ROMArtguide.it MUSEI / GALLERIE: novità

Scavi di Ostia Antica - Museo Ostiense
Le terme del Buticosus sono riaperte al pubblico

02/06/2020 - 31/12/2020

Dopo un sapiente intervento di restauro, il sito termale del Buticosus, è nuovamente fruibile, rendendo ancora più completo il percorso all'interno dell'antica città di Ostia. L'impianto termale ...   dettagli

MAXXI
MAXXI - Sostienici Ora

Che tu sia un privato cittadino o un’azienda, oggi il tuo contributo e la tua generosità possono fare ancora di più la differenza. Ci sono tanti modi per sostenerci e sostenere le nostre attività, ...   dettagli

Musei in Comune
Foto In Comune - Archivio

A Zètema Progetto Cultura s.r.l. è stata affidata dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale la gestione dell’archivio e del servizio di vendita on line delle immagini.   dettagli

APPUNTAMENTI ONLINE DI CASA DEL CINEMA

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Casa Del Cinema   dal 11/01/2021 al 17/01/2021

Per il ciclo una “Una mattina in Italia”, 15 lezioni di cinema realizzate da una partnership fra Casa del Cinema, Rai Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia e l’IIC di Amsterdam:
_ 12/01/2021 lezione n.7, “La scenografia” (con Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo);
_ 13/01/2021 tornano i consigli sul documentario con la rubrica di Maurizio di Rienzo “Il tempo del documentario” che questa volta segnalerà il documentario “Il nostro Eduardo”, diretto da Didi Gnocchi, che presenta un Eduardo De Filippo raccontato dalla “famiglia”;
_ 14/01/2021 lezione n.8, “La fotografia” (con Beppe Lanci e Caterina d’Amico);
_ 15/01/2021 Giorgio Gosetti prosegue il suo racconto sulla storia del cinema con il capitolo XII della sua rubrica “E il cinema cambiò il mondo, il viaggio nella storia rivoluzionaria della settima arte” dal titolo “Anni 80: l’era della televisione”;
_ 16/01/2021 ore 11:00 - nuovo appuntamento con “Ritroviamoli. Film, attori, storie, musica”, a cura di Mario Di Francesco;
_ 17/01/2021 per “Voci del teatro” verrà proposto l’incontro con Mariangela Melato (4 aprile 2005) dopo la proiezione del film “Dimenticare Venezia”, di Franco Brusati. Conduceva l’incontro Gianmario Feletti.

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Visitiamo le Chiese di Roma

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Basilica di San Giovanni In Laterano

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L’Arcibasilica del SS.mo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, comunemente detta San Giovanni in Laterano, sorge nelle vicinanze del monte Celio. E’ la mater et caput di tutte le chiese di Roma e del mondo.
In questa zona, sorgeva anticamente una dimora di proprietà della nobile famiglia dei Laterani. La loro casa sorgeva nei pressi della Basilica, probabilmente verso l’attuale Via Amba Aradam, e i terreni coprivano tutta la zona che comprende anche l’attuale area basilicale.
Secondo gli “Annali” di Tacito nel 65 queste case e terreni furono confiscati dall’Imperatore Nerone, poiché Plauzio Laterano, console designato per l’anno 65, cospirò contro l’imperatore stesso nella congiura detta dei “Pisoni”. Fallita la congiura, Plauzio fu condannato a morte ed espropriato dei suoi beni, che passarono all’Erario Imperiale. Successivamente (201 ca.) parte di questi terreni furono utilizzati da Settimio Severo, che per consolidare l’organico della propria guardia del corpo formata dagli equites singulares (cavalieri scelti) che avevano una caserma nei pressi dell’attuale Via Tasso, si trovò nella necessità di costruire una seconda caserma che accogliesse le nuove leve. Scelse a tal fine l’area lateranense, dove l’erario imperiale aveva svariate proprietà, prima di tutte quella dei Laterani, acquisite con la confisca neroniana. In una parte di questi terreni dei Laterani l’imperatore edificò un grande complesso militare chiamato Castra nova equitum singularium (Nuova Caserma delle guardie scelte). Gli scavi, condotti a più riprese sotto il pavimento della basilica e sotto il chiostro, hanno rimesso in luce vari tratti delle fondazioni severiane, e parte dell’alzato del piano terreno della Caserma.  dettagli

Basilica di San Giovanni In Laterano Basilica di San Giovanni In Laterano

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Basilica di San Pietro

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Dopo la basilica costantiniana, per la riedificazione della nuova basilica papa Giulio II scelse Donato Bramante il quale coltivava l'idea di sovrapporre il Pantheon al Tempio della Pace, come allora era chiamata la basilica di Massenzio; cioè fondere due tipi di tempio che già Leon Battista Alberti aveva indicati come esemplari: quello "etrusco", rappresentato dalla basilica di Massenzio per una sua errata interpretazione di Vitruvio, e quello rotondo, quale era il Pantheon. La nuova basilica era stata inizialmente concepita come un grande quadrato sormontato da una cupola che, sostenuta da grandiosi pilastri, si doveva librare in alto, quasi sospesa nello spazio. Dalla stessa cupola si dipartivano quattro bracci di croce greca che terminavano, all'interno ad abside rotonda, e all'esterno in linea retta. Tuttavia, il progetto rimaneva poco definito e ipotizzava una dilatazione fino a dimensioni fuori misura che avrebbero presentato non poche difficoltà di realizzazione. I lavori furono interrotti dalla morte prematura di Bramante, avvenuta l'11 aprile 1514. Fino ad allora si era compiuta solo una drastica opera di demolizione innalzando, contemporaneamente, i giganteschi piloni e i quattro archi che avrebbero dovuto sostenere la cupola, e avviando la parte iniziale del braccio di croce meridionale. Prima di morire, Bramante stava lavorando ad una seconda ipotesi con sviluppo a croce latina, poi ripresa da Raffaello Sanzio quando, per volere di Leone X Medici, ricevette l’incarico di proseguire la costruzione insieme a Fra’ Giocondo da Verona, nominato il 1 novembre 1513 e il quasi settantenne Giuliano da Sangallo, nominato il 1 gennaio 1514. Ma anche questo progetto rimase sulla carta, poiché tutti e tre gli architetti morirono nel breve giro di sei anni. Nei fatti, fu costruita solo la base dell’immenso coro occidentale progettato a suo tempo da Bramante - in seguito abbattuto e modificato da Michelangelo con una soluzione più compatta e di dimensioni realizzabili - e l’inizio del deambulatorio sud.  dettagli

