ROMArtguide.it MOSTRE / EVENTI: Spazi Indipendenti

Il Cielo in una casa -Franco Cenci

arte contempranea

Casa Vuota dal 6 aprile al 2 giugno

FRANCO CENCI IL CIELO IN UNA CASA Una mostra a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo Casa Vuota, via Maia 12 int. 4A - Roma Casa Vuota festeggia il suo secondo compleanno con una lettura di poesie di Silvana Kühtz. Appuntamento martedì 7 maggio 2019 alle ore 19 in via Maia 12 a Roma (zona Quadraro). Il reading viene ospitato all'interno della mostra personale "Il cielo in una casa" di Franco Cenci, che presenta installazioni, fotografie e disegni, curata da Sabino de Nichilo e Francesco Paolo Del Re e visitabile fino al 26 maggio. Foto di Antonio Giannetti. Coutesy of Casa Vuota.
Apertura su appuntamento.

  dettagli     Franco Cenci

Mostre d'arte contemporanea in spazi indipendenti

mostra spazioinsitu jusqualaprochaineaverse

11/05/2019 - 01/06/2019Arte contemporanea width=

Jusqu'à la prochaine averse - Martin Jakob / Gregory Sugnaux / Liza Trottet

Incrociare gli sguardi, confrontare le pratiche .Sono termini ai quali siamo abituati nell’arte contemporanea. Non è raro trovarli nelle esposizioni collettive e, è ovvio, quando si è in più, si deve discutere.
Il piacere del lavoro in comune è quello di sedersi attorno a un tavolo, su una terrazza e di costruire insieme una proposta. Quel tempo allegro e dolce, quella conversazione durante il caffè dopo un buon pasto, quel tempo è un privilegio. È il momento in cui le idee si muovono senza intoppi sulla tovaglia tra le posate e le macchie di vino prima che la pioggia ci costringa a riordinare tutto in fretta. I frammenti di questi scambi saranno tradotti, messi in forma nello spazio e, di ogni artista, si ritroveranno il linguaggio e le particolarità. Così si incroceranno l’energia e le sfumature folli di Gregory Sugnaux, la fine ingegnosità di Martin Jakob e la grezza fragilità di Liza Trottet, sperando che il visitatore abbia un po' di quel sapore che fa la ricchezza di questi incontri.
Inaugurazione: 11/05/2019 ore 18:00. Apertura: su appuntamento.
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mostra bauhaushomegallery theroomexibition

27/04/2019 - 27/05/2019Arte contemporanea width=

The Room Exhibition

The Room Exhibition, all’ interno di Bauhaus Home Gallery, nasce da un’ idea di una condivisione artistica “inclusiva e non esclusiva” da un progetto artistico del curatore Ilaria Giacobbi, improntato volutamente sull’ ambiguità: l’ Arte Contemporanea viene esibita, mostrata all’ interno di spazi museali ma, partendo dal concetto di “ARTE LIBERA & LIBERATA” ogni luogo è spazio espositivo, perché ovunque ci sia il BELLO e chiunque possa fruirne.
L’ Arte esce dalle Gallerie Istituzionali per essere vissuta nella quotidianità.
In occasione del centenario del Bauhaus, la collettiva The Room Exhibition, approda in TV all’ interno della rubrica Arte24 , il format televisivo al servizio della cultura in onda su Rete Oro
Bauhaus Home Gallery on Tv
Apre le porte SABATO 04.05.2019 a partire dalle 19.30 per la messa in onda del programma. La puntata sarà trasmessa in replica:
- DOMENICA 05. 05..2019 ore 23,00
- MARTEDÌ 07.05.2019 ore 23,30
On line sul sito www.dfgroma.com nella sezione ARTE24
Dal 05.05.2019.
Apertura: su appuntamento.
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mosrta curvapura icebreaker

