ROMArtguide.it MOSTRE / EVENTI: Gallerie private

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mostra Basement YVES SCHERER
mostra Basement YVES SCHERER
mostra Basement YVES SCHERER

YVES SCHERER. Les Bains Douches

arte contempranea

BASEMENT ROMA dal 29 maggio al 19 luglio

Per anni, l'artista svizzero Yves Scherer (nato nel 1987, vive e lavora a New York City) ha reso la cultura delle celebrità oggetto della sua pratica artistica. Ma dove il suo lavoro si concentrava sulla celebrità individuale e sull'ossessione dell'opinione pubblica con un particolare essere, questa portata si è spostata. Nel suo ultimo lavoro, è emerso un interesse per una più ampia verità universale: la condizione umana, rivisitata attraverso la deframmentazione della cultura delle celebrità. È un trittico contemporaneo che saluta il visitatore dell'ultimo spettacolo di Yves Scherer Les Bains Douches al BASEMENT ROMA. Una bacinella, piena d'acqua, un ritratto fotografato che si interseca con immagini architettoniche, due figure profondamente intrecciate, intonacate. I due corpi, fusi insieme in intonaco bianco, mostrano crepe nella loro superficie. Sebbene abbiano chiaramente una somiglianza con la scultura classica in sé, è l'imperfezione e la fragilità del loro stato naturale che tocca immediatamente lo sguardo dell'osservatore. Il corpo maschile si appoggia sulla regione addominale della figura femminile, trattenendola in uno stato quasi infantile, mentre accarezza dolcemente la sua testa. Dove l'immagine originale di questo incontro raffigurava Kate Moss e Johnny Depp in una fotografia di Annie Leibovitz, la scultura di Scherer ha perso questo riferimento diretto. Trasformandosi in un diverso medium e corpo, l'idealizzazione simile a Pigmalione è diventata un'immagine più universale dello stato di relazione più primitivo e ideale. Le norme e le convinzioni sociali - come la dominanza maschile e la sottomissione femminile - sono obsolete e l'opera d'arte è stata ridotta ai più basilari bisogni interpersonali di amore e cura. Inaugurazione 29 maggio ore 18:00.
Apertura: lunedì - venerdì 14:00 - 19:00.

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Gallerie private d'arte contemporanea

mostra arteregola aidarenteria

12/07/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea

AIDA RENTERÍA

In mostra, sei opere dell'artista messicana, Aida Reinterìa, un mix tra realismo, metafisica e surrealismo, una piacevole ed equilibrata contaminazione, che richiede allo spettatore di "spogliare" le sue opere, per valutare con gli occhi lo sfondo, la tecnica, lo spazio, l'iconografia, la composizione e soprattutto la relazione tra disegno e colore, fino a quando si trovano i piccoli dettagli impercettibili ad occhio nudo, che per mezzo di un disegno "esatto" riesce a mostrare la sua fede nelle cose del mondo concreto, in tutte le sue forme e sfumature.
Ma la pittura di Aida, prende le distanze dalla realtà che cattura. Fare arte, richiede di ridisegnare il "reale per l'estetica" e per raggiungere questo obiettivo, e ci vuole un certo mestiere, per essere in grado, di vedere il fondo della realtà, per poi portare alla pratica pittorica, e le proprie idee, le proprie percezioni e visioni e in questo Aida Reinterìa è maestra.
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mostra valentinabonomo miltonmanetas

fino al 30/09/2019Arte contemporanea

Miltos Manetas. Milano

La mostra di Miltos Manetas consiste di opere su tela della serie dei “cavi”. Le tele di grandi e medie dimensioni, sono state esposte a Milano, alla Torre Rasini, storico edificio progettato negli anni trenta da Emilio Lancia e Gio Ponti.
L’artista raffigura il suo mondo fatto di paesaggi di cavi dipinti a olio in grande formato: paesaggi che Manetas è stato capace di scorgere e ritrarre prima e meglio di chiunque altro.
Manetas con il suo lavoro analizza il rapporto tra l’uomo e la tecnologia esplorando le rappresentazioni e le estetiche della società informatica. L’artista è riconosciuto a livello internazionale per le sue opere internet-based che indagano le nuove tecnologie e quanto la loro percezione influisca sull’essere umano. Sulla tela l’artista raccoglie input ed immagini dal mondo virtuale e rielaborandoli crea un nuovo sistema iconografico del presente.
Apertura: martedì - sabato 15:00 - 19:00.
  dettagli Miltos Manetas Miltos Manetas

mostra ikigaiart simonedemarco

04/07/2019 - 18/07/2019Arte contemporanea

Simone De Marco - Riflessi Romani

Mostra personale di Simone De Marco, giovane artista siciliano dal profilo internazionale, che ha scelto, per la prima volta a Roma, di tributare la capitale con un’esposizione di raffinatissimi acquerelli.
Il pittore dichiara di dipingere per un bisogno genetico. Proviene, infatti, da una famiglia di artisti che gli ha trasmesso la passione per l’arte. Il suo amore per l’acquerello inizia da autodidatta e lo spinge molto presto a prendere lezioni da Alvaro Castagnet, partecipando a un suo workshop a Padova, nell’Accademia dell’Acquerello
In Sicilia viene premiato 22 volte in 2 anni nelle rassegne di pittura estemporanea e nel 2015 inizia un tour tra Londra e Amsterdam, per studiare le atmosfere cobalto, attraverso la pittura dal vero. Nel 2017 partecipa alla mostra internazionale dell’acquerello Fabriano in acquerello, esponendo con artisti dal profilo internazionale. Il modo in cui Simone De Marco tratta il colore è originale e innovativo.
Apertura: martedì - sabato 10:00-13:00 / 15:00-19:00.
  dettagli Mostra Mostra Simone De Marco Simone De Marco

mostra t293 totiscialoia

26/06/2019 - 24/07/2019Arte contemporanea

Toti Scialoia


Apertura: lunedì 15:00 - 19:00 / martedì - venerdì 12:00 - 19:00 sabato 9:00 - 19:00.
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mostra nerogallery 5thanniversary

29/06/2019 - 27/07/2019Arte contemporanea

Nero Gallery's 5th anniversary groupshow

Mostra che vuole celebrare i traguardi e il percorso di vita di una galleria che nel corso degli anni si è sempre impegnata con passione nel ricercare e condividere forme artistiche stravaganti, ironiche, bizzarre e libere dagli schemi, spaziando dal pop surrealismo alle sfumature più oscure dell’arte ipercontemporanea.
Gli artisti che partecipano alla collettiva sono tra i più significativi che hanno accompagnato il nostro viaggio quinquennale e che hanno contribuito a modellare l’identità in continua evoluzione di Nero Gallery, rendendola oggi un porto sicuro per gli amanti della surrealtà.
Artisti in mostra: Alessandro Calizza - Daniele Aimasso - Gerlanda di Francia - Francesco Viscuso - P54 - Beatriz Mutelet - Fabio Timpanaro - Claudia Ducalia - Nicola Alessandrini - Stefano Ronchi - Ania Tomicka - Chamo San - Hogre - Giorgio Finamore - Marco Rea - Paolo Petrangeli - Florian Eymann - Eolo Perfido - Massimo Scognamilio - Annabella Cuomo - Cristiano Quagliozzi - Michele Guidarini - Jonathan Pannacciò - Turi Avola - Davide Scianca - Layral - Saturno Buttò - Evertrip - Isabelle Vialle.
Apertura: martedì - venerdì 16:00 - 20:00.
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mostra thegalleryapart chilometro0

