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I resti della Basilica di Sant’Ippolito furono rinvenuti intorno al 1970 presso l’Isola Sacra di Fiumicino, tra via Redipuglia e via Col Moschin.
La costruzione sembra risalire ad un periodo compreso tra la fine del IV secolo d.C. e gli inizi del V. Dedicata al martire Ippolito, patrono di Fiumicino, essa è la basilica più importante di tutto il suburbio portuense. L’edificio visibile oggi conserva l’aspetto di una costruzione primitiva ed è suddiviso in tre navate da due file di colonne, di cui restano solo le basi. Ad esso si accedeva tramite tre ingressi aperti sulla facciata.
All’interno della basilica vi sono ancora tracce della cattedra episcopale, di una struttura che probabilmente ospitava i cantori (schola cantorum) e di una piccola fonte battesimale. Reperti marmorei, quali epigrafi e sculture di pregio sono, invece, attualmente conservati presso il vicino edificio dell’Antiquarium. Tra gli altri oggetti merita attenzione particolare il ciborio carolingio realizzato durante il pontificato di Leone III (795-816).
Utilizzata per tutto il Medioevo, la basilica fu forse dismessa e abbandonata nel XV secolo per via dello spopolamento della diocesi.



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