dal 12/04/2019Arte contemporanea width=

Icebreaker - Sebastian Kitzberger

La sensibilità mitteleuropea, sempre in bilico tra raffinata poesia e solida concretezza, trova un acuto nelle creazioni di cristallo del giovane talento di Sebastian Kitzberger.
Figlio d’arte, il padre Igor è tra i più noti scultori della Repubblica Ceca, Sebastian è profondamente immerso nella tradizione morava e simultaneamente proiettato verso le tensioni contemporanee globali: ha già partecipato, infatti, a diverse collettive in Europa (Londra, Milano, Praga, Wroclaw) e questa personale di Roma, rappresenta per lui un’autentica “Primavera”.
La collezione in mostra raccoglie i migliori venti lavori del designer moravo, per una installazione che promette di essere tra le più innovative ed intriganti viste a Roma negli ultimi anni.
L’evento, patrocinato dalle più alte Istituzioni diplomatiche, si inserisce anche nel circuito di Architettura ed Design “Open House” durante il quale è previsto il gran finale dell’esposizione, nel weekend dell’11 e 12 maggio.
Design, quindi, per raccontare il potere alchemico del cristallo, cifra di un giovane che ha saputo trovare una sua via per plasmare bellezza ed anima senza tempo…proprio come scrive Kundera: “La Bellezza è una scintilla che scocca all’improvviso, attraverso la distanza degli anni, quando si scontrano due diverse età. La Bellezza è l’abolizione della cronologia e la rivolta contro il tempo”.
Apertura su appuntamento.

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mostra emmeotto introspectivewindow1

23/02/2019 - 31/05/2019Arte contemporanea width=

Introspective Window - Group Show

INTROSPECTIVE WINDOW a cura di Valentina Luzi.
Una finestra da cui ognuno di noi può e deve guardare per perdersi e ritrovarsi, per comprendere non il significato a tutti i costi, ma per conoscere ed entrare in sinergia con una sensibilità altra, per compiere un percorso a ritroso fino all’essenza di un’opera d’arte, mezzo che amplifica il sentire nostro e degli artisti, i quali restituiscono alla realtà più di quello che prendono da essa.
Una finestra come luogo di frontiera e, allo stesso tempo, di contatto e fusione tra verità e immaginazione, tra passato e futuro, tra mente e corpo, dove le dinamiche emozionali personali esplorano e cercano un riscontro nella rappresentazione, in un continuo movimento interno che non si ferma mai.Il raccontarsi degli artisti è il viaggio emotivo tra ricerca interiore ed evoluzione materica, all’interno del sé, il percorso di nascita, scoperta, crescita, decomposizione e ri-creazione sotto altre forme, una palingenesi che scrive e riscrive un diario personale, elemento dopo elemento, pagina dopo pagina e si arricchisce di esperienze come una pièce teatrale si infittisce di dialoghi.
Ogni artista in mostra vive il processo creativo in maniera totalizzante, una sorta di catarsi necessaria, che scopre e rivela, con la singolarità del modus operandi, una prospettiva differente, che ci permette di guardare al di là dell’apparenza e di instaurare quell’empatia dalle molteplici sfaccettature che solo la nostra interiorità può generare, ancora di più se ci troviamo ad interagire con gli stimoli dettati da diverse espressioni e linguaggi.
Apertura: su appuntamento - domenica e festivi chiuso.
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mostra spazioy abaco

27/04/2019 - 07/06/2019Arte contemporanea width=

ABACO - Collettivo Il Pavone

Tra le maglie di una florida Palermo che, di contro ad una marginalità geografica, mantiene da sempre una posizione di spicco nel panorama culturale ed artistico, nasce il collettivo il Pavone.

Il gruppo, composto da Genny Petrotta, Emilio Orofino, Sergio Minaldi e Domenico Palmeri, è impegnato da molti anni, nel costruire installazioni ed esperienze audiovisive che indagano, attraverso una forte relazione col territorio/i, il rapporto tra naturale e artificiale, seguendo molte dif-ferenti traiettorie.

Muovendosi abilmente tra vari mezzi espressivi, la loro ricerca tende a leggere in filigrana gli aspetti sociali che costituiscono la relazione tra paesaggio naturale e paesaggio urbano.