27/06/2019 - 27/07/2019Arte contemporanea

Chilometro 0 - group Show

The Gallery Apart è orgogliosa di presentare Chilometro 0, mostra collettiva che propone il lavoro di alcuni degli artisti riuniti sotto il nome Spazio In Situ, sorta di organismo artistico vivente che a Tor Bella Monaca, una tra le più problematiche periferie romane, ha creato una realtà composta da 11 studi d’artista e un artist run space. Una programmazione di giovani artisti internazionali nello spazio espositivo e la condivisione quotidiana della pratica artistica in studio caratterizzano questa esperienza che intriga ed interroga la città. Ed è compito della galleria segnalare questa vitalità consentendo agli artisti di declinare in piena libertà la loro poetica fondata sullo stretto legame tra espressione artistica e condizione esistenziale, nonché sulla messa in discussione dei ruoli dei diversi soggetti in gioco nel campo artistico: dal curatore all’artista, dallo spettatore al gallerista. La mostra è curata da Porter Ducrist.
Apertura: martedì - venerdì 15:00 - 19:00.
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mostra studiosales sibille

20/06/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea

Sibille - Davide Monaldi

Il progetto di Davide Monaldi si compone di tre grandi opere intitolate rispettivamente Sibille, 2017-2018 e Battiporta (autoritratto), 2017-2018. L’installazione è stata presentata in occasione di Artissima 2018 come evento collaterale della fiera, e verrà allestita per la prima volta a Roma a Studio SALES di Norberto Ruggeri come una sorta di anticipazione della personale dell’artista in galleria prevista per il prossimo inverno.
Le Sibille sono figure presenti fin dalla mitologia greco-romana, vergini dotate di virtù profetiche ispirate da un dio ed in grado di fornire responsi e di fare predizioni.
L’opera Sibille, 2017-2018 è composta da 100 citofoni realizzati in ceramica smaltata disposti l’uno accanto all’altro e prende direttamente spunto da queste figure mitologiche.
I nomi sui citofoni non sono quelli di gente comune, bensì dei più influenti personaggi della storia dell’umanità. In questo modo i citofoni fungono da Sibille, ovvero diventano il mezzo attraverso il quale è possibile contattare queste grandi personalità della storia, tutte realmente esistite. In questa surreale rivisitazione chiunque può idealmente mettersi in contatto con la figura storica cui è maggiormente interessato, semplicemente “citofonandogli”.
L’opera Sibille, 2017-2018 è in stretto dialogo con due grandi Battiporta (autoritratto), 2017-2018, anch’essi realizzati in ceramica smaltata di color argento e raffiguranti due feroci leoni.
L’intento dell’artista è quello di creare una sorta di tempio pagano all’interno dell’installazione.
Nell’antichità ai battiporta -oltre alla loro normale funzione pratica- veniva attribuita anche una funzione magica. Si credeva infatti che potessero avere il potere prodigioso di allontanare e di vanificare influenze negative che avrebbero potuto danneggiare la casa ed i suoi abitanti e, proprio per questo motivo, la maggior parte delle loro raffigurazioni mostrano facce umane minacciose o di animali feroci.
In questa installazione i due battiporta fungono da “guardiani del tempio” ed hanno la funzione di custodire ciò che di sacro sta accadendo al suo interno.
Il progetto di Davide Monaldi nasce da una riflessione sul passato, sul mito, sulla spiritualità e, in generale, sulla necessità di avere conferme sul proprio percorso di vita nella ricerca di se stessi.
Inaugurazione: 20 giugno 2019 ore 18:00.
Apertura: lunedì - venerdì 15:00 - 19:00 / o su appuntamento.
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mostra z2o ekaterinapanikanova

20/06/2019 - 31/07/2019Arte contemporanea

EKATERINA PANIKANOVA - Attraversando il mio giardino

La mostra è un viaggio mano nella mano; Ekaterina Panikanova ci lascia penetrare nel suo immaginario in cui emozioni, ricordi fragili del quotidiano, diventano pagine significative che l’accompagnano nella costruzione del suo personale universo.
L’estetica del frammento e il senso panico di appartenenza a qualcosa di immensamente più grande attraversano l’intera mostra. Il frammento non sottrae, ma aggiunge senso e rimette in discussione la scala di valori nel fare esperienza.
La mostra si apre con una immagine-cameo: una coppia di piccoli palloni che fluttuano lentamente nell’acqua di una piscina diventano un movimento planetario. Tutto dipende dalla nostra postura, da come poggiamo lo sguardo sulle cose. Transitando nella seconda sala ecco che una mattina, in cui il vento fa stormire le fronde degli eucalipti, il suono e il movimento ondulatorio delle cime inducono una sorta di ipnosi in cui si innestano e si srotolano su una pergamena immagini e oggetti del suo vissuto. L’opera si sviluppa su questo duplice livello di sovrapposizioni: il ritmo della natura, come un mantra, e quello della mente che ricompone i frammenti delle proprie esperienze in una tessitura visionaria. Una contemplazione che spalanca le porte di un mondo intero.
Nella grande installazione della terza sala le storie dell’infanzia vengono restituite con nuovi significati. I palazzi di bicchieri, realizzati dal nonno dell’artista nella provincia russa, assomigliano a fragili scheletri di cristallo, i merletti, nati da umili mani femminili sono riprodotti dall’artista in candida creta o in porcellana, i libri pieni di storie e di teorie scientifiche, impilati o depositati al suolo, sono rigenerati dalle sue immagini fresche, tratte da elementi naturali… tutti questi oggetti e manufatti diventano alberi che accolgono nidi o somigliano a funghi e a macchie di muffe distesi nel grande tappeto di terra di un giardino immaginario. Nidi portatori di vita, muffe paradigma di decomposizione: tutto è armonico nel ciclo vitale perché in natura la fine della vita è trasformazione in altra vita.
Apertura: martedì - sabato 13:00 - 19:00.
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mostra galleriarichterfineart emissionsandsecretions

11/06/2019 - 31/07/2019Arte contemporanea

Emissions and secretions - Andrej Dubravsky

Tra adolescenti, figure ambigue travestite da insetti, conigli, galli, gatti e stati di metamorfosi tra cui i suoi amati bruchi Dubravsky tratta temi a lui cari e molto attuali come il cambiamento climatico, l’agricoltura intensiva, l’industria globale, la politica. La pittura di Dubravsky, all’apparenza giocosa e formalmente convenzionale, esplora temi molto più scuri tra cui relazioni intergenerazionali, elementi di sottomissione, complicità, porno; e delicati, come l’omosessualità e l’auto-gratificazione.
«La mostra - afferma l’artista - riguarda fondamentalmente il sesso e la natura. Da quando ho comprato casa in un villaggio in Slovacchia sono molto più attento alle problematiche ambientali: vedo costantemente i miei vicini che annaffiano gli ortaggi e i frutti con prodotti chimici, e il modo di tagliare l’erba molto corta che sembra un deserto verde. L’inquinamento e i rifiuti industriali colpiscono l’agricoltura circostante, l’acqua è contaminata, le sostanze chimiche sono usate sulle colture e la qualità dell’aria è compromessa. La vita nel villaggio sembra sempre carina e divertente su Instagram, ma dall’altra parte è un posto molto buio, dove si sta assistendo al cambiamento climatico dell’Europa centrale. È un posto dove non è cosi facile essere gay».
Dubravksy cerca di sedurre l'osservatore in una relazione intima. Con i suoi dipinti, invita a un viaggio amichevole in una terra sconosciuta, trasformando il visitatore in un voyeur.
L’artista, non attira l’attenzione solo con le sue idee provocatorie. Attraente è anche la sua pittura veloce, lavora con tecnica su tela grezza. I colori vengono rapidamente iniettati nel dipinto e conferiscono all’immagine un’atmosfera speciale. D’altra parte, l’immagine non può essere successivamente ritoccata e richiede un’attenta preparazione e schizzo.
Apertura: lunedì - venerdì 13:00 - 19:00.
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mostra t293 edoardocaimi

08/06/2019 - 03/08/2019Arte contemporanea

Edoardo Caimi - ‘B.L.I.S.S.’