Basilica di San Pietro Basilica di San Pietro

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Basilica di Santa Maria Maggiore

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La Basilica Papale di S. Maria Maggiore è un autentico gioiello ricco di bellezze dal valore inestimabile. Da circa sedici secoli domina la città di Roma: tempio mariano per eccellenza e culla della civiltà artistica, rappresenta un punto di riferimento per i cives mundi che da ogni parte del globo giungono nella Città Eterna per gustare ciò che la Basilica offre attraverso la sua monumentale grandezza.Sola, tra le maggiori basiliche di Roma, a conservare le strutture originali del suo tempo, sia pure arricchite di aggiunte successive, presenta al suo interno alcune particolarità che la rendono unica: i mosaici della navata centrale e dell'Arco trionfale risalenti al V secolo d.C. realizzati durante il pontificato di Sisto III (432-440) e quelli dell'Abside la cui esecuzione fu affidata al frate francescano Jacopo Torriti per ordine di Papa Niccolò IV (1288-1292); il pavimento "cosmatesco" donato dai cavalieri Scoto Paparone e figlio nel 1288; il soffitto cassettonato in legno dorato disegnato da Giuliano San Gallo (1450); il Presepe del XIII sec.di Arnolfo da Cambio; le numerose cappelle (da quella Borghese a quella Sistina, dalla cappella Sforza a quella Cesi, da quella del Crocifisso a quella quasi scomparsa di San Michele); l'Altare maggiore opera di Ferdinando Fuga e successivamente arricchito dal genio di Valadier; infine, la Reliquia della Sacra Culla e il Battistero. Ogni colonna, ogni quadro, ogni scultura, ogni singolo tassello di questa Basilica compendiano storicità e sentimenti religiosi. Dal pellegrino devoto raccolto in preghiera al semplice appassionato di arte, emozionato dalle opere dei geni artistici, potranno gustare intimamente le emozioni che questo luogo così sacro offrirà loro.  dettagli

Basilica di Santa Maria Maggiore Basilica di Santa Maria Maggiore

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Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

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La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme si trova a Roma, nel Rione Esquilino, a ridosso delle Mura Aureliane e dell'Anfiteatro Castrense, tra la Basilica di San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore. Santa Croce fa parte del percorso di visita delle Sette Chiese che i pellegrini anticamente visitavano a piedi. All’epoca dell’imperatore Augusto la zona dell’Esquilino era periferica e a carattere residenziale; fu scelta dagli imperatori Severi, nel III sec. d.C. per costruire la residenza imperiale che comprendeva un palazzo, il Circo Variano e l'Anfiteatro Castrense, poi incluso nelle Mura Aureliane costruite tra il 271 e il 275 d.C. Per volontà dell'imperatore Costantino il palazzo venne ristrutturato e gli fu attribuito il nome di “Sessorium”; nel 324, quando Costantino trasferì la capitale dell’impero a Costantinopoli, la residenza restò proprietà di sua madre Elena e subì molte modifiche fra cui la più importante fu la trasformazione di una parte del complesso residenziale in una cappella atta a contenere le reliquie della Croce, rinvenute dalla sovrana sul Monte Calvario. Tale cappella divenne poi il nucleo dell’attuale basilica di S. Croce, per questo chiamata in origine “Basilica Eleniana” o “Sessoriana”. Nell'VIII secolo la basilica venne restaurata sotto i papi Gregorio II e Adriano I. Nel XII secolo, con Lucio II, la chiesa subisce il primo radicale intervento di adattamento secondo lo stile romanico, e viene creata una struttura a tre navate con l'aggiunta di un campanile a torre e di un portico. Numerosi sono stati i lavori di restauro e le modifiche nel corso dei secoli: fra di essi si devono ricordare quelli effettuati dal Cardinal Mendoza ( 1478-1495) a cui è legato anche il ritrovamento, in una cassetta murata nell’arco absidale della chiesa, del Titulus Crucis. La tavoletta lignea inscritta ( un tempo posta sulla Croce di Gesù Cristo) è ancora visibile all’interno della Basilica. L’aspetto attuale risale al Settecento.  dettagli

Basilica di Santa Croce in Gerusalemme Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

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Basilica di San Lorenzo Fuori le mura

