howtan ne fa una bandiera del credere che supera pertinenze di esclusività della fede, per diventare simbolo di condivisione e di conciliazione. Le sculture di Howtan Re presentano un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta; ogni Cristo è diverso, ogni Cristo ha una corona di spine e compie il suo estremo atto di sacrificio contro ogni forma di ingiustizia e discriminazione.
Apertura: martedì 12:00 - 19:00 / mercoledì - venerdì 12:00 - 23:00 / sabato 16:00 - 23:00.  dettagli

Galleria Doozo 13/11/2019 - 24/02/2020

mostra galleriadoozo fiumerosso

Fiume rosso Fotografie di Maria Grazia Mormando

DOOZO - Art Book & Sushi è lieta presentare la mostra Fiume rosso. Fotografie di Maria Grazia Mormando, a cura di Manuela De Leonardis, con una selezione di immagini realizzate tra il 2013 e il 2019 - in cui l’autrice trova la sua chiave personale per esplorare un mondo tutto al femminile in cui ritrova tracce di sé. Immagini frammentarie estrapolate da sequenze più strutturate in cui è sempre presente un andamento poetico. Non solo nella morbidezza del fluttuare tra le pieghe di una visione (in parte) volutamente sfocata e sospesa, che per la disinvoltura della fotografa nel passare dal mondo dell’apparenza (moda) alla dimensione della ricerca introspettiva (psicoanalisi).
Non ultima per l’evidente qualità letteraria del suo sguardo, che sembra intercettare le parole sussurrate dei bellissimi versi di Emily Dickinson in Ho preso un sorso di vita (1862).
Con la macchina fotografica “rubata” a suo padre, Maria Grazia Mormando comincia a fotografare nel 2009-2010, attratta da quel linguaggio di cui intuisce le potenzialità di strumento di conoscenza e sperimentazione indispensabile per riflettere, metabolizzare e cicatrizzare certe fragilità del proprio vissuto.
Apertura: martedì - sabato 11:0 - 22:00.  dettagli

Sant’Andrea Al Celio 26/10/2019 - 

mostra santandreaalcelio ombrediluce

Ombre di Luce - Danilo Mauro Malatesta

Presso la chiesa rettoria di Sant’Andrea al Celio,
all’interno dell’Oratorio di Santa Silvia a Roma, l’esposizione permanente OMBRE DI LUCE di Danilo Mauro Malatesta, a cura di Tommaso Zijno.
Immersa in un mondo altro, ricolmo di arte e spiritualità, la mostra intende porre l'attenzione sulla capacità dell’artista di dare corpo all’intangibile, a ciò che è costituito di pura luce, imprimendo sulla superficie vetrata delle sue fotografie i sentimenti più intimi,
ancestrali e profondi dell’animo umano.
Le lastre fotografiche presenti in mostra, sono realizzate attraverso l’antico procedimento del Wet Plate Collodion (Ambrotipia), una tecnica fotografica che mescola scultura, pittura e fotografia. La macchina con cui Danilo Mauro Malatesta lavora è una Tailboard,
Camera risalente al 1890 con lente Voiglander Helleliar 600 mm f45, gemella della macchina con la quale Secondo Pia fotografò per la prima volta la Sacra Sindone e che è tuttora costudita presso il Museo della Sindone di Torino.
Apertura: solo su appuntamento.  dettagli