T293 presenta per la prima volta il lavoro di Edoardo Caimi, il quale focalizza la sua pratica sul contrasto tra moderno e primitivo, tecnologico e tribale, societa? consumista e natura, creando un immaginario basato sul cortocircuito tra questi due mondi.
La mostra espone alcune installazioni formate da pneumatici contrassegnati da tag colorati. Queste isole di oggetti trovati e recuperati assumono le vesti di una barricata.
Lo spazio della galleria si trasforma in un habitat sicuro in cui gli elementi vengono trasformati in nuovi “graffiti”, tracce del passaggio di una presenza umana. Queste sculture vengono sottoposte a un processo di deterritorializzazione e di riterritorializzazione, trasformandosi in “monumenti dell’altrove”, i quali portano con se? le caratteristiche del luogo e il suo cambiamento legato al tempo e al clima.
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mostra monitor unacollezioneimprevista

05/06/2019 - 26/07/2019Arte contemporanea

Una Collezione Imprevista. Opere dalla collezioni di Anna e Claudio Verna

Questa collezione non è una collezione. E’ una storia lunga più di sessanta anni, fatta di amicizie, incontri, amori non sempre eterni, magari alleanze, ma tutti vissuti con passione e animo aperto.
Mi è stata sempre compagna inseparabile Annamaria, tanto che la maggior parte delle opere sono a lei dedicate, fino al paradosso del 1997 quando, nella casa di campagna di Rapicciano, per festeggiare i miei primi 60 anni, esposi già una selezione degli amici artisti e il titolo della mostra era “Per Anna con affetto”, come è scritto nella maggior parte, appunto, delle dediche. Ebbene, quasi tutti pensarono al compleanno possibile di Annamaria e la riempirono di regali. Solo pochissimi non caddero nel tranello che, un po’ volutamente e un po’ no, avevo messo in atto.
Per indicare un inizio, espongo un ritrattino che mi fece un coetaneo diciottenne, nel 1956, così come io avevo fatto il suo. Eravamo giovani, vivevamo in provincia e sapevamo veramente poco: ma ci univa, insieme con altri, una dedizione assoluta a quelli che allora credevamo gli ideali dell’arte.
Poi Firenze, la scoperta dell’astrazione e la conoscenza di veri e propri professionisti, anche se la parola è terribile. Con le prime mostre, anche i primi scambi con i compagni di strada, poi con i più anziani e i più giovani.
E poi Roma, un lungo silenzio durato cinque anni, dedicato alla sperimentazione anche extra pittorica per risolvere i miei dubbi e le mie incertezze. Ma quando tornai ad esporre, nel 1967, le polemiche non riguardavano più la contrapposizione tra astratto e figurativo, ma il diritto stesso della pittura ad esistere. Mi schierai, trovai nemici ma anche alleati: ecco il motivo di tanti quadri “analitici” degli anni settanta, ma anche pittori figurativi di straordinaria cultura e intelligenza.
E i cosiddetti Maestri? Non ho mai resistito alla tentazione di conoscerli, di visitare i loro studi, insomma, se possibile, di diventarne amico. Di ogni loro quadro esposto potrei raccontare la storia, a volte solo curiosa a volte bellissima.
Inaugurazione: 5 giugno ore 19:00.
Apertura: martedì - venerdì 13:00 - 19:00.
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mostra macmajaartecontemporanea lesercizioperlarte

28/05/2019 - 28/06/2019Arte contemporanea

Miscellanea L’esercizio per l’arte

"Miscellanea" è una esposizione "sui generis" che si compone di sette capitoli, ed è frutto di alcune riflessioni sulla modalità di fruizione di una mostra e sui suoi attori principali.
Succede talvolta che la galleria sia frequentata da visitatori distratti, all'uscita dei quali giungono alle mie orecchie le silenziose e animate proteste delle opere che rivendicano una giusta attenzione. Anche lo spazio si sente in qualche modo violato da queste fugaci presenze.
Al pubblico di "Miscellanea" chiedo dunque attenzione e tempo. Al centro della galleria sono presenti tre sedie, ciascuna orientata verso una parete differente che ospita un'unica opera. Il visitatore è invitato a sedere comodamente, a prendere il tempo necessario per dialogare con il lavoro che trova di fronte.
All'opera chiedo di sostenere la prepotenza di una parete vuota di cui lei sarà unica e solitaria protagonista, e di avere il potere della suggestione
Apertura: martedì - venerdì 15:30-19:30; sabato 11:00-13:00 / 15:00-19:30.
  dettagli mostra mostra

mostra rvbarts nellamateriaeoltre

30/05/2019 - 30/09/2019Arte contemporanea

Nella materia e oltre

RvB Arts presenta la mostra personale di VITTORIO IAVAZZO, un emergente artista napoletano che, come Giuliano Macca della mostra precedente, rappresenta perfettamente i punti cardine che hanno guidato le scelte curatoriali della galleria fin dal principio.
Nella materia e oltre comprende tutte le ultime opere di Iavazzo: le sculture in cartapesta per le quali è conosciuto ma anche i disegni e i bozzetti che forniscono un “backstage” del suo lavoro. La mostra, infatti, nasce dall'idea di Iavazzo di abbattere le barriere tra il suo laboratorio e la galleria, con l'intenzione di condividere con il pubblico tutte le fasi della realizzazione dell'opera: gli schizzi e i disegni preparatori, i bozzetti in cera, il negativo del calco dove si modella la carta, fino ad arrivare alle sculture. Un vero e proprio diario del suo lavoro, da novembre 2018 ai giorni precedenti l'inaugurazione della mostra, passando attraverso la progettazione, la creazione e la trasformazione della materia, andando “oltre”, raccontando le difficoltà, i ripensamenti, i dubbi ma soprattutto le sue emozioni quotidiane durante questo percorso.
Inaugurazione: 30 maggio ore 18:00.
Apertura: martedì - sabato 11:00-13:00 / 16:00-19:30.
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mostra galleriamarioiannelli fireinthemind

21/05/2019 - 26/07/2019Arte contemporanea

Fire in the mind

Galleria Mario Iannelli è lieta di presentare “Fire in the mind”, una mostra collettiva che presenta nuovi lavori di Dario D’Aronco, Paula Doepfner, Felix Kiessling, David Prytz e Sarah Ancelle Schönfeld.
Come può l’universo essere scaturito dal nulla? Esistono davvero leggi che governano l’universo? O l’ordine che osserviamo è una proiezione del nostro sistema nervoso? E se ci fossimo persi qualcosa? E se osservando con più attenzione e collegando i punti in modo diverso ottenessimo un ordine più elegante? E la scienza fosse un processo storico come un altro, un labirinto di possibilità divergenti? E se in cima ai rami tralasciati ci fossero modi altrettanto validi, o addirittura migliori, di spiegare il mondo? Perché mai l’universo dovrebbe essere costituito soltanto da componenti che i nostri occhi, magari aiutati dagli strumenti, sono in grado di vedere? Ma allora per quale ragione l’universo dovrebbe esserci comprensibile anche solo in minima parte? Perché l’universo sembra funzionare secondo leggi matematiche? Cos'è la coscienza? Com’è possibile conservare strutture ordinate in un universo inesorabilmente incline al disordine? Qual’è la mappa e qual’è il territorio? Perché contro ogni previsione siamo qui all’apparenza dotati dell’attrezzatura neurologica e matematica necessaria a trovare - o almeno a darci l’illusione di trovare - il senso di tutto questo? Come trovare nel mondo materiale qualcosa di così etereo come una struttura? C’è un modo per discernere le strutture che noi imponiamo alla realtà da quelle che la realtà imprime nelle nostre menti?
Inaugurazione: 21 maggio ore 18:00.
Apertura: martedì - venerdì 15:00 - 19:00.
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mostra nomasfoundation emilianomaggi

