Mostre d'arte nelle Accademie e negli Istituti stranieri a Roma
Questa pagina è interamente dedicata alle attività, mostre, eventi svolte dalle accademie straniere a Roma nel campo dell'arte.
Desideriamo ringraziare: Accademia Belgica, Accademia Britannica, Accademia d’Egitto, Accademia d’Ungheria in Roma, Accademia di Danimarca, Accademia di Francia – Villa Medici, Accademia di Romania, Accademia Polacca, Accademia Tedesca - Villa Massimo, Ambasciata del Messico, Ambasciata di Israele, American Academy in Rome, Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut, British Council, Casa Argentina, Centro Culturale Brasile Italia, Circolo Scandinavo, Accademia di Spagna, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut, Institutum Romanum Finlandiae, Istituto Bulgaro di Cultura a Roma, Istituto Cervantes, Istituto Culturale Ceco, Istituto di Cultura e Lingua Russa, Istituto di Norvegia in Roma, Istituto Giapponese di Cultura, Istituto Italo-Latino Americano - IILA, Istituto Polacco di Roma, Istituto Slovacco a Roma, Istituto Storico austriaco, Istituto Svedese di Studi Classici, Istituto Svizzero di Roma, Reale Istituto Neerlandese a Roma, per le informazioni che ci comunicano costantemente.
13/03/2026 - 05/07/2026![]()
Atlas Studios - Latefa Wiersch
Istituto Svizzero presenta Atlas Studios, la prima mostra monografica in Italia dell’artista Latefa Wiersch (1982, Dortmund, vive a Zurigo). Progettata appositamente per gli spazi di Villa Maraini a Roma, la mostra richiama nel titolo gli studi omonimi situati ai margini del deserto marocchino, spesso utilizzati dal cinema internazionale per riprodurre ambientazioni dell’antichità imperiale. La pratica di Wiersch si confronta con la cultura popolare, il cinema, la televisione e gli immaginari della storia, filtrati attraverso la sua prospettiva di artista nata in Germania e di discendenza amazigh e araba. Muovendosi tra autobiografia e finzione, il suo lavoro solleva interrogativi sull’appartenenza nazionale e culturale da una prospettiva post-migrante, mettendo in scena la storia come un campo instabile di proiezione, prova e gioco di ruolo. Il nucleo principale della sua produzione consiste in figure-pupazzo che l’artista riattiva e riformula iterativamente in una moltitudine di personaggi tratti dalla cultura pop, dalla storia o dalla propria esperienza di vita.. dettagli
Latefa Wiersch
19/12/2025 - 01/01/2027![]()
TAFAA – SIGNAL Chloé Delarue
TAFAA – SIGNAL (SPIN AN EMPTY VESSEL, THIS IS FINE) (2025) è una nuova opera al neon commissionata a Chloé Delarue, realizzata per la facciata dell’Istituto Svizzero. L’opera fa parte di TAFAA (Toward A Fully Automated Appearance), un progetto di ricerca in corso che indaga come automazione, sistemi digitali e infrastrutture tecnologiche plasmino percezione, affettività ed embodiment. Il disegno trae origine da un libro di emblemi rinascimentale – raccolte di motivi prodotte per la riproduzione e il riuso, nate nel momento in cui la stampa consentì la circolazione di immagini su larga scala. Riattivando questo simbolo, Delarue fa luce su un’inattesa genealogia della produzione di immagini contemporanea, collegando motivi del XVI secolo ai meme: forme brevi e mobili, il cui potere risiede non tanto nel significato quanto nella capacità di circolare, trasformarsi e essere continuamente riappropriate.. dettagli
12/03/2026 - 24/05/2026![]()
Hilvanadas. Poéticas en el arte actual
La mostra propone una rilettura critica di quelle espressioni culturali sviluppatesi ai margini della società e del sistema delle Belle Arti. Attraverso il lavoro di cinque artiste contemporanee, la mostra invita a guardare a quelle manifestazioni emerse in spazi quotidiani e popolari, nonché a mettere in discussione le idee e le credenze che le hanno relegate alla periferia. In questo processo di rivalutazione, viene anche sottolineata la ricchezza apportata dal multiculturalismo, evidenziando che la cultura e le tradizioni non sono entità statiche, ma costruzioni dinamiche configurate da scambi, disuguaglianze sociali e rapporti di potere. Partendo dai propri percorsi e linguaggi, le artiste lavorano sul tradizionale e sull’artigianale, sulle radici e sulle connessioni culturali storiche, sul folklore e sulla trasmissione orale, oltre che sui rapporti con il territorio, la memoria, il corpo e il genere. Lo fanno con uno sguardo critico, femminista e contemporaneo. Allo stesso tempo, rivendicano conoscenze e pratiche storicamente invisibili e denigrate, relegate ad ambiti considerati “minori”, come quello domestico, manuale o femminile. In questo modo, le opere mettono in discussione i binari e le gerarchie stabilite tra arte e artigianato, tra centro e periferia, tra egemonia e marginalità, mostrando come tutti questi fili intrecciano i nodi della nostra memoria.. dettagli
29/01/2026 - 02/05/2026![]()
Esteban Vicente. Il pittore della realtà
Con il titolo Esteban Vicente. Il pittore della realtà, la mostra presentata presso l'Istituto Cervantes di Roma approfondisce la filosofia dell'artista, che nel 1968 definiva il proprio lavoro attraverso un profondo senso della realtà, lontano da ogni stravaganza o artificio. Per Vicente, questa qualità —presente nella letteratura di Cervantes o nella pittura di Zurbarán— si traduce in un'opera che privilegia la sensualità della pittura, la necessità di un ordine strutturale come base della creazione e l'austerità nell'uso della materia. Fedele a questi principi, l'esposizione riunisce trentatré opere realizzate tra il 1950 e il 1997, provenienti dal Museo d'Arte Contemporanea Esteban Vicente di Segovia. Questa rassegna, organizzata in collaborazione con il museo segoviano e con il sostegno della The Harriet and Esteban Vicente Foundation, rappresenta un'occasione unica per ritrovare lo sguardo essenziale di un maestro che ha saputo trasformare il colore e la forma nella sua vera realtà.. dettagli
21/01/2026 - 20/03/2026![]()
Barbara Yelin: Disegnare le vite
Il 21 gennaio 2026 alle ore 19 al Goethe-Institut di Roma inaugura alla presenza dell’artista tedesca Barbara Yelin la mostra “Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin". I suoi disegni originali, oltre 80 tavole tratte dalle sue principali opere, resteranno esposti fino al 20 marzo. Barbara Yelin, vincitrice del premio Roma Villa Massimo, è una delle più importanti voci del fumetto tedesco contemporaneo. Il suo lavoro si inscrive in una scena ricca di sperimentazioni che si muovono fra una ricerca più classico-narrativa e un continuo gioco fra i confini del linguaggio del fumetto, dell’illustrazione, delle arti visive tout court. Con il fumetto indaga un terreno molto peculiare: quello della memoria e delle possibilità che la combinazione fra disegno, parola e sequenzialità offrono per ricostruire la Storia, o meglio i frammenti di una storia personale che si fa collettiva.. dettagli
Barbara Yelin
Mostra permanente![]()
Mostra Di Tutankhamon
All’interno del Museo Egizio troverai riproduzioni uniche e non replicabili del corredo appartenente alla Tomba di Tutankhamon.. dettagli