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La primitiva basilica (Basilica maior) fu eretta nel IV secolo dall'imperatore Costantino I vicino alla tomba del martire Lorenzo, come altre basiliche cimiteriali della stessa epoca (San Sebastiano sulla via Appia, Sant'Agnese fuori le mura, Santi Marcellino e Pietro, presso Torpignattara). Proprio sopra la tomba fu contemporaneamente costruito un piccolo oratorio. L'oratorio fu rimpiazzato da una nuova chiesa all'epoca di papa Pelagio II (579-590). Per un certo periodo coesistettero dunque la Basilica maior costantiniana, che in un momento imprecisato fu dedicata alla Madonna, e una "basilica minore", pelagiana. Tra il IX e il XII secolo, tuttavia, la basilica costantiniana fu probabilmente abbandonata. Papa Onorio III, in occasione forse dell'incoronazione di Pietro II di Courtenay come imperatore latino di Costantinopoli, nel 1217, iniziò grandi lavori di ampliamento della basilica di Pelagio II: la chiesa fu prolungata verso ovest, abbattendo la vecchia abside, l'orientamento fu ribaltato e la vecchia basilica divenne il presbiterio rialzato della nuova chiesa, che presenta ancora oggi un pavimento più alto nella navata centrale. La nuova basilica era decorata da affreschi che illustravano la vita di san Lorenzo e di santo Stefano, il primo martire cristiano, sepolto sotto l'altare maggiore insieme al santo titolare della chiesa. La basilica di San Lorenzo fuori le Mura fu sede del patriarca latino di Gerusalemme dal 1374 al 1847, anno in cui Papa Pio IX ripristinò la sede a Gerusalemme. La chiesa subì trasformazioni nel periodo barocco, ma le aggiunte furono eliminate con il restauro dell'architetto Virginio Vespignani tra il 1855 e il 1864. Il 19 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa fu gravemente colpita durante il primo bombardamento alleato su Roma. Dopo la distruzione bellica, la basilica fu ricostruita e restaurata con il materiale originale: i restauri, terminati nel 1948, permisero l'eliminazione di strutture aggiunte nel XIX secolo, tuttavia gli antichi affreschi della parte superiore della facciata erano irrimediabilmente perduti.  dettagli

Basilica di San Lorenzo Fuori le mura Basilica di San Lorenzo Fuori le mura

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Basilica Di Santa Sabina

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La chiesa fu costruita dal sacerdote Pietro di Illiria tra il 422 e il 432, sotto il pontificato di Celestino I. Sulla controfacciata della chiesa esiste un mosaico che riporta in esametri latini la dedica della chiesa. La costruzione avvenne sulla casa della matrona romana Sabina, poi divenuta santa, di cui resta all'interno, addossata alla parete di destra, una colonna di granito. Come risulta da alcune iscrizioni ritrovate nei pressi della basilica (CIL VI, 364 e CIL VI, 365), vicino alla chiesa era presente il tempio di Giunone Regina, 24 colonne del quale furono utilizzate per l'edificazione della chiesa. Nel IX secolo, la chiesa venne inglobata nei bastioni imperiali. L'interno fu profondamente rimaneggiato nel corso dei restauri di Domenico Fontana nel 1587 prima e di Francesco Borromini nel 1643 poi. [3] riportarono la chiesa - trasformata in lazzaretto a partire dal 1870, in seguito alla soppressione dei monasteri - alla struttura originaria.[4] I restauri di Antonio Muñoz furono condotti in due fasi: 1914-19 e 1936-37 Il campanile venne costruito nel XII o XIII secolo e rifatto in epoca barocca. La parte superiore è mozzata e ospita tre campane, risalenti al 1596, 1843 e 1906.  dettagli

Basilica Santa Sabina Basilica Santa Sabina

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Basilica di San Paolo Fuori le Mura

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Nel 313 l´Imperatore Costantino ha promulgato l´Editto di Milano, con cui pose fine alle persecuzioni contro i Cristiani e conferì loro libertà di culto, favorendo la costruzione di luoghi di preghiera. Pertanto, il luogo del martirio di San Paolo, meta di pellegrinaggi ininterrotti dal I secolo, venne monumentalizzato con la creazione di una piccola basilichetta, di cui si conserva solo la curva dell´abside. Si doveva trattare di un piccolo edificio probabilmente a tre navate, che ospitava in prossimità dell´abside la tomba di Paolo, ornata da una croce dorata. La grandiosa Basilica dei Tre Imperatori La chiesetta costantiniana divenne troppo piccola rispetto all´afflusso dei pellegrini, e si ritenne necessario distruggerla per far posto ad una più grande basilica e cambiarne l’orientamento, da est ad ovest. La Basilica di San Paolo, con la sua imponente struttura bizantina, è la più grande basilica patriarcale di Roma dopo San Pietro in Vaticano; la sua pianta è lunga 131,66 m, larga 65 m e alta 30 m e comprende cinque navate (una grande navata centrale di 29,70 m, affiancata da quattro navate laterali) sostenute da una "foresta" di 80 colonne monolitiche in granito.  dettagli

Basilica di San Paolo Fuori le Mura Basilica di San Paolo Fuori le Mura

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Basilica di San Clemente

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La basilica di S. Clemente è situata a circa trecento metri al di là del Colosseo, sulla strada in lieve salita che dalla valle tra il colle Oppio e il Celio porta a San Giovanni in Laterano. Prende nome da S. Clemente Papa, terzo successore di S. Pietro, morto intorno all’anno 100 d.C. Fino a cento anni fa era anzi opinione generale che la chiesa attuale fosse la stessa a cui si riferiva S. Gerolamo quando, intorno al 390, egli scriveva che nominis eius memoriam usque hodie Romae extructa ecclesia custodii. Ma nel 1857 il Padre Joseph Mullooly, allora Priore di San Clemente, cominciò dei lavori di scavo sotto alla basilica attuale nel corso dei quali non solo scopri la basilica originaria, del IV secolo, immediatamente al di sotto, ma anche, ad un livello ancora più basso, i resti di costruzioni più antiche ancora, del I secolo. Scavi successivi, particolarmente quelli diretti nel 1912-14 da Padre Louis Nolan in occasione della costruzione di un canale di scolo tra San Clemente e il Colosseo, rivelarono che al disotto di questo terzo strato archeologico ve ne era addirittura un quarto, cui appartenevano le costruzioni distrutte dall’incendio di Nerone nel 64 d.C.Nel primo secolo dunque il livello della vallata su cui sorge San Clemente era di una ventina di metri circa più basso del livello attuale. Dopo l’incendio del 64, gli edifici sventrati furono riempiti di terra e servirono da fondamenta per altre costruzioni poste ad un livello approssimativamente corrispondente a quello cui oggi si trova la base del Colosseo.  dettagli

Basilica di San Clemente Basilica di San Clemente

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Basilica di San Pietro in Vincoli