15/04/2019 - 20/09/2019Arte contemporanea

Emiliano Maggi - The Club

Scrive Judith Butler: “Se il corpo non è un ‘essere’, ma un confine variabile, una superficie la cui permeabilità è regolata politicamente, una pratica di significazione all’interno del campo della cultura fatto di gerarchia di genere ed eterosessualità obbligatoria, allora quale linguaggio ci resta per comprendere questa attuazione corporea, il genere, che costituisce la propria significazione ‘interiore’ sulla sua superficie?”.
La ricerca artistica di Emiliano Maggi attraversa la questione e si espande fino a rivelare una personale strategia linguistica nella quale il corpo agisce come dispositivo per esplorare le potenzialità socioculturali della fluidità di genere. Eludendo i confini egemonici imposti dalla visione binaria, il corpo si trasforma in un territorio per sperimentare non una, ma infinite tecnologie del sé che si manifestano nella mutevolezza di vestizioni e mascheramenti.
L’immaginario dell’artista crea esperienze di "embodiment" fatte di tessuti che coprono, scoprono, trasformano, liberano, abiti che diventano pelle. Costumi, mascheramenti, musica, danza, scultura per accedere a forme di conoscenza che superano le barriere corporee e introducono alla scoperta della dimensione simbolica del mondo e dei meccanismi inconsapevoli che influenzano la nostra costruzione della società fino a legittimare diseguaglianze e rapporti di forza.
Apertura: martedì - venerdì 14.30 - 19.00
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mostra fondazionebaruchello polia

15/04/2019 - 26/07/2019Arte contemporanea

Polia

Polia è un progetto di Carola Bonfili specificamente pensato per gli spazi della Fondazione Baruchello. Il lavoro in mostra, composto da un gruppo scultoreo e da un video, è inspirato al libro "Hypnerotomachia Poliphili" (1499) e alla natura ambigua e polimorfica delle sue xilografie, che illustrano i passaggi del sogno di Polifilo e suggeriscono diverse narrazioni e possibili accadimenti all'interno della stessa raffigurazione. La colonna sonora e il progetto audio del video Polia sono di Francesco Fonassi. Il progetto si inserisce all’interno di Grand Tour Contemporaneo, un calendario congiunto di mostre ed eventi dedicati all'arte italiana contemporanea presentato dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea e diffuso su tutto il territorio.
Apertura: lunedì - venerdì 16:00 - 20:00
  dettagli Mostra Mostra

mostra lattico arteaccidentata

15/03/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea

Arte accidentata

Può il caso aggiungere senso o addirittura poesia ad un’opera d’arte in sé compiuta concettualmente e formalmente? Quando il Grande vetro s’incrinò per mano del fato, Marcel Duchamp decretò che les craquelures, le fenditure intervenute, anziché violentarla, arricchivano l’opera di vissuto. […] Fabio Sargentini
Sul tema dell’ “Arte accidentata”, la mostra unisce le opere di Giancarlo Limoni, Claudio Palmieri, Luca Patella, Paolo Fabiani, Stefano Di Stasio, Miki Carone e Luigi Ontani.
Apertura: lunedì - venerdì 17:00 - 20:00
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mostra fondazione pastificio cerere kiribati

19/03/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea

Kiribati

La Fondazione Pastificio Cerere presenta Kiribati, mostra personale dell'artista Antonio Fiorentino, a cura di Marcello Smarrelli.
Il progetto è realizzato con il sostegno del Mibac e di SIAE, nell'ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.
Antonio Fiorentino esporrà per la prima volta una serie di opere realizzate dopo il suo soggiorno tra il luglio e l’agosto 2018 nelle isole Kiribati, stato insulare dell’Oceania composto da 33 isole sparse in un’area larga quattromila chilometri da est a ovest e duemila da nord a sud. Kiribati si trova sulla linea internazionale del cambio di data ed è il primo stato a salutare la nuova alba, il nuovo giorno, il nuovo anno: in qualche modo si può dire che “sia nel futuro”. Ma il futuro di questo paese è apocalittico perché rischia di scomparire per sempre nell’arco di pochi decenni (secondo le previsioni entro i 30 o 50 anni), poiché l’innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale sta sommergendo a poco a poco il territorio delle isole.
Guidato da queste suggestioni, Fiorentino ha creato un gruppo di opere che descrivono il suo viaggio alla ricerca del futuro, cercando di rispondere ad un enigma irrisolvibile, in cui si sente l’eco, trasmutata dalla percezione di un giovane artista contemporaneo, di quel capolavoro straordinario di Paul Gaugin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (1897-98), considerato il suo testamento non solo artistico ma anche spirituale.
Apertura: lunedì - venerdì 15:00 - 19:00 / sabato 16:00 - 20:00
  dettagli mostra mostra

mostra gagosian seachange

13/03/2019 - 19/07/2019Arte contemporanea

Helen Frankenthaler. Sea Change: A decade of paintings, 1974–1983

Gagosian è lieta di presentare una mostra di dipinti di Helen Frankenthaler a Roma, in coincidenza con una mostra delle sue opere al Museo di Palazzo Grimani, Venezia, in occasione della 58. Biennale di Venezia.
Nell'estate del 1974, Frankenthaler affittò una casa a Shippan Point a Stamford, nel Connecticut, di fronte alle acque di Long Island Sound, segnando l'inizio di un importante periodo di cambiamento per il suo lavoro. Sea Change comprende dodici tele che Frankenthaler dipinse tra il 1974 e il 1983, che riflettono le sue reazioni all'aspetto mutevole delle ampie vedute e delle maree in movimento.
Una delle prime tele, Ocean Drive West # 1 (1974), è esplicitamente oceanica con le sue bande orizzontali fluttuanti, che sembra retrocedere attraverso una distesa di blu trasparente. In Jupiter (1976) e Reflection (1977), le bande sono raggruppate insieme e girate verso la verticale, apparendo a tutti, ma si dissolvono. In entrambi questi dipinti, i caldi colori della terra delle bande contrastano con un fresco blu-verde, che evoca l'incontro tra terra e acqua. Le ampie e ampie tele, Tunis II e Dream Walk Red (entrambe del 1978), emanano calore, con densi strati di rosso scuro, rosa, cremisi, terra di Siena e rosso scarlatto. In questo periodo, Frankenthaler ha parlato di "fare di più per ogni immagine", per creare qualcosa allo stesso tempo più complesso e completo.
Apertura: martedì - sabato 10:30 - 19:00.
  dettagli mostra mostra Helen Frankenthaler Helen Frankenthaler

