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Mostra Francesca Antonini Iposcenio
Mostra Francesca Antonini Iposcenio
Mostra Francesca Antonini Iposcenio

Guglielmo Castelli - Iposcenio

arte contempranea

Francesca Antonini Arte Contemporanea dal 21 maggio al 20 settembre

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare Iposcenio, terza mostra in galleria dell’artista Guglielmo Castelli (Torino, 1987). A cinque anni dalla personale Eparina del 2014, questo progetto intende fare il punto sugli sviluppi più recenti del lavoro del pittore torinese, presentando un nucleo di opere inedite, ideate e prodotte specificamente per questa occasione. In queste ultime tele è possibile leggere una nuova, matura, fase della sua ricerca, con l’utilizzo di una gamma cromatica più accesa e una spiccata attenzione verso il dettaglio e l’ornamento, informata dallo studio della grande pittura europea del Novecento. Il modo di trattare lo sfondo è consapevole e strutturato: le figure sono collocate all’interno di spazi psicologici, attraversati da forze e dinamiche alle quali possono opporre resistenza o invece arrendersi. Nei lavori in mostra Castelli mette in discussione la relazione tra spazio interno ed esterno, viscere e ambiente, rovesciando in qualche modo i precetti della pittura rinascimentale, con il suo sistema di rigide relazioni geometriche e razionali. La riflessione sulla costruzione dello spazio si allarga in Iposcenio oltre i confini della tela, con una grande installazione ambientale che raccoglie e accompagna le opere in mostra nella sala centrale della galleria: emerge qui la formazione dell’artista in ambito scenografico, da cui deriva l’attitudine verso la composizione degli spazi scenici e la “mise en scène”. Per la prima volta l’artista presenta inoltre gli esiti di alcune sperimentazioni con la ceramica, in cui il modellato replica le posture “liquide” dei personaggi dei dipinti. La pittura di Castelli esce così dalla superficie della rappresentazione per prendere corpo nello spazio, moltiplicando le possibilità narrative e proiettandosi in un nuovo campo di ricerca. Inaugurazione: 21 maggio ore 18:00.
Apertura: martedì - venerdì 12:00-19:00; sabato 10:30-13:30.

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Gallerie private d'arte contemporanea

mostra rossocinabro thisisnow

fino al 31/07/2019Arte contemporanea

This is now

In esposizione le opere di 35 artisti da tutto il mondo che hanno un grande impatto sul linguaggio visivo di oggi. La mostra dal titolo "This is Now" per indicare la rilevanza che rappresentano nel nostro tempo attuale. Tutti sono esperti nei loro rispettivi campi creativi e questi artisti hanno messo in rilievo con le loro opere le direzioni e le tendenze future. La mostra comprende pittura e fotografia. È invitato a partecipare qualsiasi appassionato di arte che ami le opere che stimolano la riflessione.
Artisti presenti: Marco Azario, Brian Avadka Colez, Carol Carpenter, Claracarat, Woon Hyoung Choi, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Robert Doesburg, Jochen Dreckmann, Onno Dröge, Judy Filipich, Juliet James, Danny Johananoff, Marta Kisiliczyk, Kinga Lapot-Dzierwa, Rosana Largo Rodríguez, Candelaria Magliano, Gerlinde Marktl, Betsie Miller-Kusz, Elvio Miressi, Simone Monney, Makotu Nakagawa, Ana Nobre, Mehdi Oveisi, Irena Procházková, Fábio Salun, Sandra Schawalder, SirK, Andrea Sroka, Annette Elizabeth Sykes, Petra Tiemann, Vanessa Elaine, Irina Volova, Anna Wode.
Apertura: lunedì - venerdì 11:00 - 19:00.
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mostra arteborgogallery ullistrobitzer