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La basilica fu fatta costruire nel 442, presso le Terme di Tito all'Esquilino, da Licinia Eudossia, figlia di Teodosio II e moglie di Valentiniano III sul luogo di un precedente culto cristiano indicato come titulus apostolorum. Da esplorazioni archeologiche effettuate sotto l'attuale basilica è stata evidenziata l'esistenza di un intricato complesso urbanistico, databile tra il III sec. a.C. e il III sec. d.C., che sorgeva sulla sommità ovest del complesso detto della Domus Transitoria neroniana, abitazione romana composta di un cortile, un porticato con vasca, un criptoportico e giardini. La domus è forse databile al IV sec. d. C. successivamente fu costruita un'ampia aula absidata. Questo complesso fu in seguito demolito e nella seconda metà del IV secolo, sull'area fu costruita una spaziosa chiesa di tipo basilicale dedicata agli Apostoli di cui era titolare il Presbitero Filippo, Legato Pontificio nominato da Papa Celestino I al Concilio di Efeso (431) il quale in uno scritto la cita con nome di Ecclesia Apostolorum. La chiesa andò distrutta per cause ignote, ma Filippo, con l'intervento di Licinia Eudossia, la fece ricostruire tra il 422 e il 470 mantenendone le medesime dimensioni (larga metri 28 e lunga metri 60 circa). Secondo la tradizione Elia Eudocia, madre di Eudossia, durante un viaggio in Palestina nel 442, avrebbe avuto in dono da Giovenale Patriarca di Gerusalemme le catene che avrebbero avvinto San Pietro durante la prigionia, subita a Gerusalemme, per ordine di Erode Agrippa. Elia Eudocia incaricò la figlia Licinia Eudossia di portarle a Roma. La tradizione della Chiesa racconta che Licinia Eudossia mostrò le catene di Pietro a Papa Leone I, che le avvicinò a quelle che furono di Pietro nel Carcere Mamertino. Le due catene si fusero in maniera irreversibile.  dettagli

Basilica di San Pietro in Vincoli Basilica di San Pietro in Vincoli

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Basilica di Santa Maria in AraCoeli

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Sull'attuale nome, attestato dal 1323 (doveva essere entrato da tempo nell'uso popolare), vi sono varie ipotesi. Quella prevalente lo fa risalire alla leggenda, riportata nei Mirabilia Urbis Romae, secondo cui la chiesa sarebbe sorta là dove Augusto avrebbe avuto la visione di una donna con un bambino in braccio e avrebbe udito una voce che diceva «Questa è l'ara del figlio di Dio». Si trattava di Maria, madre di Gesù, come si dice nei Mirabilia: «Questa visione avvenne nella camera dell'imperatore Ottaviano, dove ora è la chiesa di S. Maria in Capitolio. Per questa ragione la chiesa di S. Maria fu detta Ara del cielo.»In un'incisione settecentesca di Giovanni Battista Piranesi Ingresso antico verso il Campidoglio, dove fino all'arrivo dei Francescani funzionava, nei giorni di mercato, un tribunale o "scuola di giustizia" La chiesa fu costruita sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, che sorgeva sull'Arx, una delle due alture del Colle Capitolino. L'identificazione del sito non è però certa; secondo altri studi la chiesa sorgerebbe infatti dove si trovava l'antichissimo Auguraculum, luogo dal quale gli Auguri prendevano gli auspici osservando il volo degli uccelli. La prima costruzione risale al VI secolo. Come in molti altri casi, attorno alla prima chiesa si addensarono costruzioni che nella parte superiore si svilupparono in un monastero, mentre sulle pendici del colle nasceva un mercato e poi un piccolo quartiere. Resti di queste costruzioni (la chiesetta di San Biagio del Mercato e la sottostante "Insula Romana") tornarono alla luce negli anni trenta del XX secolo. In un documento del XII secolo che conferisce all'abate (benedettino) di Santa maria in Capitolio la proprietà sul montem Capitolii[2] sono descritti i tre accessi al colle all'epoca (li si può immaginare come poco più che viottoli scoscesi):La strada che cnduceva al Clivo degli Argentari (l'attuale scalinata, che sale dal Carcere Mamertino), orientata verso la Suburra; la "via pubblica che porta sotto al Campidoglio" (corrispondente all'incirca all'attuale Cordonata); la via che porta a San Teodoro, verso il Foro, ancora esistente.  dettagli

Basilica di Santa Maria in AraCoeli Basilica di Santa Maria in AraCoeli

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Basilica di Sant’Andrea Delle Fratte

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La basilica di Sant'Andrea delle Fratte è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato nel rione Colonna. La chiesa venne elevata alla dignità di basilica minore da papa Pio XII il 25 aprile 1942; è anche parrocchia, affidata all'Ordine dei Minimi, e titolo cardinalizio. È anche chiamata santuario della Madonna del Miracolo, perché al suo interno l'avvocato (e successivamente presbitero) francese di origine ebrea Alphonse Marie Ratisbonne, avrebbe avuto un'apparizione mariana il 20 gennaio 1842. Il fatto, riconosciuto dalla Chiesa cattolica, provocò la conversione al cattolicesimo del Ratisbonne.La chiesa, già esistente nell'XI secolo, venne ricostruita in forme barocche su progetto di Francesco Borromini, tra il 1653 e il 1658 (la facciata venne realizzata soltanto nel 1862). Il nome deriva dalla sua ubicazione, nei pressi di piazza di Spagna, un tempo alla periferia del centro abitato, dove erano situati alberi e cespugli. La facciata della chiesa fu finanziata grazie ad una donazione di Ercole Consalvi, plenipotenziario di papa Pio VII al congresso di Vienna (1826). I lavori furono affidati a Pasquale Belli il quale, probabilmente seguendo il consiglio di Giuseppe Valadier, disegnò l'intera facciata gli schemi tradizionali delle chiese romane del XVI secolo a due ordini sovrapposti, ma con diversa sensibilità spaziale caratterizzata dalla rinunzia ad ogni elemento decorativo che non fosse essenziale, dalla contenutezza degli aggetti e da una certa finezza neoclassica nel disegno delle cornici e dei particolari. Sulla destra, il chiostro è ornato da un ciclo di affreschi del XVII secolo.  dettagli