Galleria Gilda Lavia 01/07/2019 - 27/09/2019

mostra galleriagildalavia affecting

Affecting

Mostra collettiva degli artisti Marc Bauer, Gabriella Ciancimino e Oscar Giaconia.
L’aggettivo inglese che dà il titolo all’esposizione, vuole racchiudere e restituire un senso di avvicinamento e contaminazione, di incontro/scontro tra differenti linguaggi e percorsi artistici che dialogano negli spazi della galleria, ognuno con le proprie unicità.
Apertura: martedi - sabato 14:00 - 19:00.
  dettagli Mostra Mostra

Galleria Anna Marra 18/06/2019 - 19/07/2019

mostra galleriaannamarra invisibili

INVISIBILI

Galleria Anna Marra e? lieta di presentare nel proprio spazio espositivo la mostra Invisibili, a cura di Donatella Mezzotero. La collettiva riunisce cinque artisti di galleria, Veronica Botticelli, Claudia Peill, Perino & Vele, Daniel Rich e Chiara Valentini, rintracciando un fil rouge che ripercorre alcune delle tematiche chiave affrontate nelle esposizioni degli ultimi anni.
Incentrata sulla figura dell’uomo contemporaneo, la mostra si sviluppa in un percorso che racconta il genere umano offrendo allo spettatore degli spunti di riflessione su temi chiave legati alla nostra societa?.
Dagli aspetti piu? intimi e familiari, all’alienazione tipica delle grandi metropoli. Dall’unicita? dell’individuo, alla coscienza collettiva. Ognuno degli artisti espone punti di vista differenti per raccontare l’umanita?.
Inaugurazione: 19 giugno ore 18:30. Apertura: su appuntamento
lunedì - sabato 15.30 - 19.30.
  dettagli mostra mostra

Galleria Triphè 20/06/2019 - 15/07/2019

mostra galleriatriphe filipponesci

Recollections 1

Con “Recollections 1”, mostra del giovane artista Filippo Nesci, la galleria Triphè apre al tema dell’intelligenza artificiale e, più nello specifico, alle possibili connessioni con il mondo dell'arte. In esposizione 14 opere di cui 5 già presentate nella sede di Google in California e realizzate con l'arte del glitch che, come l’artista stesso ha spiegato in un'intervista rilasciata a Los Angeles nel 2016: “consiste in una sorta di lapsus di come da un errore tecnologico si finisca per generare una nuova forma d'arte”.
Gli altri lavori,presentati in questa prima personale dell'artista, sono una specie di “memorie digitali , una sorta di mix tra il poco che rimane di umano e la macchina tecnologica ; si potrebbe parlare,così, spiega l'artista, di una AI nostalgica”.
L'apertura di “Recollections 1” sarà accompagnata da un video dialogato, dall'atmosfera anch'essa un po' nostalgica, ma dalla comunicazione tecnologica attualissima dal titolo: “And Now i go to sleep”.
La mostra si propone,in certo qual modo, di stimolare al dibattito già affrontato nel 2017 allorchè il laboratorio Art & AI di Rutgers propose , per la prima volta, l'arte prodotta dall'algoritmo Aican.
Quest’ultimo, programmato per creare opere d'arte venne scambiato dal pubblico inconsapevole, come un vero e proprio artista al punto che, alcune delle sue opere furono vendute all'asta.
Apertura: Martedì - Sabato 10:00 - 13:00 e 16:00 - 19:00.
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Galleria Materia 12/06/2019 - 21/09/2019

mostra materia aindanao

André Mendes Ainda não

Matèria inaugura la stagione estiva con Ainda não, la prima mostra personale in Italia dell’artista brasiliano André Mendes, che aprirà mercoledì 12 giugno. André Mendes, invitato a far propri e ridefinire gli spazi di Matèria, intraprende un processo di occupazione e appropriazione della galleria attraverso una pratica che coniuga l'impegno per la ricerca concettuale con un'esperienza puramente estetica. Attraverso l'uso fluido di diversi media e il tentativo di superare i limiti imposti dalle tecniche e dal linguaggio pittorico l’artista fa del processo parte integrante del suo lavoro. Per rendere il pubblico partecipe e spettatore del processo creativo, dal 5 giugno in poi per i visitatori che attraversano il quartiere San Lorenzo di Roma, sarà possibile interagire con la nascita della mostra e assistere alla produzione dell’opera dell’artista brasiliano.
Ainda não (Non ancora) è la condensazione del caos creativo e del tentativo di trovarne un rimedio formale, una testimonianza della natura effimera della visione di Mendes sulla ricerca e la produzione artistica. L’artista riunisce entrambi gli aspetti in una collisione di approcci in cui installazione, scultura, pittura e disegno rinnovano la nostra comprensione di ciò che tradizionalmente ci si aspetta da uno spazio espositivo; evidenziando il divario tra ciò che intendiamo come finito - pronto a viaggiare dallo studio dell'artista alla galleria - e ciò che questa scelta toglie alla connivenza organica di idee, intuizioni e materiali.

Inaugurazione: 12 giugno ore 19:00.
Apertura: martedì - sabato 11:00 - 19:00.
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Galleria D'Arte F. Russo 13/06/2019 - 

mostra galleriarusso figuras

Diego Cerero Molina - Figuras

Si inaugura giovedì 13 giugno 2019 presso gli spazi della Galleria Russo la prima mostra personale dedicata a l'artista spagnolo Diego Cerero Molina, a cura di María Cecilia Vilches Riopedre.
La mostra sarà accompagnata dal catalogo a colori edito da Manfredi Edizioni.

Apertura: lunedì 16:30-19:30; martedì - sabato 10:00-19:00.
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T293 08/06/2019 - 03/08/2019

mostra t293 janashroder

Jana Schröder – Kadlites RS6-17

Jana Schröder torna alla galleria con una serie di nuovi dipinti monocromi, una continuazione della serie Kadlites.
In questi nuovi lavori la superficie pittorica si riduce per dare una maggiore importanza al contenuto e si trasforma in uno spazio per la contaminazione di linee ripetute e stratificate, che conferiscono densità, ritmo e armonia.
Schröder presenta la pittura concettuale nella sua molteplicità d'azione, in cui la costante pratica gestuale è sia meditativa che performativa. Questi "segni energetici" sono ripetutamente segnati dalla matita di grafite e dal pennello, mescolando la trementina con polvere di piombo. Cancellando alcuni tratti mediante una gomma o un altro dipinto, Schröder moltiplica i segni precedentemente tracciati, che si incrociano in nuove direzioni.
La ripetizione è "memoria invertita", secondo Kierkegaard, una produzione di qualcosa di nuovo, e non semplicemente una riproduzione di ciò che già esiste. I lavori di Schröder agiscono nel substrato dell'astrazione: i segni gestuali formano strati di livelli e diventano sperimentazioni reali. Queste tracce temporali e spaziali rappresentano una registrazione dell'esperienza pittorica dell'artista. I segni ti invitano ad avvicinarti alla tela, a studiare le linee e le loro progressioni più da vicino. Diventano una sfida percettiva per gli spettatori, che si trovano di fronte a un'idea che viene tradotta con energia in pittura.
Apertura: lunedì 15:00 - 19:00 / martedì - venerdì 12:00 - 19:00 sabato 9:00 - 19:00.
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White Noise Gallery 06/06/2019 - 26/07/2019