23/07/2019 - 31/07/2019Arte contemporanea

ULLI STRÖBITZER

L’artista Ulli Ströbitzer attraverso la sua arte esprime e fissa sulle tele il suo impulso interiore. L’artista esplora tecniche differenti che la portano ad immergersi in un processo creativo in continua evoluzione dando vita ad un’illusione astratta e onirica della realtà. Le diverse tecniche, i diversi materiali e le cromie impattanti rappresentano per Ulli Ströbitzer una forza universale, guidata da emozioni, ma sempre attenta alla ricerca e al piacere di rinnovate scoperte cercando di trasmettere agli osservatori le stesse emozioni della sua straordinaria esperienza.
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mostra valentinabonomo miltonmanetas

fino al 30/09/2019Arte contemporanea

Miltos Manetas. Milano

La mostra di Miltos Manetas consiste di opere su tela della serie dei “cavi”. Le tele di grandi e medie dimensioni, sono state esposte a Milano, alla Torre Rasini, storico edificio progettato negli anni trenta da Emilio Lancia e Gio Ponti.
L’artista raffigura il suo mondo fatto di paesaggi di cavi dipinti a olio in grande formato: paesaggi che Manetas è stato capace di scorgere e ritrarre prima e meglio di chiunque altro.
Manetas con il suo lavoro analizza il rapporto tra l’uomo e la tecnologia esplorando le rappresentazioni e le estetiche della società informatica. L’artista è riconosciuto a livello internazionale per le sue opere internet-based che indagano le nuove tecnologie e quanto la loro percezione influisca sull’essere umano. Sulla tela l’artista raccoglie input ed immagini dal mondo virtuale e rielaborandoli crea un nuovo sistema iconografico del presente.
Apertura: martedì - sabato 15:00 - 19:00.
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mostra z2o ekaterinapanikanova

20/06/2019 - 31/07/2019Arte contemporanea

EKATERINA PANIKANOVA - Attraversando il mio giardino

La mostra è un viaggio mano nella mano; Ekaterina Panikanova ci lascia penetrare nel suo immaginario in cui emozioni, ricordi fragili del quotidiano, diventano pagine significative che l’accompagnano nella costruzione del suo personale universo.
L’estetica del frammento e il senso panico di appartenenza a qualcosa di immensamente più grande attraversano l’intera mostra. Il frammento non sottrae, ma aggiunge senso e rimette in discussione la scala di valori nel fare esperienza.
La mostra si apre con una immagine-cameo: una coppia di piccoli palloni che fluttuano lentamente nell’acqua di una piscina diventano un movimento planetario. Tutto dipende dalla nostra postura, da come poggiamo lo sguardo sulle cose. Transitando nella seconda sala ecco che una mattina, in cui il vento fa stormire le fronde degli eucalipti, il suono e il movimento ondulatorio delle cime inducono una sorta di ipnosi in cui si innestano e si srotolano su una pergamena immagini e oggetti del suo vissuto. L’opera si sviluppa su questo duplice livello di sovrapposizioni: il ritmo della natura, come un mantra, e quello della mente che ricompone i frammenti delle proprie esperienze in una tessitura visionaria. Una contemplazione che spalanca le porte di un mondo intero.
Nella grande installazione della terza sala le storie dell’infanzia vengono restituite con nuovi significati. I palazzi di bicchieri, realizzati dal nonno dell’artista nella provincia russa, assomigliano a fragili scheletri di cristallo, i merletti, nati da umili mani femminili sono riprodotti dall’artista in candida creta o in porcellana, i libri pieni di storie e di teorie scientifiche, impilati o depositati al suolo, sono rigenerati dalle sue immagini fresche, tratte da elementi naturali… tutti questi oggetti e manufatti diventano alberi che accolgono nidi o somigliano a funghi e a macchie di muffe distesi nel grande tappeto di terra di un giardino immaginario. Nidi portatori di vita, muffe paradigma di decomposizione: tutto è armonico nel ciclo vitale perché in natura la fine della vita è trasformazione in altra vita.
Apertura: martedì - sabato 13:00 - 19:00.
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mostra galleriarichterfineart emissionsandsecretions