Basilica di Sant’Andrea Delle Fratte Basilica di Sant’Andrea Delle Fratte

Visita alle catacombe

Chiesa Santi Marcellino e Pietro

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La chiesa dei Santi Marcellino e Pietro ad Duas Lauros è un edificio religioso di Roma, che si trova in via Casilina 641, nel quartiere Prenestino-Labicano.
La parrocchia fu istituita il 1º febbraio 1765 da papa Clemente XIII con il motu proprio Cum sint come chiesa vicaria unita al collegio lateranense. Il territorio fu desunto da quello della parrocchia lateranense. Fa parte della prefettura XIV della diocesi di Roma. La chiesa attuale fu realizzata nel 1922 dal capitolo lateranense su progetto dell'ingegnere Guglielmo Palombi. Il 14 dicembre 1936 la chiesa fu assegnata dal capitolo lateranense al vicariato di Roma. Attualmente la chiesa è affidata all'Istituto Cavanis (Congregazione delle Scuole di Carità). La chiesa si trova su un'area che in epoca romana era di proprietà di Elena madre di Costantino I, e si estendeva lungo l'antica via Labicana (odierna via Casilina), nella zona compresa tra il Sessorianum (odierna Santa Croce in Gerusalemme) e la cittadella militare di Centum Cellae, (odierna Centocelle), che era nota come ad Duas Lauros (da cui il nome della chiesa). Già prima che diventasse possedimento di Elena l'area era utilizzata come necropoli dalla guardia personale dell'imperatore, gli Equites singulares e successivamente, durante la persecuzione di Diocleziano (284-305), vi furono realizzate le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. Intorno al 330 Costantino I vi realizzò il mausoleo, oggi noto come mausoleo di Elena e, ad esso annessa, una basilica circiforme in onore dei santi Marcellino e Pietro sepolti nelle catacombe omonime. Durante il medioevo, la basilica, probabilmente minata nelle fondamenta da alcune gallerie scavate nelle catacombe e senza una adeguata manutenzione, andò progressivamente in rovina. Tra il 1632 ed il 1638, sotto il pontificato di Urbano VIII, venne eretta una piccola chiesa dedicata ai santi Pietro e Marcellino, utilizzando parte delle rovine dell'antica basilica. Questa chiesa fu poi sostanzialmente modifica e ampliata nel 1765, sotto il papa Clemente XIII, che la eresse a parrocchia come detto in precedenza.  dettagli

Chiesa Santi Marcellino e Pietro Chiesa Santi Marcellino e Pietro

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Chiesa del Gesù

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La Chiesa del Gesù (il suo nome completo è Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina) è la Chiesa madre della Compagnia di Gesù; in essa si conserva la tomba del suo Fondatore, sant’Ignazio di Loyola. Attualmente la Chiesa fa parte del vasto patrimonio storico artistico del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, cioè l’Ente al quale vennero attribuiti i beni derivanti dall’Asse ecclesiastico dopo la sopressione delle Corporazioni religiose e delle Fabbricerie. La sua singolare richezza artistica segnala la Chiesa del Gesù come un capitolo importante della storia dell’arte ed è uno dei monumenti più visitati di Roma. La monumentale facciata di Giacomo Dela Porta domina dall’alto la non grande piazza. La cupola, sempre del Della Porta, ha un tamburo ottagonale. L’interno, a croce latina, ha una vasta navata la cui volta è affrescata con il Trionfo del nome di Gesù, grandioso, movimentato e luminosissimo affresco eseguito con straordinario effetto di prospettiva aerea da Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia, che ha affrescato anche la cupola con Patriarchi e dottori della Chiesa. La tribuna è affrescata, sempre dal Baciccia con Gloria del mistico Agnello. Sull’altare maggiore campeggia una pala ottocentesca raffigurante la Circoncisione, di Alessandro Capalti.
Ai lati si aprono sei cappelle con opere di autori di rilievo: Cappella di sant’Andrea con il Martirio di Sant’Andrea di Ciampelli; Cappella della Passione con la Salita al Calvario e Crocefissione di Celio; Cappella degli Angeli dove la pala d’altare rappresenta Sette Archangeli in Adorazione della Santissima Trinità di Frederico Zuccari; Cappella della Santissima Trinità con l’Adorazione dalla Santissima Trinità dai Santi di Francesco Bassano; Cappella della Sacra Famiglia con la pala d’altare, opera del romano Giovanni Gagliardi.  dettagli

Chiesa del Gesù Chiesa del Gesù

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Basilica di Sant’Agnese fuori le mura

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Il primo edificio, in ordine cronologico, del complesso monumentale di S. Agnese, è la basilica costantiniana, di cui oggi sopravvivono solamente alcuni imponenti ruderi, visibili principalmente dal retro del complesso, ovvero da Piazza S. Annibaliano. Si trattava di un cimitero coperto di grandi dimensioni (40,30 x 98,30 metri), fatto realizzare da Costantina, figlia dell'imperatore Costantino e di Fausta, su un terreno di famiglia, presso il luogo di sepoltura della martire Agnese, di cui Costantina era devota probabilmente a causa di una guarigione, tra il 337 e il 351 d.C. Era il periodo in cui Costantina risiedeva a Roma dopo la morte del marito Annibaliano, fatto uccidere dal fratello di lei, Costanzo. La basilica fu realizzata accanto e non sopra la tomba della martire, come già accaduto anche in altri casi. La sua costruzione comportò l'abbandono di una necropoli preesistente, sovrastante la regio IV delle catacombe. La costruzione si inserisce in una più ampia campagna di realizzazione di opere cristiane nella città di Roma, avvenuta nel IV secolo ad opera del primo imperatore convertito alla nuova religione e della sua famiglia.
Basilica costantiniana. Fai click per ingrandireEdifici come la basilica costantiniana di S. Agnese, in particolare, sono da mettere in stretta relazione con il culto cristiano dei morti, in special modo dei martiri. Dobbiamo quindi presupporre che il pavimento fosse ricoperto di tombe dei fedeli locali (in parte scoperte durante gli scavi del 1999) e che gli unici altri utilizzi fossero i banchetti funebri in occasione delle sepolture ed una messa annuale, in corrispondenza dell'anniversario della martire.  dettagli