mostra whitenoisegallery leemadfwick

Lee Madgwick The nowhere sightseeing tour

Archeologia post-tecnologica, paesaggi urbani e natura incontaminata.
Lee Madgwick, artista inglese alla sua seconda personale presso la White Noise Gallery, approccia la banalità del nostro tempo costruendo immagini dal sapore distopico che richiamano pellicole come “I Figli degli Uomini” di Cuarón o “The Road” di Hillcoat.
È esattamente la capacità cinematografica di creare falsi che siano più veri del vero a donare alle sue opere un magnetismo primordiale e onirico. Come Pannini e Piranesi descrivevano il sapore dell’avventura del Grand Tour, così Madgwick, - perfetto pittore vedutista ipercontemporaneo - traspone su tela le sensazioni di una vita digitale, piatta e stereotipata propria di questo secolo di post-umanesimo.
Architetture popolari inghiottite dalla vegetazione, scorci di periferie anonime senza nessuna connotazione geografica o temporale, in cui le poche tracce di presenza umana sono effimeri segni in un luogo destinato a sopravvivere ai suoi creatori.
Le strutture sembrano appartenere integralmente alla natura che li avvolge e li nasconde, tronchi secolari o rocce franate provenienti da un passato ormai ininfluente. Un ciclo vitale in cui l’essere umano costruisce, abbandona ed infine scompare.
Inaugurazione: 6 giugno ore 18:30.
Apertura: martedì-venerdì 11:00-19:00; sabato 16:00-20:00.
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ADA Project 31/05/2019 - 27/07/2019

mostra adaproject pastocaldo

Giulio Delvè / Pastocaldo

L’inevitabilita? sociale dell’arte.
Nel periodo storico in cui viviamo, cosi? fragile e precario, faticoso e intenso, la potenza sovversiva dell’arte si manifesta nell’indicare vie alternative, diverse visioni, nuove attitudini.
La pratica artistica si converte cosi? in un filtro, uno strumento essenziale attraverso il quale analizzare la realta? circostante, che diviene materia e argomento di un’indagine oggettiva sulle pratiche sociali.
La ricerca artistica recente di Giulio Delve? si focalizza sull’analisi di pratiche di autorganizzazione e di autogestione collettiva: strategie di sopravvivenza ed economie alternative sviluppatesi dal basso, in risposta alle dinamiche sociali e ai fenomeni di marginalita?, che governano i contesti gentrificati e che si manifestano all’interno dei nuclei sociali maggiormente segnati da difficolta?.
In Pastocaldo gli aiuti FEAD, messi a disposizione dalla Comunita? Europea per le famiglie indigenti, vengono riletti e riorganizzati, aprendosi cosi? a ulteriori funzioni e nuove possibilita? semantiche; i diversi formati di pasta sono cotti e assemblati, fino a convertirsi in gioielli, successivamente riprodotti con microfusioni in ottone e indossati da modelli in jesmonite. Cosi? come il packaging e la grafica utilizzati per identificare i FEAD, sono trasformati in elementi testuali, sviluppati su paramenti in PVC.
La pratica artistica di Delve? nasce dal coinvolgimento diretto e dalla profonda osservazione della realta? circostante, attraverso cui, l’evidenza di “oggetti cercati”, viene rielaborata sviluppandone le qualita? evocative. L’approccio manipolatorio di Delve? accompagna lo spettatore oltre il livello di superficiale osservazione, stimolando la comprensione di nuovi significati associati all’oggetto e indicando un sistema di pensiero alternativo. Delve? attinge ad un personale universo simbolico che, superando le riflessioni connesse all’identita? dell’opera, ricontestualizza l’oggetto, innescando la capacita? di sovversione dell’arte.
Apertura: martedì - sabato 13:00 - 19:00.
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1/9unosunove 24/05/2019 - 14/09/2019

mostra 19unosunove simoncalleryvalentinadamaro

Simon Callery / Valentina D'Amaro

Doppia mostra personale di Simon Callery e Valentina D’Amaro.
Entrambi gli artisti, pur da differenti punti di vista e con diverse poetiche, riflettono da anni sul tema del paesaggio, con una particolare attenzione al modo in cui esso viene percepito.
Simon Callery (Londra, Regno Unito, 1960) esplora le qualità fisiche della pittura tentando di rispecchiare l’esperienza materiale del paesaggio. Le sue tele non costituiscono “quadri” nel senso classico del termine, presentando diverse singolarità quali spazi vuoti, buchi ed elementi tridimensionali che non ne limitano l’esperienza alla sola visione. Le opere esposte da 1/9unosunove sono state realizzate proseguendo il lavoro di ricerca iniziato da Callery lo scorso inverno come Abbey Fellow in Pittura presso la British School di Roma. Attraverso un lungo processo grandi pezzi di tela imbevuti di pigmento sono entrati direttamente in contatto con diversi elementi fisici della città (rovine archeologiche, parchi periferici e acque del fiume Tevere) che li hanno marchiati e forati. Valentina D’Amaro (Massa, Italia, 1966) condensa, invece, l’essenza del paesaggio naturale in immagini figurative dall’atmosfera sospesa. Il punto di partenza è la fotografia, ma utilizzata fin dall’inizio con lo “sguardo del pittore”. L’immagine dipinta trascende, infatti, la rappresentazione realistica attraverso un’elaborazione formale che trasforma il paesaggio naturale in una metafora che rimanda ad altro da sé. Da 1/9unosunove D’Amaro presenta una selezione di opere della sua ultima serie Viridis, iniziata nel 2016 come diretta evoluzione del ciclo precedente intitolato Vespro.
Inaugurazione: 24 maggio ore 19:00.
Apertua: martedì - venerdì 11:00-19:00; sabato 15:00-19:00.
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Futurism&Co 15/05/2019 - 15/09/2019

mostra futurismco futurismsenzatema

FUTURISM - SENZA TEMA

Il futurismo si espresse come concezione dell’attività umana nel mondo. Come nuova apertura dell’opera d’arte verso l’esterno, verso la vita vissuta. Un’innovazione formale palese nel dinamismo delle figure che è soprattutto un tentativo di oltrepassare la materialità del quadro, il suo limite oggettuale e di connetterlo al divenire della materia. Allo stesso tempo, il quadro futurista vuole superare se stesso risolvendosi in una dimensione puramente sensoriale, come se non vi fosse differenza alcuna tra il sorbire una bevanda e os- servarlo, o toccarlo. L’opera futurista si basa sul superamento del limite che a volte essa stessa pone. Sullo sconfinamento tra generi artistici, tra linguaggi e tra espressioni mediali. L’opera futurista ambisce alla lucen- tezza del metallo e all’immaterialità delle sensazioni, ai profumi e al gusto. L’opera futurista considera il suo “soggetto”, un’automobile, un concerto, una paesaggio aereo, una motocicletta o un bicchiere, come altret- tante essenze che si trasferiscono ed esprimono nel loro moto. Nell’opera futurista la materia prende vita e l’uomo è pensato in quella stessa materia, come se fosse diventato qualcos’altro. Così si apre a un futuro, determina la possibilità del suo futuro. Una nuova condizione vitale che interpreta e si fa carico anche delle contraddizioni della modernità. La pittura futurista è aggressiva, sconcertante, ma allo stesso tempo assertiva e spesso gioiosa. L’opera futurista registra la pressione atmosferica, la composizione chimica attraverso forme e colori. La visione a volte è dall’alto in basso, il corpo umano meccanico dei nuovi aeroplani sorvola paesag- gi trascorrenti, mentre esso stesso è deformato dal contrasto con l’aria. L’opera futurista rappresenta sistemi astrali e dinamismi plastici, in forme di astrazione nelle quali permane una consistenza espansiva, mobile, della forma/soggetto. L’opera futurista è solo una parte della filosofia futurista, che si eterna egualmente nell’azione, nella polemica, nella cucina, nell’aviazione, nell’invenzione di nuovi oggetti. La filosofia futurista è contraddittoria e quindi vitale. Negativa e attiva. L’opera futurista non sconta alcuna differenza rispetto agli oggetti quotidiani, alle sensazioni che si prova usandoli. L’opera futurista si connette ai nostri sistemi interme- diali, è totalmente estroflessa, trasmessa. L’opera futurista è comunicazione effimera. È l’atto di comunicare, con una lettera postale come con un vestito. L’opera futurista è apparire, imprimersi. L’opera futurista è l’im- pressione dinamica del corpo e dell’ambiente, giacché viviamo collegati agli oggetti che usiamo e costruiamo noi stessi il nostro spazio.
A cura di Giancarlo Carpi
Apertura: lunedì 14:00-19:30; martedì - sabato 11:30-19:30.