11/06/2019 - 20/09/2019Arte contemporanea

Emissions and secretions - Andrej Dubravsky

Tra adolescenti, figure ambigue travestite da insetti, conigli, galli, gatti e stati di metamorfosi tra cui i suoi amati bruchi Dubravsky tratta temi a lui cari e molto attuali come il cambiamento climatico, l’agricoltura intensiva, l’industria globale, la politica. La pittura di Dubravsky, all’apparenza giocosa e formalmente convenzionale, esplora temi molto più scuri tra cui relazioni intergenerazionali, elementi di sottomissione, complicità, porno; e delicati, come l’omosessualità e l’auto-gratificazione.
«La mostra - afferma l’artista - riguarda fondamentalmente il sesso e la natura. Da quando ho comprato casa in un villaggio in Slovacchia sono molto più attento alle problematiche ambientali: vedo costantemente i miei vicini che annaffiano gli ortaggi e i frutti con prodotti chimici, e il modo di tagliare l’erba molto corta che sembra un deserto verde. L’inquinamento e i rifiuti industriali colpiscono l’agricoltura circostante, l’acqua è contaminata, le sostanze chimiche sono usate sulle colture e la qualità dell’aria è compromessa. La vita nel villaggio sembra sempre carina e divertente su Instagram, ma dall’altra parte è un posto molto buio, dove si sta assistendo al cambiamento climatico dell’Europa centrale. È un posto dove non è cosi facile essere gay».
Dubravksy cerca di sedurre l'osservatore in una relazione intima. Con i suoi dipinti, invita a un viaggio amichevole in una terra sconosciuta, trasformando il visitatore in un voyeur.
L’artista, non attira l’attenzione solo con le sue idee provocatorie. Attraente è anche la sua pittura veloce, lavora con tecnica su tela grezza. I colori vengono rapidamente iniettati nel dipinto e conferiscono all’immagine un’atmosfera speciale. D’altra parte, l’immagine non può essere successivamente ritoccata e richiede un’attenta preparazione e schizzo.
Apertura: lunedì - venerdì 13:00 - 19:00.
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mostra t293 edoardocaimi

08/06/2019 - 03/08/2019Arte contemporanea

Edoardo Caimi - ‘B.L.I.S.S.’

T293 presenta per la prima volta il lavoro di Edoardo Caimi, il quale focalizza la sua pratica sul contrasto tra moderno e primitivo, tecnologico e tribale, societa? consumista e natura, creando un immaginario basato sul cortocircuito tra questi due mondi.
La mostra espone alcune installazioni formate da pneumatici contrassegnati da tag colorati. Queste isole di oggetti trovati e recuperati assumono le vesti di una barricata.
Lo spazio della galleria si trasforma in un habitat sicuro in cui gli elementi vengono trasformati in nuovi “graffiti”, tracce del passaggio di una presenza umana. Queste sculture vengono sottoposte a un processo di deterritorializzazione e di riterritorializzazione, trasformandosi in “monumenti dell’altrove”, i quali portano con se? le caratteristiche del luogo e il suo cambiamento legato al tempo e al clima.
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mostra rvbarts nellamateriaeoltre