Per la prima volta a Roma, il Pavone realizza ABACO, un intervento site-specific che, prendendo le mosse dagli stimoli offerti dalle caratteristiche sociali e architettoniche di Spazio Y e del contesto in cui si trova, si allarga ad una riflessione più generale sulle forme di resilienza/resistenza che la materia vivente mette in atto.
Partendo dal presupposto secondo il quale i modelli naturali, sia di carattere spaziale che dinamico e sociale, si differenziano fortemente dai modelli umani, il collettivo il Pavone riflette su questi ultimi, nella tendenza a formulare e realizzare forme sociali e architettoniche che hanno determinato il nascere di un sistema in antitesi con l’ecosistema e lontano dalle logiche armoniche presenti in natura.

Il titolo del progetto: ABACO si riferisce infatti al primo sistema di calcolo inventato dall’uomo, volto a sottolineare la tendenza ad avere un controllo di ciò che lo circonda, sottolineando al contempo la limitatezza delle sue capacità rispetto alla natura.
Scegliendo il labirinto come segno tutto umano di una modalità di costruzione/costrizione, opposta ai pattern “resilienti” ( modulari, frattali, a rete, lineari o lobali ecc.) specificamente naturali, gli artisti traducono in una metaforica narrazione per immagini questa netta discrepanza.
Obiettivo dell’azione è stato realizzare un simbolico labirinto, dargli fuoco nella campagna di Palermo e portarne i resti a Roma.
Il labirinto, rigido disegno geometrico emblema della complessità, della sfida, dello spaesamento e del limite, è in questo caso un riferimento alla città, all’architettura contemporanea e alla co-strizione che comporta viverci.
La scelta dei materiali per la costruzione della struttura, reperiti in una discarica, è infatti ricaduta su elementi che richiamassero le anguste abitazioni umane; frammenti di porte, finestre, elementi in marmo e divisori spaziali, sono andati a ricomporre in uno spazio di 12 mq (estensione identica a quella di Spazio Y) un’intricata e rudimentale struttura spaziale.
Il drammatico fuoco, che nell’azione proposta dal collettivo, distrugge il labirinto, si pone allora come una sorta di catarsi liberatoria dalla rigidità dei sistemi antropici, favorendo una riflessione sulla dicotomica relazione uomo/natura.
Finito l’incendio, come archeologi dell’effimero, gli artisti hanno raccolto i frammenti sopravvissuti e dopo averne catalogato i resti, ne hanno selezionato alcuni e trasportati a Roma, come preziose tracce del processo innescato.
La mostra, che vive attraverso la documentazione video della costruzione e della distruzione del labirinto, si completa dei pezzi sopravvissuti all’incendio e da esso trasformati, immergendoci in una poetica riflessione sul limite umano e sui concetti di resilienza e resistenza, due fulcri nodali che riallacciano l’opera al quartiere, Quadraro, un tempo chiamato “nido di vespe”. Courtesy of Spazio Y.
Inaugurazione 27/04 ore 19:30. Apertura su appuntamento.
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smArt 12/02/2019 - 26/07/2019

mostra fonsazionesmart monowe

Monowe ( the residence, the lodge, the shelter ) di Ludovica Carbotta

Monowe (the residence, the lodge, the shelter), la prima personale a Roma dell’artista Ludovica Carbotta a cura di Ilaria Gianni, realizzata in collaborazione con il collettivo di architetti Orizzontale, è un nuovo capitolo del progetto Monowe, una città immaginaria progettata per essere abitata da un’unica persona, che sovrasta gli agglomerati urbani esistenti e si manifesta attraverso vari elementi (architetture, infrastrutture, istituzioni, documenti, voci).
A metà strada tra rovina e cantiere aperto, Monowe mira a replicare l'attuale stile di vita urbano, solitario e individualista, radicalizzandolo fino alla costruzione di una condizione estrema per un solo uomo. Da un lato risponde alla crescente paura dell'altro, offrendo un'area di protezione; dall'altra riflette sul modello di città utopistica come ripensamento dello spazio cittadino, arrivando a contraddirne proprio l’identità: non più un insediamento umano di molti individui ma un luogo di e per una singola persona.
La mostra presenta l’abitazione del suo unico abitante, che in un’intervista a se stesso rivela: <>. <> <<[…] io vivo a Monowe, esisto e sono completo "in lei" >>.
Apertura: martedì - venerdì 11:00-13:00 / 15:00-18:00.  dettagli mostra mostra