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Francesca Antonini Arte Contemporanea 21/05/2019 - 19/07/2019

mostra francescaantonini iposcenio

Guglielmo Castelli - Iposcenio

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare Iposcenio, terza mostra in galleria dell’artista Guglielmo Castelli (Torino, 1987).
A cinque anni dalla personale Eparina del 2014, questo progetto intende fare il punto sugli sviluppi più recenti del lavoro del pittore torinese, presentando un nucleo di opere inedite, ideate e prodotte specificamente per questa occasione. In queste ultime tele è possibile leggere una nuova, matura, fase della sua ricerca, con l’utilizzo di una gamma cromatica più accesa e una spiccata attenzione verso il dettaglio e l’ornamento, informata dallo studio della grande pittura europea del Novecento.
Il modo di trattare lo sfondo è consapevole e strutturato: le figure sono collocate all’interno di spazi psicologici, attraversati da forze e dinamiche alle quali possono opporre resistenza o invece arrendersi. Nei lavori in mostra Castelli mette in discussione la relazione tra spazio interno ed esterno, viscere e ambiente, rovesciando in qualche modo i precetti della pittura rinascimentale, con il suo sistema di rigide relazioni geometriche e razionali. La riflessione sulla costruzione dello spazio si allarga in Iposcenio oltre i confini della tela, con una grande installazione ambientale che raccoglie e accompagna le opere in mostra nella sala centrale della galleria: emerge qui la formazione dell’artista in ambito scenografico, da cui deriva l’attitudine verso la composizione degli spazi scenici e la “mise en scène”. Per la prima volta l’artista presenta inoltre gli esiti di alcune sperimentazioni con la ceramica, in cui il modellato replica le posture “liquide” dei personaggi dei dipinti. La pittura di Castelli esce così dalla superficie della rappresentazione per prendere corpo nello spazio, moltiplicando le possibilità narrative e proiettandosi in un nuovo campo di ricerca.
Inaugurazione: 21 maggio ore 18:00.
Apertura: martedì - venerdì 12:00-19:00; sabato 10:30-13:30.
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28 Piazza di Pietra 16/05/2019 - 31/07/2019

mostra 28piazzadipietra rovineurbane

ANDREA CAPANNA / ROVINE URBANE

Seconda personale di Andrea Capanna nello spazio di Francesca Anfosso.
Secondo capitolo di una visuale urbana che affronta e rimodula l’archeologia del presente.
L’artista riparte dal punto in cui si era interrotto il primo flusso espositivo.
Sarebbe meglio dire, prosegue la sua metabolizzazione di una Roma mineralizzata.
Ovvero, la sua masticazione visiva della città sgretolata, consunta, geologica.
Un canto figurativo narra la pelle meticcia, mangiata dal tempo, piena di ferite e suture… è la pelle delle pietre romane e medievali, del tufo e del travertino, del mattone a cortina, del cemento armato, delle protesi stradali, della ruggine e delle polveri depositate… Roma magnetizza sulla sua cute il tempo secolare, le vicende pubbliche e private, i vizi e le virtù di un luogo che si trascina un immenso passato sul faticoso sentiero del presente.
Andrea Capanna parte da un’impronta fotografica, da una specie di resto archeologico del dagherrotipo primigenio, una scatola nera che contiene la sequenza biologica del DNA CAPITALE. Le tracce fotopittoriche sono la garanzia di una città resistente, autoimmune, in gara con la Storia e la dimensione prototipica del futuro. Tracce di pietra e atmosfera che si dissolvono ma riaffiorano ogni volta, così come la consumazione pittorica sgretola ma si rinnova di continuo… il quadro come un meccanismo chimico tra fragilità e rinnovamento, simile agli strati secolari di intonaco sovrapposto, simile ai décollage rotelliani che includevano il presente mediatico nel muro ferito.
Vi state chiedendo quali siano i passaggi tecnici per “fotografare” sul quadro l’identità organica della città? Dovrete intuirli da soli, senza indicazioni sul processo, diluendo la tecnica nel risultato emotivo e concettuale. Perché non serve rivelare le istruzioni dietro i processi, sarebbe come chiedersi che marca di neon usasse Dan Flavin o chi fornisse gli orinatoi a Marcel Duchamp. Le informazioni tecniche restano chiuse nel laboratorio privato dell’autore, in quel luogo intimo dove l’arte trova la sua camera di decompressione. L’artista restituisce al mondo il risultato di questo processo, invia al pubblico la sua versione fragilmente resistente, la sua terapia estetica che irradia influenze visive e vertigini sentimentali. La sua Roma è dura e al contempo avvolgente, sfacciata e silenziosa, latina e internazionale, selvaggia e amorevole come una lupa coi suoi cuccioli svezzati.
ROVINE URBANE di una Roma senza retorica, sul crinale tra evidenze e sorprese, una città che accorpa memorie e modernismi nel suo clima monumentale ma eternamente tellurico. Capanna mescola tecniche manuali con soluzioni a tecnologia low-fi, così da mantenere alta la frequenza cardiaca della Storia e l’impatto filologico del presente. Quadri di medio formato che diventano schermi a fuoco lento, in ebollizione morbida e continua, ad alta temperatura ma senza che si bruci l’evidenza della figurazione. Il realismo vibra dentro il processo elaborativo, permane nel quadro uno status iconografico che non disperde il senso del costruire. E’ come se, anziché destrutturare la forma, ci fosse la costanza di una ricostituzione della memoria, dei mille frammenti che si compattano in aggregati cellulari.
Inaugurazione: 15 maggio ore 18:30
Apertura: lunedì - sabato 11:00-13:00 / 16:00-20:00.
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Magazzino 15/05/2019 - 15/07/2019