30/05/2019 - 30/09/2019Arte contemporanea

Nella materia e oltre

RvB Arts presenta la mostra personale di VITTORIO IAVAZZO, un emergente artista napoletano che, come Giuliano Macca della mostra precedente, rappresenta perfettamente i punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio.
Nella materia e oltre comprende tutte le ultime opere di Iavazzo: le sculture in cartapesta per le quali è conosciuto ma anche i disegni e i bozzetti che forniscono un “backstage” del suo lavoro. La mostra, infatti, nasce dall'idea di Iavazzo di abbattere le barriere tra il suo laboratorio e la galleria, con l'intenzione di condividere con il pubblico tutte le fasi della realizzazione dell'opera: gli schizzi e i disegni preparatori, i bozzetti in cera, il negativo del calco dove si modella la carta, fino ad arrivare alle sculture. Un vero e proprio diario del suo lavoro, da novembre 2018 ai giorni precedenti l'inaugurazione della mostra, passando attraverso la progettazione, la creazione e la trasformazione della materia, andando “oltre”, raccontando le difficoltà, i ripensamenti, i dubbi ma soprattutto le sue emozioni quotidiane durante questo percorso.
Inaugurazione: 30 maggio ore 18:00.
Apertura: martedì - sabato 11:00-13:00 / 16:00-19:30.
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mostra nomasfoundation emilianomaggi

15/04/2019 - 20/09/2019Arte contemporanea

Emiliano Maggi - The Club

Scrive Judith Butler: “Se il corpo non è un ‘essere’, ma un confine variabile, una superficie la cui permeabilità è regolata politicamente, una pratica di significazione all’interno del campo della cultura fatto di gerarchia di genere ed eterosessualità obbligatoria, allora quale linguaggio ci resta per comprendere questa attuazione corporea, il genere, che costituisce la propria significazione ‘interiore’ sulla sua superficie?”.
La ricerca artistica di Emiliano Maggi attraversa la questione e si espande fino a rivelare una personale strategia linguistica nella quale il corpo agisce come dispositivo per esplorare le potenzialità socioculturali della fluidità di genere. Eludendo i confini egemonici imposti dalla visione binaria, il corpo si trasforma in un territorio per sperimentare non una, ma infinite tecnologie del sé che si manifestano nella mutevolezza di vestizioni e mascheramenti.
L’immaginario dell’artista crea esperienze di "embodiment" fatte di tessuti che coprono, scoprono, trasformano, liberano, abiti che diventano pelle. Costumi, mascheramenti, musica, danza, scultura per accedere a forme di conoscenza che superano le barriere corporee e introducono alla scoperta della dimensione simbolica del mondo e dei meccanismi inconsapevoli che influenzano la nostra costruzione della società fino a legittimare diseguaglianze e rapporti di forza.
Apertura: martedì - venerdì 14.30 - 19.00
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Edarcom Europa 19/07/2019 - 07/09/2019

mostra edarcom artedestate

Arte d’estate

Tutte gli artisti della galleria in un’unica grande mostra per ripercorrere i 45 anni di attività appena compiuti. Oltre 400 tra dipinti, grafiche e sculture di importanti autori del ‘900 e contemporanei permetteranno ai visitatori di approfondire i diversi linguaggi e, eventualmente, di scegliere l’opera più vicina alla propria sensibilità, usufruendo di speciali condizioni di acquisto.
Apertura: fino al 3 agosto: lunedì - sabato 10:30-13:00 / 15:30-19:30; dal 5 al 31 agosto: apertura previo appuntamento.
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Galleria Gilda Lavia 01/07/2019 - 27/09/2019

mostra galleriagildalavia affecting

Affecting

Mostra collettiva degli artisti Marc Bauer, Gabriella Ciancimino e Oscar Giaconia.
L’aggettivo inglese che dà il titolo all’esposizione, vuole racchiudere e restituire un senso di avvicinamento e contaminazione, di incontro/scontro tra differenti linguaggi e percorsi artistici che dialogano negli spazi della galleria, ognuno con le proprie unicità.
Apertura: martedi - sabato 14:00 - 19:00.
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Galleria Materia 12/06/2019 - 21/09/2019