Basilica di Sant’Agnese fuori le mura Basilica di Sant’Agnese fuori le mura

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Basilica di Santa Prassede

lechiesediroma santaprassede

Il santuario basilica di Santa Prassede è situato nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore, nel rione Monti. L'entrata principale è in via San Martino. La chiesa ha origini antiche. Questo fa riferimento alle vicende della famiglia del senatore Pudente (I secolo d.C.), che la tradizione enuclea tra le prime persone convertite a Roma dall'apostolo Paolo; con Pudente si convertirono al cristianesimo anche le figlie Pudenziana e Prassede. L'intera famiglia subì il martirio ed i loro corpi furono deposti nelle catacombe di Priscilla, sulla via Salaria. Il titulus Praxedis sorse nella casa di proprietà di Prassede, la quale soleva nascondervi i cristiani perseguitati: la tradizione racconta che la santa raccoglieva con una spugna il sangue versato dai martiri per versarlo in un pozzo. Dal Liber pontificalis sappiamo che papa Adriano I, nell'anno 780 rinnovò completamente ciò che restava del titulus Praxedis. La chiesa che conosciamo oggi si deve al volere di papa Pasquale I nell'817, che costruì un nuovo edificio sacro al posto del precedente. La nuova chiesa era destinata ad accogliere le ossa dei martiri sepolti nel cimitero di Priscilla.
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Basilica Santa Prassede Basilica Santa Prassede

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Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva

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Nell'area attualmente occupata dalla Basilica di Santa Maria sopra Minerva e dall'antico ex-convento sorgevano tre templi dedicati a Minerva ad Iside e a Seràpide. Già nel sec. VIII accanto a questi templi sorgeva una piccola chiesa che papa Zaccaria concesse a delle monache basiliane fuggite dall'Oriente.
Nel 1255 Alessandro IV stabilisce in questi luoghi una comunità di Convertite. La Chiesa apparteneva alle Benedettine di Campo Marzio. Solo nel 1256 vi si insediano i Frati Predicatori che nel 1275 ottennero anche il possesso della Chiesa grazie all'interessamento di un loro confratello fra Aldobrandino Cavalcati. Con buona probabilità il convento di Santa Maria sopra Minerva è rimasto per circa 10 anni sotto le dipendenze del primo convento domenicano a Roma: Santa Sabina. Infatti ci giungono notizie del primo priore della comunità solo nel 1287. Nei primi anni del 1300 questa realtà domenicana diventa una tra le più importanti della città di Roma, ospitando già più di cinquanta frati. La chiesa è titolo cardinalizio dal 1557, ciò significa che il nome della Chiesa è legato ad un cardinale specifico. Il primo cardinale titolare fu Michele Ghislieri, che nel 1566 divenne papa con il nome di Pio V.  dettagli

Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva

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San Luigi dei Francesi

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La comunità francese di Roma, che già possedeva una piccola cappella nei pressi di Sant'Andrea della Valle, alla fine del XV secolo permutò questa cappella con altri possedimenti dell'abbazia di Farfa in Roma, per costruirvi una nuova e più spaziosa chiesa nazionale. I lavori furono eseguiti da Domenico Fontana su progetti di Giacomo Della Porta, e grazie alla munificenza di Caterina de' Medici, dal 1518 al 1589, e la chiesa fu consacrata l'8 ottobre 1589. Di conseguenza ristrutturata da Carlitos Tetaz l'anno dopo. Nel 1749 gli interni vennero rinnovati sotto il progetto dell'architetto francese Antoine Dérizet; tali lavori proseguirono fino al 1764. Sebbene consacrata a Maria vergine, a san Dionigi l'Areopagita e al re san Luigi IX, essa è conosciuta soprattutto con quest'ultimo nome. Fin dagli inizi della sua costruzione essa fu eretta a parrocchia per i residenti francesi della città; inoltre è sede del titolo cardinalizio di San Luigi dei Francesi. Luigi Rossi fu organista della chiesa tra il 1633 e il 1635 e poi di nuovo tra il 1647 e il 1653, quando gli succedette Ercole Bernabei fino al 1665, indicato nel 1658 col nome di Ercole Pastorelli, probabilmente a causa della protezione, e della possibile parentela, del suo maestro Antonio Pastorelli[5]. Maestri di cappella nello stesso periodo furono Orazio Benevoli, Antonio Maria Abbatini e lo stesso Bernabei (a partire dal 1673). La chiesa, dal punto di vista artistico, è un'esaltazione della Francia attraverso la rappresentazione dei suoi santi e dei suoi più grandi personaggi storici. Nella facciata sono rappresentate le statue di Carlo Magno, san Luigi, santa Clotilde, santa Giovanna di Valois. All'interno vi sono affreschi con le Apoteosi di san Luigi e san Dionigi ed il racconto della vita di Clodoveo.
Due sono i luoghi che racchiudono veri e propri capolavori dell'arte del XVII secolo. Nella seconda cappella della navata di destra vi sono l'affresco con storie di santa Cecilia del Domenichino e, sull'altare, una copia di Guido Reni della Santa Cecila di Raffaello; mentre nella quinta cappella della navata di sinistra (cappella Contarelli) vi sono tre capolavori assoluti del Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l'angelo e Vocazione di san Matteo.  dettagli