mostra magazzino namsalsiedlecki

NAMSAL SIEDLECKI

Magazzino e? lieta di annunciare A, la prima mostra personale di Namsal Siedlecki in galleria. La mostra aprirà al pubblico Mercoledì 15 Maggio 2019 e restera? visibile fino al 15 Luglio 2019.
Siedlecki ha deciso di elaborare un approccio legato a due traiettorie separate, con in comune l’idea del desiderio e della sua realizzazione. Da un lato, l’artista ha raccolto circa centotrentamila monete tra quelle che vengono quasi quotidianamente raccolte nella Fontana di Trevi e che, per vari motivi (coni? inesistenti, valore di cambio troppo basso, danni o modifiche sulle monete) non vengono cambiate e sono semplicemente accumulate e accatastate. Medaglie, gettoni, monete intagliate o modificate rappresentano per Siedlecki un insieme di desideri bloccati in una sorta di limbo, in attesa di un compimento.
In questo limbo si possono accostare anche le figure votive, scoperte a Clermont-Ferrand (nella regione francese dell’Alvernia) come risultato di uno scavo degli anni Sessanta, in un pozzo di epoca gallica. Questi ex-voto propiziatori, scolpiti in legno di faggio, in maniera analoga a quelli moderni rappresentano parti del corpo umano, spesso una mano che tiene un oggetto sferico tra le dita (una pietra, una moneta) come auspicio di fecondità e prosperitàà. L’artista si e? appropriato di questi oggetti scansionandoli in 3D per ottenerne dei calchi in cera, che poi verranno sottoposti ad un bagno galvanico di lunga durata, che ne confonderà i lineamenti e ne deformerà la forma originale. Come nelle sculture Gandha?ra, presentate di recente a Berlino, Siedlecki con questa “esagerazione” del procedimento galvanico vuole riflettere sulla stratificazione: la vasca in mostra e? un’ulteriore fonte, o un pozzo in cui il tempo agisce in diretta sugli oggetti e li modifica, li confonde e nasconde i connotati.
La trasformazione performativa e corale dei singoli elementi che compongono l’humus concettuale di questa mostra, è forse l’aspetto principale del carattere processuale che sarà l’anima dell’installazione in galleria. In questo senso, le monete assumeranno volta per volta forme diverse, anche pensate a supporto dei frammenti galvanizzati. Su alcune sarà evidente l’idea del tempo come stratificazione e deformazione, altre invece, saranno “a servizio” della trasformazione e usate come anodi nella vasca galvanica che, per tutta la durata della mostra, agirà sulle opere condensando il tempo in una stratificazione fisica di rame sulla superficie delle sculture. Il risultato sarà una continua trasformazione dello spazio tra forme grezze e oggetti finiti, l’accumulo. Le disposizione di ognuno degli elementi.
La mostra sarà accompagnata da un contributo critico di Ilaria Gianni.
Apertura: martedì - sabato 11:00 - 20:00.
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Operativa Arte Contemporanea 16/03/2019 - 15/05/2019

mostra operativaartecontemporanea partyheroes

Party Heroes

Operativa Arte Contemporanea è lieta di presentare Party Heroes, la mostra per festeggiare il sesto anniversario della galleria in modo davvero speciale.
Lo festeggeremo con Gino De Dominicis, che ci invita al cocktail per brindare al Superamento del Terzo Principio della Termodinamica.
Lo festeggeremo con Renzo Vespignani, che dipinge quella delirante festa nel 1967 con le due donne della sua vita.
Lo festeggeremo con Alessandro Dandini de Sylva, che ribalta le luci di un club nella surreale visione di un’eclissi con un’artificiale magia da banco ottico.
Lo festeggeremo con Emiliano Maggi, che ci accoglie nel suo evanescente scenario punk rinascimentale.
Lo festeggeremo con Giovanni Copelli, che ci racconta su uno strepitoso paravento di una giostra medievale che finisce in un delirante banchetto.
Lo festeggeremo con Vinicius Jaime Vallorani, i cui segni minimali sulla tela nascondono un mondo di fuochi d’artificio, cocktails e luci stroboscopiche.
Lo festeggeremo con Laura Grisi, che porta una torta, anzi tre.
E lo festeggeremo infine con Tano Festa.
Di questa serata non resteranno che bicchieri rovesciati, scarpe abbandonate e ricordi sbiaditi sparsi come i suoi coriandoli.
La mostra includerà opere di:
Giovanni Copelli, Alessandro Dandini de Sylva, Gino De Dominicis, Tano Festa, Laura Grisi, Emiliano Maggi, Vinicius Jayme Vallorani, Renzo Vespignani.
Apertura: mercoledì - sabato 16:00 - 19:00.

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Galleria Afnakafna 28/02/2019 - 05/03/2019

mostra afnakafna readyhandmade

Ready (hand) made

In mostra 12 opere a 6 mani con Angelo Barile, Cristina Bazolli, Stefano Bolcato, William Adolphe Bouguereau, Antonella Caraceni, Ixie Darkonn, Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Edward Hopper, Mr.Klevra, Krayon, Ksenja Laginja, Roy Lichtenstein, René Magritte, Amedeo Modigliani, Mauro Molle, omino71, Paolo Pilotti, Ingrid Pintau, Pierre-Auguste Renoir, Raffaello Sanzio, Vincent van Gogh, Andy Warho e 12 anonimi (wu ming) pittori-copisti di Dafen.
“Non è dove prendi le cose, ma dove le porti” diceva Jean-Luc Godard, partendo da questo assunto Antonella Caraceni ha selezionato e invitato 12 artisti italiani per restituire autenticità ad altrettante copie di capolavori d’arte realizzati da anonimi pittori-operai-copisti di Dafen, il villaggio urbano cinese specializzato nella riproduzione a mano di copie d’arte, una vera e propria “catena di montaggio” nella quale si concentra il 60% della produzione mondiale dei dipinti a olio.
Un progetto che ruota intorno aicapisaldi classici della verità, dell’identità e dell’originalità..
Apertura: mercoledì - venerdì 10:00 - 20:00, martedì e domenica 12:00 - 20:00
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Casa Vuota 16/02/2019 - 31/03/2019

mostra casavuota adestrasecondopiano

A destra, secondo piano

“A destra, secondo piano” è il titolo scelto per una mostra di Casa Vuota che si ispira al tema della festa, mettendo in dialogo nello spazio espositivo domestico del Quadraro le opere delle artiste Natascia Abbattista, Mariantonietta Bagliato e Patrizia Piarulli.
La mostra rievoca le memorie che tutti conserviamo delle feste in casa che hanno attraversato la nostra vita: dalle serate danzanti col grammofono che hanno fatto ballare i nonni, ai ritrovi di compleanno dell’infanzia, fino ai primi baci strappati su un divano nell’adolescenza e ai momenti più posati dell’età adulta.
Le artiste ripercorrono questi diversi momenti concentrandosi su cosa accade quando la festa finisce. Ciò che prima era gioioso e colorato, rumoroso e affollato si intristisce, impallidisce, diventa silenzioso e vuoto. La malinconia delle tracce e dei resti che si accumulano diventa un’allegoria della vita stessa e sottolinea la precarietà e l’inafferrabilità di ogni istante.
Apertura: su appuntamento.
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Doroty Circus Gallery 15/06/2019 - 

mostra dorotycircus hikaryshimodamillo

Hikari Shimoda e Millo

Ad inaugurare la stagione estiva della Dorothy Circus Gallery sarà la Doppia personale dedicata a due grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale: Millo e Hikari Shimoda. La Dorothy Circus Gallery è inoltre orgogliosa di ricevere in questa occasione il patrocinio della Fondazione Italia e Giapponee di far parte della Japan-UK Season of Culture 2019-2020supportata dall’Ambascia Giapponese nel Regno Unito.
In un profondo dialogo, volto a rappresentare il loro punto di vista sull’adolescenza e la gioventù di oggi, si incontreranno la coloratissima e disarmante pittura della pittrice giapponese Hikari Shimoda, e la poeticissima ed emozionale Street Art dell’italiano Millo, riempiendo le pareti di entrambe le Dorothy Circus, Roma e Londra.
Ciascun artista presenterà una collezione inedita di 10-12 opere su tela di vari formati, diversamente e parallelamente facenti parte di un tema comune. Entrambi visualizzando storie, aspettative e fragilità di una generazione senza tempo, quella degli adolescenti di oggi e dei loro genitori, gli eterni fanciulli di ieri.
Apertura: lunedì - venerdì 10:30 - 18:30 / sabato 11:30 - 19.30:00.
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