mostra materia aindanao

André Mendes Ainda não

Matèria inaugura la stagione estiva con Ainda não, la prima mostra personale in Italia dell’artista brasiliano André Mendes, che aprirà mercoledì 12 giugno. André Mendes, invitato a far propri e ridefinire gli spazi di Matèria, intraprende un processo di occupazione e appropriazione della galleria attraverso una pratica che coniuga l'impegno per la ricerca concettuale con un'esperienza puramente estetica. Attraverso l'uso fluido di diversi media e il tentativo di superare i limiti imposti dalle tecniche e dal linguaggio pittorico l’artista fa del processo parte integrante del suo lavoro. Per rendere il pubblico partecipe e spettatore del processo creativo, dal 5 giugno in poi per i visitatori che attraversano il quartiere San Lorenzo di Roma, sarà possibile interagire con la nascita della mostra e assistere alla produzione dell’opera dell’artista brasiliano.
Ainda não (Non ancora) è la condensazione del caos creativo e del tentativo di trovarne un rimedio formale, una testimonianza della natura effimera della visione di Mendes sulla ricerca e la produzione artistica. L’artista riunisce entrambi gli aspetti in una collisione di approcci in cui installazione, scultura, pittura e disegno rinnovano la nostra comprensione di ciò che tradizionalmente ci si aspetta da uno spazio espositivo; evidenziando il divario tra ciò che intendiamo come finito - pronto a viaggiare dallo studio dell'artista alla galleria - e ciò che questa scelta toglie alla connivenza organica di idee, intuizioni e materiali.

Inaugurazione: 12 giugno ore 19:00.
Apertura: martedì - sabato 11:00 - 19:00.
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T293 08/06/2019 - 03/08/2019

mostra t293 janashroder

Jana Schröder – Kadlites RS6-17

Jana Schröder torna alla galleria con una serie di nuovi dipinti monocromi, una continuazione della serie Kadlites.
In questi nuovi lavori la superficie pittorica si riduce per dare una maggiore importanza al contenuto e si trasforma in uno spazio per la contaminazione di linee ripetute e stratificate, che conferiscono densità, ritmo e armonia.
Schröder presenta la pittura concettuale nella sua molteplicità d'azione, in cui la costante pratica gestuale è sia meditativa che performativa. Questi "segni energetici" sono ripetutamente segnati dalla matita di grafite e dal pennello, mescolando la trementina con polvere di piombo. Cancellando alcuni tratti mediante una gomma o un altro dipinto, Schröder moltiplica i segni precedentemente tracciati, che si incrociano in nuove direzioni.
La ripetizione è "memoria invertita", secondo Kierkegaard, una produzione di qualcosa di nuovo, e non semplicemente una riproduzione di ciò che già esiste. I lavori di Schröder agiscono nel substrato dell'astrazione: i segni gestuali formano strati di livelli e diventano sperimentazioni reali. Queste tracce temporali e spaziali rappresentano una registrazione dell'esperienza pittorica dell'artista. I segni ti invitano ad avvicinarti alla tela, a studiare le linee e le loro progressioni più da vicino. Diventano una sfida percettiva per gli spettatori, che si trovano di fronte a un'idea che viene tradotta con energia in pittura.
Apertura: lunedì 15:00 - 19:00 / martedì - venerdì 12:00 - 19:00 sabato 9:00 - 19:00.
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1/9unosunove 24/05/2019 - 14/09/2019