San Luigi dei Francesi San Luigi dei Francesi

Le novità in streaming
evento inquietefestival2021

16/01/2021 - 31/01/2021

Extra InQuiete - Programma

inQuiete, festival di scrittrici a Roma sta per tornare dal 16 al 30 gennaio in version digitale, con un’edizione speciale che, a partire dalla pandemia, metta in campo le voci delle donne per dare forma e senso ai mutamenti, alle urgenze e agli svelamenti che hanno attraversato le nostre vite.  dettagli

evento stalker lazattera

16/01/2021 - 28/02/2021

La Zattera - Programma

Il progetto ruota attorno alla costruzione nei tre anni di un’opera artistica, la Zattera. Struttura che evoca una condizione di sopravvivenza, un vagare alla deriva che diviene una strategia di lettura e di interpretazione delle tracce di una storia recente largamente dimenticata. Si intende infatti esplorare, condividere e diffondere la conoscenza dei luoghi e della storia sociale e culturale della Roma informale e subalterna, delle rappresentazioni che l’arte ne ha dato, delle forme di autorganizzazione sociale e di educazione che ha prodotto.  dettagli

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La rivoluzione siamo noi disponibile a gennaio on demand

La rivoluzione siamo noi, il film documentario diretto da Ilaria Freccia, da un’idea della regista e del curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi, prodotto e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, porta sugli schermi il racconto brillante, vivace e visionario di un momento straordinario nella storia dell’immaginario del nostro Paese: gli anni tra il '68 e la fine dei '70 in cui l’Italia fu uno dei centri propulsori e incandescenti a livello globale di un nuovo modo di leggere il mondo, le regole sociali e i rapporti, attraverso l’Arte. Un viaggio che si snoda attraverso racconti e immagini di alcuni nomi che hanno fatto e fanno la storia del contemporaneo: Marina Abramovic, Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol, Luigi Ontani, Pino Pascali, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Joseph Beuys. Galleristi di fama internazionale con racconti epici, come Lia Rumma e Fabio Sargentini. E una raccolta impressionante di archivi filmici, visivi, fotografie, provenienti da istituzioni, musei, gallerie, collezionisti, in grado ancora oggi di stupire per bellezza, provocazione, vitalità creativa. Una festa per lo sguardo. Non una storia, ma un viaggio mobile dentro un movimento che ha messo per un pugno di anni, attraverso un pugno di divertiti eroi, l’Italia al centro del quadro mondiale.  dettagli

evento accademianazionaledisantacecilia digitalseason

15/01/2021 - 28/02/2021

Santa Cecilia Digital Season

L'Accademia di Santa Cecilia in attesa della riapertura dei luoghi della cultura propone una programmazione di concerti on-demand prenotabili fino al 28/02/2021.  dettagli

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NAM - Nuovo Archivio Multimediale dell'Accademia Nazionale di San Luca

Il Nuovo Archivio Multimediale è uno strumento tecnologico che, affiancando e integrando sul web le strutture dell'Archivio e della Biblioteca, conserva la documentazione video e fotografica delle attività promosse dall'Accademia Nazionale di San Luca. Il portale web "NAM" è stato realizzato attraverso la progettazione di una banca dati informatizzata attraverso la quale è possibile catalogare contenuti complessi e diverse forme multimediali (immagini, filmati, documenti, testi) rendendoli allo stesso tempo agevolmente fruibili agli studiosi e al pubblico. Il portale web "NAM" del Nuovo Archivio Multimediale è stato presentato al pubblico il 18 maggio 2012 e dalla stessa data è consultabile on-line all'indirizzo web "nam.accademiasanluca.eu" e in sede attraverso due postazioni computer nella Sala del Consiglio di Palazzo Carpegna.  dettagli


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11/01/2021 - 08/02/2021

Raffaello nelle accademie d’arte: modello, funzione, ricezione

In parallelo alla mostra RAFFAELLO. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate, inaugurata in occasione delle celebrazioni del quinto centenario della morte di Raffaello, l’Accademia Nazionale di San Luca propone una serie di incontri dedicati al ruolo e alla funzione del grande artista, della sua opera e della sua fortuna nelle accademie d’arte in Europa e nel mondo. A partire da lunedì 11 gennaio 2021, tutti gli incontri si terranno sulla piattaforma Zoom. Il link per il collegamento sarà pubblicato alcuni giorni prima di ogni appuntamento.  dettagli

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IL DIPINTO DANZA CAMPESTRE DI GUIDO RENI RITORNA A FARE PARTE DELLA COLLEZIONE DEL CARDINALE SCIPIONE BORGHESE

Il dipinto Danza campestre di Guido Reni è tornato alla Galleria Borghese. Comparso sul mercato antiquario nel 2008 a Londra, riferito ad un anonimo artista bolognese, dopo le prime ipotesi attributive ne è stata riconosciuta la mano di Guido Reni, grazie anche all’individuazione del dipinto all’interno degli inventari e delle descrizioni della collezione di Scipione Borghese. Dopo la sua esposizione al TEFAF a marzo 2020 presso la galleria Fondantico, l’opera è stata acquistata dalla Galleria Borghese realizzando così il recupero eccezionale di un dipinto ritenuto a lungo disperso e il suo rientro definitivo in Italia. La scena raffigura una festa campestre: un ballo, accompagnato dalla musica del liuto e della viola da braccio, organizzato da un gruppo di contadini, al quale assistono benevolmente alcune dame e signori del luogo. I personaggi sono seduti in cerchio, in una radura tra gli alberi accanto alla quale scorre un ruscello. Al centro, un giovane villano invita una dama ad aprire le danze  dettagli

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15/12/2020 - 09/04/2021

Musei aperti: il racconto in diretta dei Marmi Torlonia ai Musei Capitolini

I Musei Capitolini propongono una serie di appuntamenti in diretta sulla propria pagina Facebook, dedicati a diversi temi connessi alla mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori”. Con modalità nuove per i Musei Capitolini, è illustrata la storia della collezione Torlonia nel corso dei secoli ed è esplorato il significato della mostra anche in connessione con la scelta del Campidoglio quale sede espositiva. A conclusione di ogni diretta ci sarà spazio per il pubblico che potrà intervenire rivolgendo le proprie domande.  dettagli

