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L'ipogeo, visibile oggi solo in parte, fu rinvenuto nel 1923 durante i lavori per la costruzione di una palazzina, accanto alle mura Aureliane.
Esso risale alla seconda metà del IV secolo a.C. non è certo se fosse utilizzato come ninfeo o per la pratica dei culti misterici.
La sua forma originaria era allungata. Ad esso si accedeva tramite una scala che oggi è visibile solo parzialmente. L’aula era divisa in due ambienti piuttosto ampi separati da due scalini in travertino e posti su livelli diversi. Due porte erano presenti negli ambienti, una delle quali era chiusa nella roccia.
Un’ ampia e profonda vasca rettangolare, alla quale si accedeva tramite quattro ali gradini, era presente nella struttura.
La vasca aveva un sistema per far defluire l’acqua. Sopra di essa era presente una parete finemente decorata con una nicchia che ospitava probabilmente una statua.
Le decorazioni rappresentano una fontana ed un vaso su cui sono raffigurati due uccelli, uno con la testa girata, l’altro intento a bere.
E’ raffigurata anche Diana, con un diadema sulla testa e calzature da campagna.
Oltre alla Dea è rappresentata una ninfa che accarezza un animale.
Anche le pareti poste al lato della vasca sono finemente ornate, con decorazioni in mosaico e zone dipinte a fresco. Ancora indecise le ipotesi sul reale utilizzo di questi ambienti.
Alcuni storici asseriscono che avesse a che fare con il rito del Battesimo, data la presenza della vasca, altri ipotizzano lo svolgersi di riti magici, o ancora si suppone che questo potesse essere un ambiente costruito a protezione di una sorgente d’acqua sotterranea naturale.



INGRESSO |
TRASPORTI
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Ingresso solo gruppi accompagnati. Max 10 persone a visita. |
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