mostra 19unosunove simoncalleryvalentinadamaro

Simon Callery / Valentina D'Amaro

Doppia mostra personale di Simon Callery e Valentina D’Amaro.
Entrambi gli artisti, pur da differenti punti di vista e con diverse poetiche, riflettono da anni sul tema del paesaggio, con una particolare attenzione al modo in cui esso viene percepito.
Simon Callery (Londra, Regno Unito, 1960) esplora le qualità fisiche della pittura tentando di rispecchiare l’esperienza materiale del paesaggio. Le sue tele non costituiscono “quadri” nel senso classico del termine, presentando diverse singolarità quali spazi vuoti, buchi ed elementi tridimensionali che non ne limitano l’esperienza alla sola visione. Le opere esposte da 1/9unosunove sono state realizzate proseguendo il lavoro di ricerca iniziato da Callery lo scorso inverno come Abbey Fellow in Pittura presso la British School di Roma. Attraverso un lungo processo grandi pezzi di tela imbevuti di pigmento sono entrati direttamente in contatto con diversi elementi fisici della città (rovine archeologiche, parchi periferici e acque del fiume Tevere) che li hanno marchiati e forati. Valentina D’Amaro (Massa, Italia, 1966) condensa, invece, l’essenza del paesaggio naturale in immagini figurative dall’atmosfera sospesa. Il punto di partenza è la fotografia, ma utilizzata fin dall’inizio con lo “sguardo del pittore”. L’immagine dipinta trascende, infatti, la rappresentazione realistica attraverso un’elaborazione formale che trasforma il paesaggio naturale in una metafora che rimanda ad altro da sé. Da 1/9unosunove D’Amaro presenta una selezione di opere della sua ultima serie Viridis, iniziata nel 2016 come diretta evoluzione del ciclo precedente intitolato Vespro.
Inaugurazione: 24 maggio ore 19:00.
Apertua: martedì - venerdì 11:00-19:00; sabato 15:00-19:00.
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Futurism&Co 15/05/2019 - 15/09/2019

mostra futurismco futurismsenzatema

FUTURISM - SENZA TEMA

Il futurismo si espresse come concezione dell’attività umana nel mondo. Come nuova apertura dell’opera d’arte verso l’esterno, verso la vita vissuta. Un’innovazione formale palese nel dinamismo delle figure che è soprattutto un tentativo di oltrepassare la materialità del quadro, il suo limite oggettuale e di connetterlo al divenire della materia. Allo stesso tempo, il quadro futurista vuole superare se stesso risolvendosi in una dimensione puramente sensoriale, come se non vi fosse differenza alcuna tra il sorbire una bevanda e os- servarlo, o toccarlo. L’opera futurista si basa sul superamento del limite che a volte essa stessa pone. Sullo sconfinamento tra generi artistici, tra linguaggi e tra espressioni mediali. L’opera futurista ambisce alla lucen- tezza del metallo e all’immaterialità delle sensazioni, ai profumi e al gusto. L’opera futurista considera il suo “soggetto”, un’automobile, un concerto, una paesaggio aereo, una motocicletta o un bicchiere, come altret- tante essenze che si trasferiscono ed esprimono nel loro moto. Nell’opera futurista la materia prende vita e l’uomo è pensato in quella stessa materia, come se fosse diventato qualcos’altro. Così si apre a un futuro, determina la possibilità del suo futuro. Una nuova condizione vitale che interpreta e si fa carico anche delle contraddizioni della modernità. La pittura futurista è aggressiva, sconcertante, ma allo stesso tempo assertiva e spesso gioiosa. L’opera futurista registra la pressione atmosferica, la composizione chimica attraverso forme e colori. La visione a volte è dall’alto in basso, il corpo umano meccanico dei nuovi aeroplani sorvola paesag- gi trascorrenti, mentre esso stesso è deformato dal contrasto con l’aria. L’opera futurista rappresenta sistemi astrali e dinamismi plastici, in forme di astrazione nelle quali permane una consistenza espansiva, mobile, della forma/soggetto. L’opera futurista è solo una parte della filosofia futurista, che si eterna egualmente nell’azione, nella polemica, nella cucina, nell’aviazione, nell’invenzione di nuovi oggetti. La filosofia futurista è contraddittoria e quindi vitale. Negativa e attiva. L’opera futurista non sconta alcuna differenza rispetto agli oggetti quotidiani, alle sensazioni che si prova usandoli. L’opera futurista si connette ai nostri sistemi interme- diali, è totalmente estroflessa, trasmessa. L’opera futurista è comunicazione effimera. È l’atto di comunicare, con una lettera postale come con un vestito. L’opera futurista è apparire, imprimersi. L’opera futurista è l’im- pressione dinamica del corpo e dell’ambiente, giacché viviamo collegati agli oggetti che usiamo e costruiamo noi stessi il nostro spazio.
A cura di Giancarlo Carpi
Apertura: lunedì 14:00-19:30; martedì - sabato 11:30-19:30.