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Conosciamo Il nuovo Museo Delle Periferie

Il RIF Museo delle periferie è un progetto di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo, Municipio VI. Ideato e diretto da Giorgio de Finis, il RIF intende accendere un riflettore sul tema delle periferie, nell’ambito di un’analisi più ampia del fenomeno urbano su scala globale. L’obiettivo del museo d’arte contemporanea e del suo centro studi multidisciplinare è approfondire la conoscenza delle metropoli del terzo millennio, ma soprattutto immaginare e contribuire a realizzare, per il tramite di pratiche artistiche e relazionali, una città più equa, partecipata, inclusiva: la città di tutti.  dettagli

evento gnam attaversolosmartphone

07/01/2021 - 02/02/2021

Attraverso lo smartphone

Attraverso lo smartphone è un laboratorio online di fotografia gratuito organizzato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, tenuto dal fotogiornalista Nanni Fontana a cura di Adiacenze, e si rivolge a ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni. Lo smartphone è un oggetto che tutti possediamo sin dalla giovane età e che utilizziamo per i più svariati motivi. Scopo di questo laboratorio è comprenderne al meglio le potenzialità dal punto di vista fotografico, per sviluppare la capacità di osservazione dell’altro e del sé nelle ragazze e ragazzi e accentuare o aumentare la loro creatività. Le fotocamere dei cellulari sono, infatti, sempre più all’avanguardia e tecnicamente superiori, ma la maggior parte di noi non ne sfrutta appieno le potenzialità. Partendo dai concetti base di tecnica fotografica, il percorso si snoderà attraverso le nozioni pratiche con l’obiettivo di utilizzare al meglio il proprio device per fotografare e post-produrre le fotografie attraverso l’utilizzo di applicazioni gratuite, utilizzate anche dai professionisti del settore.  dettagli

Luoghi Vari

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01/01/2021 - 31/12/2021

Roma Città Aperta

A partire dal premio Montblanc de la Culture, Arts Patronage Award 2019, Nomas Foundation è lieta di presentare roma città aperta, progetto a cura di Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto che coinvolge gli artisti che vivono e lavorano a Roma. roma città aperta avrà luogo da gennaio 2021 a dicembre 2021, ma deve essere inteso come un processo in-progress aperto al futuro. roma città aperta vuole avvicinare il pubblico alle arti, interagendo con le associazioni di quartiere e coinvolgendo attivamente i Municipi della città per favorire lo scambio e il confronto necessari alla trasformazione della stessa. Luoghi solitamente privati, gli studi degli artisti si aprono per essere spazi di condivisione e partecipazione dove il pubblico potrà scoprire come nasce e prende forma la ricerca artistica. roma città aperta è un progetto condiviso attraverso un calendario accessibile al pubblico da Google Calendar: ciascuno potrà prenotare via e-mail (rca@nomasfoundation.com) o telefonicamente la propria visita. Come da DPCM vigente e in accordo con eventuali future modifiche, tutte le visite rispetteranno le norme adottate in ogni loro indicazione. Le/gli artist* organizzeranno visite online per garantire, proprio in questo momento storico, una partecipazione virtuale ma reale, permettendo a roma città aperta di essere spazio pubblico condiviso e aperto al mondo.  dettagli

evento palazzoesposizioni conversazioni

Conversazioni in streaming

Conversazioni è un progetto digitale realizzato con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo (AECID) che mette in dialogo fra loro importanti realtà museali spagnole e italiane. Le conversazioni tra i direttori di queste istituzioni affrontano la riflessione sulle nuove sfide del fare cultura in questo preciso momento storico e durante un’emergenza sanitaria globale: l’assenza fisica del visitatore, il gioco della non presenza/presenza virtuale, l’aumento dell’interazione visitatore-artista, gli indirizzi strategici adottati per la gestione dell’immenso patrimonio artistico che accomuna l’Italia e la Spagna.  dettagli

evento museoortobotanico riapertura

dal 12/12/2020

Riapertura al pubblico degli spazi aperti

APERTO dal 12 dicembre 2020 (Prenotazione obbligatoria. Serre chiuse. Per la Serra delle Farfalle è necessaria un'ulteriore prenotazione). L'istituzione "Orto botanico", a Roma, ha origini molto lontane, nell'undicesimo secolo, anche se solo nel 1660 all'Università venne assegnato un terreno per crearvi l'Orto Botanico universitario. La sua sistemazione definitiva, nella attuale sede di Villa Corsini "alla Lungara" risale tuttavia a poco più di un secolo fa (1883).
Che Roma non sentisse la necessità di un Orto Botanico universitario, come altre città italiane prima di lei, è perchè in fondo un Orto Botanico c'era già, anche se chiuso entro le mura vaticane. L'idea di un Orto Botanico a Roma si può infatti far risalire al periodo del papato di Nicolò III (1277-1330), il quale volle all'interno delle nuove mura vaticane il pomerium o verziere, capostipite della lunga serie di giardini vaticani. Esso era composto da un viridarium, con alberi diversi, da un pratellum, con piante erbacee e da una fontana.  dettagli

evento villamedici ipodcast

23/11/2020 - 21/02/2021

I podcast di Villa Medici

L’Accademia di Francia a Roma e i suoi borsisti propongono dei podcast per tutte le età, da scoprire fin da subito sulla piattaforma Soundcloud. Buon ascolto!
_ Alla scoperta della mostra “I Peccati”
_ Storie e voci da Villa Medici
_ Quante storie alla Villa!
_ La fabbrica di una mostra: “Dans le tourbillon du tout-monde”
_ Podcast dei borsisti.  dettagli