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28 Piazza di Pietra 16/05/2019 - 31/07/2019

mostra 28piazzadipietra rovineurbane

ANDREA CAPANNA / ROVINE URBANE

Seconda personale di Andrea Capanna nello spazio di Francesca Anfosso.
Secondo capitolo di una visuale urbana che affronta e rimodula l’archeologia del presente.
L’artista riparte dal punto in cui si era interrotto il primo flusso espositivo.
Sarebbe meglio dire, prosegue la sua metabolizzazione di una Roma mineralizzata.
Ovvero, la sua masticazione visiva della città sgretolata, consunta, geologica.
Un canto figurativo narra la pelle meticcia, mangiata dal tempo, piena di ferite e suture… è la pelle delle pietre romane e medievali, del tufo e del travertino, del mattone a cortina, del cemento armato, delle protesi stradali, della ruggine e delle polveri depositate… Roma magnetizza sulla sua cute il tempo secolare, le vicende pubbliche e private, i vizi e le virtù di un luogo che si trascina un immenso passato sul faticoso sentiero del presente.
Andrea Capanna parte da un’impronta fotografica, da una specie di resto archeologico del dagherrotipo primigenio, una scatola nera che contiene la sequenza biologica del DNA CAPITALE. Le tracce fotopittoriche sono la garanzia di una città resistente, autoimmune, in gara con la Storia e la dimensione prototipica del futuro. Tracce di pietra e atmosfera che si dissolvono ma riaffiorano ogni volta, così come la consumazione pittorica sgretola ma si rinnova di continuo… il quadro come un meccanismo chimico tra fragilità e rinnovamento, simile agli strati secolari di intonaco sovrapposto, simile ai décollage rotelliani che includevano il presente mediatico nel muro ferito.
Vi state chiedendo quali siano i passaggi tecnici per “fotografare” sul quadro l’identità organica della città? Dovrete intuirli da soli, senza indicazioni sul processo, diluendo la tecnica nel risultato emotivo e concettuale. Perché non serve rivelare le istruzioni dietro i processi, sarebbe come chiedersi che marca di neon usasse Dan Flavin o chi fornisse gli orinatoi a Marcel Duchamp. Le informazioni tecniche restano chiuse nel laboratorio privato dell’autore, in quel luogo intimo dove l’arte trova la sua camera di decompressione. L’artista restituisce al mondo il risultato di questo processo, invia al pubblico la sua versione fragilmente resistente, la sua terapia estetica che irradia influenze visive e vertigini sentimentali. La sua Roma è dura e al contempo avvolgente, sfacciata e silenziosa, latina e internazionale, selvaggia e amorevole come una lupa coi suoi cuccioli svezzati.
ROVINE URBANE di una Roma senza retorica, sul crinale tra evidenze e sorprese, una città che accorpa memorie e modernismi nel suo clima monumentale ma eternamente tellurico. Capanna mescola tecniche manuali con soluzioni a tecnologia low-fi, così da mantenere alta la frequenza cardiaca della Storia e l’impatto filologico del presente. Quadri di medio formato che diventano schermi a fuoco lento, in ebollizione morbida e continua, ad alta temperatura ma senza che si bruci l’evidenza della figurazione. Il realismo vibra dentro il processo elaborativo, permane nel quadro uno status iconografico che non disperde il senso del costruire. E’ come se, anziché destrutturare la forma, ci fosse la costanza di una ricostituzione della memoria, dei mille frammenti che si compattano in aggregati cellulari.
Inaugurazione: 15 maggio ore 18:30
Apertura: lunedì - sabato 11:00-13:00 / 16:00-20:00.
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